1.02.2000

101 cose da non dire a letto

autore: sconosciuto

1. mi puoi passare il telecomando???
5. Ripensandoci... forse è meglio spegnere la luce...
7. Ma tu guarda... a pensare che volevo scoparmi la tua amica...
13. E adesso basta col "bocca-a-bocca"...
18. La prendi Telepiu' ???
20. Cerca di non rovinarmi il trucco, ok???
23. Spero che tu sembri così carina anche domani mattina... quando sarò di nuovo sobrio...
24. Accetti la VISA ??
26. Ma mi sono appena lavata i denti!!!
28. Pensavo che le avessi tu, le chiavi delle manette...
33. Hai notato che il soffitto ha bisogno di una rimbiancata!!??
34. Mi sa che ce l'hai al contrario...
35. Quando dovrei cominciare a provare piacere?
36. Riporta immediatamente il frullatore in cucina...
37. Sei così brava che potresti farlo come lavoro...
38. è sangue questo!!??
39. Mi sono ricordata di prendere la pillola???
40. Sicuro che non ti ho già vista da qualche parte!!??
41. Vorrei poter ricevere The Playboy Channel...
42. Spero che questo rumore venga dal letto ad acqua..
43. Te l'ho detto che non avrebbe funzionato senza batterie...
44. Il mio gatto dorme sempre su quel cuscino..
45. Ti ho detto che mia nonna è morta proprio su questo letto???
46. Se tu smettessi di fumare, probabilmente potresti resistere di più...
47. No... davvero... è meglio se da qui in poi faccio da sola...
49. Forse sarebbe piu' divertente se invitassimo anche qualcun'altro...
50. Hey... sei quasi bravo come il mio ex...
52. Sei tu che hai questo odore, o il tuo materasso è imbottito di patate marce ???
53. Sembri piu' giovane a vederti che a toccarti...
54. Forse sei solo fuori allenamento...
57. Ora so perchè ti ha mollato...
60. Se sono riuscito a togliere l'assorbente?? QUALE assorbente!!??
62. E a pensare che neanche ho dovuto invitarti a cena...
63. Che hai intenzione di fare per colazione?
64. Ho una confessione da farti....Mi sentivo così arrapato stasera che mi sarei portato a casa persino un papero...
66. Sono vere o sono rimasto indietro coi tempi???
70. Ti ho già detto del mio piccolo intervento di cambio di sesso?
72. Sei già venuto, caro?
73. Io ti dico chi immagino di scoparmi se tu mi dici chi stai immaginando...
80. Quando preferisci incontrare i miei genitori???
100. Per quanto tempo pensi di restare ancora "quasi per venire"???

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La biennale di Marco Spruzzone

by Marco Spruzzone

Ero a Venezia a vedere la Biennale d'arte. Non so se qualcuno l'abbia mai fatto da solo, ma sarebbe potuta risultargli dura. quindi rispolverando il bambino che é in me e riciclandomi un po' come artista-installatore sono entrato in una tabaccheria e, insieme ad un regalino per un'amica, mi sono fatto dare un alberello con piedistallo alto circa 7cm, made in Hong Kong, prodotto in serie in una splendida plastica verde trasparente. ero soddisfatto, avevo trovato il mio lavoro da esporre alla Biennale, il gioco che mi avrebbe fatto passare una giornata altrimenti interminabile. cosí sono andato all'importante mostra, ho esposto il mio lavoro e poi l'ho presentato singolarmente ad alcune persone che mi sembravano particolarmente indicate. Il successo é stata un automatica conseguenza. Un tempo la maggior parte del lavoro dell'artista era nello studio, dallo studio é passata alla realizzazione e oggi, nella nostra "mitica" era, uno dei passaggi fondamentali é l'esposizione, la messa in mostra, la commercializzazione.

Non voglio discutere sull'importanza dell'esposizione, ma sono certo che i primi due punti siano mi piú ricchi di interesse artistico e conoscitivo. Molti oggi tendono a guardare un lavoro artistico finito senza pensare troppo allo studio, alla realizzazione e alla dedizione dell'artista, tutte cose racchiuse in un lavoro. Spesso ci si limita a godere semplicemente dell'impatto estetico che un lavoro ha in un determinato contesto espositivo, allora un oggetto senza alcuna pretesa artistica potrebbe stagliarsi bene nel contesto di una mostra internazionale, dove il turista dell'arte é pronto ad acchiappare ogni spunto e considerarlo arte. Lo vediamo che si aggira per mostre o gallerie ben attento a non oltrepassare linee immaginarie, a non toccare maniglie, a non aprire porte, che potrebbero tutte essere inconsuete opere d'arte criptate, protette da allarmi pronti a suonare. Io faccio fotografie.

La parte piú dura é scegliere il lavoro che voglio fare nell'infinita sequenza di immagini pittoriche che é il mondo. Per me fare una foto del figlio del mio pusher per poi regarargliela o un'installazione con luci, colori e proiezioni, densa di significati stanchi, mi occupa il cervello allo stesso modo anche se nel primo caso la realizzazine del lavoro é piú veloce. Se poi esponessi i due lavori sono sicuro che il secondo avrebbe piú successo. 1perché é piú grande, 2perché il lavoro (fisico!) é o sembra maggiore, 3perché nessuno si puó nemmeno fottutamente immaginare cosa uno pensi mentre fa qualcosa.
Marco Spruzzone vive e lavora a Berlino.

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Surfing



As introduced by Freezer magazine in 1998. Flash design by Nicola Portacci

Surf Libre Globe Tour

never ending global tour
the freezer crossing surf libre globe tour

Go learn? Quando impari? Quando devi inventarti interfaccie nuove, quando il tuo bagaglio culturale non ha argomenti per relazionarti col tuo vicino o con l’ambiente,
Quando giri con persone complementari piuttosto che simili a te. Ma cosa impari? Solo quello che vuoi impare.. ma chi?


Freezer magazine per celebrare il nomadismo ha organizzato i primi di dicembre 1999 una spedizione nel sud della francia atlantica. Nei cottages del "Temp Libre" di "Le Moliets" mescoliamo surfers nostrani delle due coste, nomads con amici e tipe. Si intrecciano stili di vita simili ma diversi, modi tranquilli e impetuosi, il più grosso é anche il più sbarbo, 19anni e viene da Perth, australia dove surfa con il suo vicino di casa taj burrow.. il più vecchio é 20anni che gira... il "padrone di casa" é una persona molto speciale.. anche le ragioni individuali per questa destinazione sono diverse.

Go learn now..
text by JAKE CENTA:

DAY 1
We begin the journey in Genova at Ettore's house where Davide, Marcello, luca and I start to pack Luca’s car. The big question was could we fit 9 boards and five blokes into a "Fiat Bravo". Anyway load the car and hit the road to Varazze where we pick up our fifth passenger Gianluca. He had to laugh when we pulled up in the carpark. successfully fit everything into the car and continue the long drive to Hossegor. Just passed the French/Italian border with me and Luca in the front and the rest asleep in the back i look to Luca wodering what that smell was in the car. As I look at him I realise that he has his dick out of his pants, and I asked him if this was the cause of that horrible stench.
After that moment we named Luca "puzzacazzo" Fioravanti. After many hours cramped in the car we finally reached Hossegor. Rocked up at the Gravier to find it perfect offshore and about 3 metres. As Ettore hadn't arrived yet everyone sent messages on the phone to him telling him the surf was smoking. Ettore replied very pissed off as he and the others were still in the van 5/6 hours behind us. we all decided to go to Le moliets to unpack. We unpack things in our luxury villas at this place called "Temp Libre" in "le moliets" and go to our host for a bight to eat before checking out the local break for an afternoon surf. by now the wind was onshore the water was like ice but the waves where rideable. As I only had a 3/2 wetsuit I new my surftrip was go to be a very fucking cold one. Ettore finally decides to join us in the water. the waves where fun but we were all hoping for better. While getting changed some French cunts where having a little argument with our mate "pc" who accidentally ran over this guy and fucked up his board. The little frog fuck demanded 300francs from Luca so he could repair his board. One of the french guys was getting a bit pissed off and decided to get a little bit heavy. If rokma hadn't told us to be calm I think one of us would have smashed the fuck out of this cunt. But Luca paid the money and we went home as we had to get ready for the big dinner that our host marco had organized for our arrival. The dinner was a congrigation of Italian and French surfing associations. I think our host intended everyone to mingle with everyone from both associations but we were all stoned and pigheaded to do so. The dinner was great but I was too fucked to stay awake and couldn't wait for every cunt to go to sleep so "bouni notti rigazzi".

Day 2

Wake up not so early and raid our hosts house for breakfast before going to check the local break for surf. We decide to go surfing in the fiat as rokma and the others were to lazy to get out of bed. No one could decide on a place to surf so we drove around for hours checking spots and wasting time. eventually we all hop in the big van and go to surf the Gravier. it wasnt so great but at least it was surf. The Gravier sorted out the men from the women. Ettore and I surfed the main peak while the others surfed the 2 foot closeout beachbreak. But in the end I think we paid the price for this. Thank god I was travelling with Italians because there is no better food than a big bowl of pasta to end the day. After dinner all the guys tried to kick my arse but, luckily for me, 5 Italians do not have the power of one Australian.

Day 3
Wake up early and check the local break. After an hour of arguing we decide to surf Le Moilets. For the first few hours it was smoking but when rokma and the east coast crew finally decide to join us, the waves turn horrible, non the less they still got some photos. "HOW COLD IS COLD", I think iI have lost an inch of my penis already. After dinner I prepared myself for the nightly "LETS BEAT UP THE ONLY AUSTRALIAN"

Day 4

Finally rokma decides to wake up early and goes to check Moliets. He comes back wakes everyone up and we all go surfing. The surf was smoking and I think that it was a little bit big for some of those women. Rokma was happy because he finally got some good photos. Later that afternoon we drove to hossegor in the van to surf the Gravier. The waves were big and the water was freezing. Think I had the worst surf of the trip and was topped off when I come in to find my clothes and the van gone. So after the 30 minute of wainting in a towel i now have no penis. GRAZIE (porcodio)!

Day 5

Wake up early to check the surf to find out that we cant see the water as there is too much fog. Maybe the fog followed rokma from Milano. We decide to go to Hossegor for the final surf before going home. We went back packed the shit in the car said goodbye and thankyou to our wonderful host Marco Menini, then hit the road to Capbreton. The surf was real good but the locals made it hard for us to enjoy. to Italy only to leave Ettore behind with his best friend Emi in the van.

CONCLUSION
I think for future reference when organizing a surf trip, for a surf trip to run smoothly, you have to pick people on the same wavelength. Not a guy with girlfriend (emi), a psyco (ettore), a straight edge (davide), an addict (rokma), a babbo (marcello), a hippy (matteo), a puzzola (luca), a chicken (gianluca) and never take a ciccione kangaroo (jake) or he’ll take all your waves, sissies...
(ndr: How about some more real women for next time, mate!?)

As appeared on Freezer Magazine 24 - 2000

freezer 25 photospecial


clicca per vedere lo slideshow, (per ora non funziona su Firefox, presto cercerò di sistemarlo!!)

1.01.2000

Explain God

from: Ben Sundborn

Bright young lad, an 8 year old boy, Danny Dutton of Chula Vista, CA, wrote this for his third grade homework assignment. The assignment was to explain God. Wonder if any of us could do as well???

One of God's main jobs is making people. He makes them to replace the ones that die, so there will be enough people to take care of things on earth. He doesn't make grown-ups, just babies. I think because they are smaller and easier to make. That way He doesn't have to take up His time teaching them to talk and walk. He can just leave that to mothers and fathers. God's second most important job is listening to prayers. An awful lot of this goes on, since some people, like preachers and things, pray at times beside bedtime. God doesn't have time to listen to the radio or TV because of this. Because He hears everything, there must be a terrible lot of noise in His ears, unless He has thought of a way to turn it off.

God sees everything and hears everything and is everywhere which keeps Him pretty busy. So you shouldn't go wasting His time by going over your Mom and Dad's head asking for something they said you couldn't have.

Atheists are people who don't believe in God. I don't think there are any in Chula Vista. At least there aren't any who come to our church.

Jesus is God's Son. He used to do all the hard work like walking on water and performing miracles and trying to teach the people who didn't want to learn about God. They finally got tired of Him preaching to them and they killed Him. But He was good and kind, like His Father and He told His Father that they didn't know what they were doing and to forgive them and God said O.K.

His Dad (God) appreciated everything that He had done and all His hard work on earth so He told Him He didn't have to go out on the road anymore. He could stay in heaven. So He did. And now He helps His Dad out by listening to prayers and seeing things which are important for God to take care of and which ones He can take care of Himself without having to bother God. Like a secretary, only more important.

You can pray anytime you want and they are sure to help you because they got it worked out so one of them is on duty all the time.

You should always go to church on Sunday because it makes God happy, and if there's anybody you want to make happy, it's God. Don't skip church to do something you think will be more fun like going to the beach. This is wrong. And besides the sun doesn't come out at the beach until noon anyway.

If you don't believe in God, besides being an atheist, you will be very lonely, because your parents can't go everywhere with you, like to camp, but God can. It is good to know He's around you when you're scared in the dark or when you can't swim and you get thrown into real deep water by big kids. But...you shouldn't just always think of what God can do for you. I figure God put me here.


As appeared on Freezer Magazine 26 - 2000

Libera Mente

from: Beppe Demonte

Sembra una leggenda metropolitana ma non lo è, essendo documentata dalla facoltà di fisica di Londra. Qualche tempo fa venni chiamato da un collega che mi chiedeva se potevo assisterlo nel valutare una risposta ad una domanda d'esame. Egli intendeva dare uno zero ad uno studente per una sua risposta ad un test di fisica, mentre lo studente sosteneva di meritare il massimo dei voti, e che cosi sarebe stato se il sistema non fosse stato truccato a svantaggio degli studenti. Sia lo studente che l'insegnante concordarono di accettare il giudizio di un giudice imparziale, ed io venni scelto per questo. Andai nell'ufficio del mio collega e lessi la domanda dell'esame: "Dimostrare come sia possibile determinare l'altezza di un edificio con l'aiuto di un barometro". Lo studente aveva risposto: "Portare il barometro in cima all'edificio, attaccarlo ad una lunga corda, calarlo fino alla strada e poi tirarlo su, misurando la lunghezza della corda. La lunghezza della corda equivale all'altezza dell'edificio." Io feci presente che lo studente aveva effettivamente delle buone ragioni dalla sua, considerando che davvero aveva risposto alla domanda completamente e correttamente. D'altra parte, se gli fosse stato dato il massimo dei voti, questo avrebbe contribuito alla valutazione positiva della sua preparazione in fisica. Una valutazione positiva dovrebbe certificare una competenza nel campo della fisica, e la risposta non corroborava questa ipotesi. Suggerii perciò che allo studente venisse concessa una seconda possibilità per rispondere alla domanda. Non mi sorprese quando il mio collega si disse d'accordo, ma mi sorprese quando fu lo studente a dichiararsi d'accordo. Diedi perciò 6’ allo studente per rispondere alla domanda, con l'avvertimento preventivo che la risposta avrebbe dovuto dare prova delle sue conoscenze di fisica. Alla fine dei primi 5’ non aveva ancora scritto nulla. Gli chiesi se volesse ritirarsi, ma rispose di no. Aveva molte risposte al problema, stava solo pensando a quale fosse la migliore. Gli chiesi scusa per averlo interrotto. Nel minuto successivo, scrisse fulmineamente una risposta che diceva: "Portate il barometro in cima all'edificio e sporgetevi in fuori oltre l'orlo del tetto. Lasciate cadere il barometro, cronometrandone la caduta e quindi, usando la formula x= 0.5*a*t^2, calcolare l'altezza dell'edificio." A quel punto, chiesi al mio collega se volesse arrendersi. Lui accetto, concedendo allo studente quasi il massimo dei voti. Mentre me ne stavo andando dall'ufficio del collega, mi ricordai che lo studente aveva altre risposte al problema, e gli chiesi quali. "Beh" disse lo studente "ci sono molti sistemi per scoprire l'altezza di un edificio usando un barometro... per esempio si puo portar fuori il barometro in una giornata di sole, e misurare l'altezza del barometro, la lunghezza della sua ombra e la lunghezza dell'ombra dell'edificio, e poi, usando una semplice proporzione, determinare l'altezza dell'edificio." "Bene" gli dissi "e ci sono altre risposte?" "Certo" disse lo studente. "C'é un sistema di misura molto semplice che le piacerà. In questo metodo, si prende il barometro, e si cominciano a salire le scale. Salendo le scale, si segna con un tratto la lunghezza del barometro sulla parete. Poi si contano le tacche, e questo le fornisce l'altezza dell'edificio in barometri." "Un metodo molto diretto" "..naturalmente se vuole un metodo più sofisticato, può legare il barometro ad un pezzo di spago, farlo dondolare come un pendolo, e determinare il valore di g a livello strada ed in cima all'edificio. Dalla differenza dei due valori di g, si può calcolare, in linea di principio, l'altezza dell'edificio. "Parimenti, si può portare il barometro in cima all'edificio, attaccarlo ad una corda lunga, calarlo fin quasi a livello strada e poi farlo oscillare come un pendolo. Si puo calcolare l'altezza dell'edificio dal periodo della precessione. "Infine, " concluse "ci sono molti altri metodi per risolvere il problema.. probabilmente il migliore, " disse "consiste nel portare il barometro nello scantinato, e bussare alla porta del custode. Quando il custode apre, gli si dice cosi: "Signor Custode, ecco qui un bel barometro. Se lei mi dice l'altezza dell'edificio, io glielo regalo"" A questo punto, chiesi allo studente se davvero non conoscesse la risposta convenzionale alla domanda. Lui ammise di conoscerla, ma disse che si era francamente stufato di docenti universitari che cercavano di insegnargli come pensare.

As appeared on Freezer Magazine 24 - 2000

Snowboarding



As introduced by Freezer magazine in 1998. Flash design by Nicola Portacci

Tandadalen

Tandadalen.. da qualche parte in Scandinavia
by Marco Spruzzone

Col 31.1.2000 scade il segreto. Tandadalen è un nome inventato dall’organizzatore di questa gara di snowboard. Sono sicuro che fosse in una regione continentale a cavallo fra Svezia e Norvegia, in quanto i singoli GPS davano un'incertezza elevata, ma triangolandone tre contemporaneamente siamo risaliti ad una ristretta zona nella taiga della regione di Salen. Ma procediamo per ordine. Verso la metà dell'autunno ci avvertirono di un'operazione di marketing segreta, che avrebbe avuto il suo climax verso la fine dell'anno. L'ordine era il silenzio e la disponibilità. D'altronde a Londra c'è ben poco da fare di snowboard in quel periodo, le Alpi sono ancora indietro con la neve e l'America può attendere. A metà dicembre arriva un messaggio. A mano da un fattorino: entro tre giorni meeting alla Royal Halle di Oslo. Oslo. Nevica. Il freddo è pungente. La notte artica è qui a due passi. Fuck the London grey! Qui, anche col buio, è tutto molto più bello. Royal Halle. Ci assegnano delle stanze e ci danno un nuovo appuntamento all'aereoporto minore di Oslo. Mi confronto con i rider e i fotografi che conosco. Facce stranite, punti di domanda sui volti. Quattro birre in compagnia non guastano, ma non fanno assolutamente luce su quello che ci aspetta, e soprattutto sul motivo di tanta segretezza. Poco male, ci addormentiamo pensierosi e allo stesso tempo curiosi. All’aereoporto di un piccolo jet su pattini ci aspetta per portarci alla meta del nostro viaggio. Il volo è breve, non più di un'ora e mezza con la spiega; Tutti i nostri rulli dovranno essere consegnati all'organizzazione che fatti sviluppare li rende il 31 gennaio. Si raccomanda di non farne menzione con nessuno, gli appoggi dell'organizzatore ci farebbero immediatamente screditare presso tutte le media del settore e non. Non si capisce cosa vogliano fare. La cosa curiosa è che i finestrini sembrano gelati, in realtà è lavoro di spray per non farci vedere dove andiamo. Poco male, tanto pagano loro. Arrivati ci troviamo in una base smilitarizzata nei pressi di una collinetta come ce ne sono mille nel Sussex. 450 piedi di terra coperti da neve, un impianto sempre funzionante e illuminazione a giorno. Ai suoi piedi finalmente una struttura familiare: un bel quarter, un kick e un corrimano, e le proporzioni sembrano decisamente notevoli. Chissà perché tanta segretezza?
Un uomo senza accento, in perfetto inglese ci assegna alle stanze e ci dice che ci farà girare quando vogliamo. Ci avverte sulla temperatura un po' rigida, sulle previsioni per i prossimi giorni e ci augura buona notte. Ci troviamo come ebeti a guardarci in faccia. Ci sono parecchi pro conosciuti, alcuni mai visti e un fotografo per nazione, compreso il Portogallo. Parlo con Vincent Skoglund, che è di quelle parti, ma anche lui non sa niente. "Quando a poker non hai capito chi è il pollo dopo mezz'ora, il pollo sei tu!" questa frase mi ronza in testa per tutta la notte. L'indomani c'è il training di quarter e i soliti nomi si distinguono per bravura, gli sconosciuti girano bene, ma non sembrano all'altezza della struttura. A parte il fatto che nessuno li conosca e che tuttti parlano inglese perfetto e senza accento, per il resto sembra un evento normalissimo. A parte il fatto che non c'è nessuno a fare da pubblico. La giornata scorre via liscia, di sera non c'è molto da fare. Stiamo tutti nella stanza più grossa, la zona dei graduati della base, a bere birra e scambiarci convenevoli. Giorno due. Primo contest. La cosa che subito salta all'occhio è la nuova struttura: un grosso sistema di tralicci portanti con tubazioni che serve a ricreare una forte nevicata; sembra di essere sul set di uno dei colossal di Hollywood. Neve "artificiale" si crea da dei mini cannoni e cade a larghe falde sulla struttura durante la gara. Non ne capiamo assolutamente il perché.
Comunque sia nelle foto ogni sua traccia è stata cancellata. Pazzesco! Fiancheggiati da un maxi schermo guardiamo e fotografiamo la gara. Primo è Luoma, che gira alti 540° secondo Benedek che va solo in switch, terzo uno degli sconosciuti, di cui leggiamo il nome sullo schermo: Joakim Kaaferen. Si distinguono anche per bravura Romain De Marchi, Jeff Anderson e Ingemar Backman. Ma ai risultati diamo poca attenzione. Anche i rider sembrano un po' turbati dalla stranezza di questa situazione; i loro sponsor li hanno avvisati di non preoccuparsi e di non far domande. Ad un certo punto colpo di scena: Michi Albin, che non sembrava gradire la struttura fa di testa sua e usa il bordo del quarter come jump. Non lo rivedremo per due settimane. L'organizzazione manda tutto a monte, annulla le date successive e ci prega di preparare le valige. Senza farci troppa fretta, ma con decisione, ci accompagnano alla pista e ci rimandano a Oslo. Senza rulli torniamo a casa. In realtà avevo provato a fare il furbo, ma la pellicola che mi ero imboscato è uscita bianca: il vecchio metal detector mi ha bruciato tutte le immagini (oltre che due cassette dei Beastie Boys). Mi congedo dai miei amici e me ne torno a casa sempre più convinto di essere il pollo di un gigantesco scherzo. Spero di non essere smentito prima dell'uscita dell'articolo su Snowboard UK, che anche se siete italiani vi consiglio.
Perché nelle foto non si vede la struttura per la nevicata artificiale?
Chi è Joakim Kaaferen?
Dov'è stato Michi Albin?
Perché proprio il 31.1.2000?
Klaasifica: 1- Willie Luoma 2- R.de Marchi 3- J.Kaaferen 4- D.Benedek 5- R. Savoonen 6- I.Backman

As appeared on Freezer Magazine 24 - 2000

Tignes

di Stefano Bergomi

Next!... Next!... Next!... Next!...
Siete pronti a sopportare tanti bei simpaticoni che alzano la manina per fare poi salti da mission impossible 3?

Ti piacerebbe avere una bella manovia in uno snowpark?
Potresti riuscire a fare la coda almeno ogni tanto?
O magari preferisci aggrapparti come un babbuino e farla scarrucolare?

Tignes "l'espace killy" è un posto avanti, dove cuore e lavoro viaggiano in direzione turismo e neve. Lo snowpark è fresato e aperto puntualmente quasi ogni mattina verso le 8,30, sei jump, una spina, qualche slide e un pipe ormai in disuso all'alba di metà agosto, anche se provavano ancora a passarci il gatto (grandi!).

La novità più bella? La musica, alta e bella, non si riesce a farne a meno dopo un po'. Per quanto riguarda chi ha spettacolato, da citare Ivo Letey, Eric Pernisco, Alex, un local che però si è lussato la spalla, dei maestri francesi molto decisi, Daniel Bigolin, un tipino spagnolo e uno inglese che giravano e ruotavano sul pro-jump. L'unico a tenere alta la bandiera era un tizio che si faceva tranquillamente tutta la spina in looping grabbato o in rodeo.

Peccato che tutto questo è successo solo l'ultimo giorno (abile mossa commerciale o un saluto alla grande?). La prova tempo è stata egregiamente superata, dal 12 al 19 una bella settimana di sole al mattino sul ghiacciaio. Con il settimanale quest'anno avevi diritto alla piscina all'aperto davanti alle vette; oppure, sempre compreso, si poteva salire con una cabinovia da Tignes Le Lac.

Chi crede di annoiarsi il resto della giornata si sbaglia: skatepark anch'esso con musica e frequentato praticamente solo da ragazzini francesi.

Tele-filo-seggio-cabi-novie ovunque ti giri, campi per quasi tutti gli sport, fiere e mostre (in questa settimana quella del vino!); autobus puntuali e gratuiti, musica dal vivo e tante schifezze da mangiare.

Stremati da giornate del genere e finiti da qualcos'altro la sera passa un po' in secondo piano. Pochi locali aperti e quei pochi sono preda dei Nazca Boys, gente in giro quasi nulla (tutti bei maschioni) e tante coppiette. La voglia di salire il giorno dopo però è tale da azzerare eventuali desideri di movida. Obbligatorio un salto a Val D'Isere perché merita, è veramente un bel paesone.

Per concludere, noi una settimanetta ce la faccimo anche l'anno prossimo.
NEXT!

As appeared on Freezer Magazine 26 - 2000

Equatore

by: Rikke Jorgensen

Ma è vero che l'acqua del cesso esce al incontrario dall'altra parte dell'equatore? Siamo andati in Ecuador per verificare. Ed è vero. Esce proprio al incontrario, ma ovunque ti giri in questo paese meraviglioso vedi cose mai viste, come un altra pianeta. Una delle prime cose che noti è il sole enorme che ti scalda fino alle ossa, e da quel punto inizi a capire le faccie rilassate sulla gente che incontri. Un po' di documentazione prima di iniziare il viaggio: originalmente, come gli altri paesi in Sudamerica, Ecuador apparteneva agli Indios. Era un paese ricco d'oro e d'artigianato, con una cultura molto avanti in confronto alla nostra. Ma se vai in uno dei tanti musei del paese, noti che le culture indiane spariscono bruscamente intorno al 1400, ovvero, quando sono arrivati gli spagnoli. Questa gentaglia, dopo di avergli rubato tutto ciò che avevano di "valore", hanno voluto anche di imporgli la loro lingua e la loro religione, come se non bastasse gia'. In viaggio ora: L'Ecuador è un paese facile da girare, basta che stai un pò attento a quello che fai. Ci sono tanti pullman che si fermano praticamente ovunque, basta che metti fuori la mano, indicando che vuoi salire. E poi è veramente economico. Noi siamo andati in giro parecchio e i posti da vedere sono tanti.
Il paese è diviso in tre parti: la costa, la sierra e l'oriente. Ovviamente siamo partiti subito dalla costa, da Guayaquil, una città di porto abbastanza grande, un po' sporco e con non tantissime cose da vedere. Perciò saltiamo a Puerto Lopez, piccolo villaggio di pescatori ospitali. Da qui puoi prendere la barchetta per andare alla Isla de la Plata, la "Galapagos dei poveri", cioè gli animali sono gli stessi, mancano solo le Iguanas, e quelle le puoi vedere al parco degli Iguanas a Guayaquil. Prima di salire in barca ci siamo muniti di Mareol,farmaco decisivamente illegale fuori sudamerica. Invece di farci passare il mal di mare ci ha fatto venire una pesantezza nella faccia, ma c'erano altro a cui stare all'occhio a parte la nausea.. in Ecuador è tutto possibile e niente è sicuro.. magari è anche questo che lo rende interessante. Torniamo alla barchetta, dove dopo 2h sulle onde del Pacifico, incontriamo delle balene lunghe 15 metri. E se non hai mai visto una balena dal vivo, immagina tonnelate di mammifero schizzare fuori dal mare verso il cielo per poi lasciarsi ricadere proprio vicino a dove sei seduto. Fantastico. Il periodo per vedere le balene è verso la fine di agosto. Siamo passati poi a Salinas, città turistica piena di superalberghi americani enormi e spiaggie curate (l'invasione dei gringos si sente nell'aria.. sponsorizzato coca-cola). Ma ovunque vai sulla costa hai sempre il piacere di poter mangiare pesce fresco a prezzo bassisimo. In Ecuador qualsiasi cosa, cucinato e servito in strada, è troppo buona e non vuoi mai smettere di mangiare. Salutiamo la costa e con il continuo sottofondo di musica latina e merengue/hip-hop prendiamo il pullman per Quito, la capitale. Il viaggio dura 8h e ti servono "fanta" durante. Quando attraversiamo i paesini al rallentatore, i ragazzi del paese salgono su per vendere di tutto, da cibi deliziosi a spazzolini da denti e "te del miracolo" (sveglia i morti dalla tomba). Dopo aver attraversato le Ande ed estensioni di piantagioni di banane, arriviamo a Quito, a 3000 m. sul livello del mare. Ti sembra di non poter respirare, ma ti passa dopo il primo giorno. Abbiamo fatto un giro in centro, e se come me sembri un "gringo" col il segno del $ sulla fronte.. è consigliabile non portare alcunché a forma di borsa. Il centro è pieno di bar, caffetterie e giovani viaggiatori d'oggi. Da vedere il "quartiere rosso" dove, entrando nei bar giusti -di giorno o di notte- c'è un'atmosfera densa di sesso che ti sembra di poterla tagliare a fette. Di giorno devi passare dal Parco Karolina, che poi ha una struttura di skate e bmx enorme. Nei dintorni di Quito puoi farti un tour fra i numerosi vulcani -alcuni anche attivi, le piramidi di Cochasci, dove puoi anche incontrare dei Lamas "sputa lontano". A Otavallo trovi un mercato dove gli indios portano tutta la loro merce fatto a mano e se parli un po' di spagnolo e non sembri troppo "gringo", ti fanno anche degli sconti.. perciò lascia l’atteggiamento ed il cappello da gringo a casa. Da Quito siamo poi partiti per l'Oriente, cioè l'Amazzonia. Prima di penetrare nella giungla ci siamo fermati a Banos, città delle terme sulfuree: dopo il bagno nell'acqua giallina sotto le stelle avrai un corpo nuovo e un sorriso che taglia la faccia metà. Insomma sei pronto a fare un po' di giorni "al primitivo" nella giungla, dove ovviamente vai con la guida. L'Amazzonia è un'altro mondo.. pieno di suoni, insetti, verde-verde-verde (la foresta) e arancio-turchese (gli animali). Anche la gente che ci vive è troppo gentile (ti immagini, vivere nella giungla senza nessuno che ti rompe per le bollette del telefono e cazzi vari). Dopo aver fatto una nuotata nel fiume e aver fumato un brecco mentre scendeva il sole dietro il vulcano, ti senti in paradiso. Club Med non esiste in Ecuador, perciò non lo cercare. Vacci solo se hai veramente voglia di sentire la vita sul tuo corpo, e vacci con rispetto. Ringraziamenti alla famiglia Naranjo e la famiglia Baquero per la loro grande ospitalità.

As appeared on Freezer Magazine 24 - 2000

Sperma dolce

from: Lorenzo Barassi

We've all heard the phrase: "you learn something new everyday" Well, here's today's lesson:

Think before you speak!


This actually happened at Harvard University in October last year.
In a biology class, the professor was discussing the high glucose levels found in semen.
A female freshman raised her hand and asked,

"If I understand you're saying there is a lot of glucose, as in sugar, in semen?"

"That's correct,"
responded the professor, going on to add statistical info.
Raising her hand again, the girl asked,

"Then why doesn't it taste sweet?"

After a stunned silence, the whole class burst out laughing, the poor girl's face turned bright red, and, as she realized exactly what she had inadvertently said (or rather implied), she picked up her books without a word and walked out of class, never to return.
However, as she was going out the door, the Professor's reply was classic.
Totally straight-faced he answered her question.

"It doesn't taste sweet because the taste buds for sweetness are on the tip of your tongue and not the back of your throat"

As appeared on Freezer Magazine 26 - 2000

Operazione MINCHIA

by Camillo via e-mail

Date: Mon, 24 Jan 2000 11:11:38
La giapponese "Min chi ha Ltd", una delle principali società mondiali di minchia, ha lanciato una gigantesca campagna pubblicitaria.
Da oggi, ogni volta che riceverai un'email sii felice perché stai per quadagnare minchia.
L'unica cosa da fare è rimandare questa email di spiegazione a tutte le persone che conosci per far si che anche loro possano cominciare a guadagnare minchia in un modo così semplice.
Vediamo più nel dettaglio come funziona.
Ogni volta che spedisci un'email, un avanzato sistema computerizzato ti accrediterà un centimetro di minchia. Più lettere spedisci, più minchia guadagni. Alla fine del mese, Rocco, un nostro funzionario, verrà direttamente a casa vostra a fornirvi tutta la minchia di cui avete maturato i diritti. E' un'occasione da non perdere per saziare la vostra fame di minchia.

PS: Se, quando vedete l'arcobaleno, correte veloci fino a dove finisce, troverete un pentolone pieno di soldi. Garantito.

As appeared on Freezer Magazine 24 - 2000

Balcan Party Hrvatska

aQuatica, sulla scosta dalmata tra Zadar e Sibenik, nel bosco vicino ai campeggi, Hrvatska 1999
by Rikke Joergensen

Siamo finiti in Croazia quest’ estate, esattamente nella zona di Sibenik, dove un gruppo di ragazzi ha organizzato un megarave; il rave più grande della Croazia. Siamo andati a vedere come i croati festeggiano e ci siamo divertiti come dei matti. L’ ubicazione precisa del rave l’ abbiamo saputo una settimana prima e si svolgerà in un luogo abbastanza isolato di fianco a un baia. E’ il 6 agosto e ci siamo sistemati nel campeggio vicino al party. Aquatica ora è solo un paio di pali di ferro. Il 7, è il giorno della grande festa e i ravers si stanno preparando. E’ il mio primo rave e non so cosa mi aspetta...

Tra di noi abbiamo dj Schwizzarski, che si muove in incognito nella parte vip, travestito da kossovaro, allenandosi per la serata con delle respirazioni forti. Insieme a lui c’ é il Copacabana Crew, un gruppo di musicisti alternativi e spirituali. Al contrario degli altri DJ’ s Schwizzarski porta solo CD. Pesano di meno. Il suo session inizia alle sei. E’ il suo debut nel suo paese e praticamente apre Aquatica sul palco Drum’n’Bass’n’Easy Listening. L’abbiamo beccato prima dello spettacolo: "sono quà per divertirmi più che altro. Suono solo per hobby ed è bello avere la possibilità di suonare qua stasera insieme a tutti questi professionisti. Però penso, che anche loro dovrebbero prendere tutto meno sul serio. Essere più easy. Io sono qua solo per divertirmi e perché mi piace far ballare la mia ragazza. Il mio messagio per il mondo è prendetevi meno sul serio, peace e amore". Alle 18:00 entriamo nel campo di sabbia erba e bosco che finisce in una baia. In giro ci sono tre palchi diversi. Techno, House e un misto di breakbeat, Trip Hop e Easy listening. Ora c’é ancora più polizia che ospiti, ma come passano le ore il posto si riempe di gente folle e contenta che si lancia in un ballo senza fine. Per tutta la notte balliamo e quando il sole sorge c’é ancora mezza giornata di musica. Il scenaggio pero é cambiato un pò. Dapertutto c’é gente che dorme, gente che sta meno bene che ieri, ma sopratutto ci sono ancora tanta gente che balla. Durante la notte i DJ’s si sono dati scambio ogni due ore. Ci sono stati da tutta l’ Europa: Clifford Gilberto(GB), Felver(HR), Luca(HR), Darkness(HR), Umek(SLO), William Collins(F), Evil Eddie Richards(GB), Ten Sui Aka Tracie Storie(GB) e tanti altri. Alle 10:00 di questa splendida domenica mattina inizia a fare caldo e crolliamo in tenda. E’ stato un esperienza per la vita, arrivederci a anno prossimo.

As appeared on Freezer Magazine 24 - 2000

Roma. Gaypride 2000.

Vietato dalla prefettura:
"Denudarsi, Travestirsi da religiosi, Uscire dall'itinerario previsto dal corteo, Avvicinarsi a chiese o basiliche, provocare passanti o i manifestanti del contro-corteo di estrema destra, Compiere atti sessuali in pubblico, Scandire slogan o portare cartelli offensivi, Qualsiasi forma di violenza o resistenza alla polizia."

Consentito:
"Abbracciarsi e anche baciarsi in pubblico durante Gay pride e la sfilata del 8 luglio Cantare e ballare Scandire slogan o portare cartelli polemiche ma non offensive queste sono le regole pubblicate poco prima."

Freezer vi offre tre punti di vista dell'evento:
La battaglia di Roma per la World Gay Pride quasi vinta? by Menini
Noi a roma ci siamo andati. by Mimmo
Messi a nudo, spogli da provocazione, davanti a stato e chiesa. by Molon



La battaglia di Roma per la World Gay Pride quasi vinta?
by Marco Menini


Ormai non c'è più dubbio. la World Gay Pride si è tenuta a Roma dal 1 al l 9 luglio. Ne dispiaccia al Vaticano, che da mesi, lottava per opporsi in pieno Giubileo. Battaglia lontana del esser finita. Dopo l'ostilità della Santa Sede... "Siamo favorevoli alla Gay Pride, però siamo opposti ai travestimenti osceni e a l'indecenza nel centro della capitale" a spiegato il sindaco, Francesco Rutelli (sinistra). Fuori luogo offendere i pellegrini che vagano per le vie di Roma. Bisognava dunque evitare a tutti costi le chiese e le basiliche del Giubileo il che, a Roma, è praticamente impossibile. Lunghe e difficili negoziazioni per definire il tragitto della grande parata culmine, 600.000 persone, culmine di una serie di manifestazioni lungo tutta la settimana. La prefettura voleva vietare il Coliseo, che secondo gli organizzatori è il simbolo "della lotta contro la pena di morte e della difesa per i diritti dell'uomo". Il Vaticano temeva che la folla si avvicinasse al "simbolo dei martiri cristiani" Il collettivo d'organizzazione ha risposto: "fuori discussione!". "Siamo pacifisti e non violenti, non rinunceremo!" ha ribadito Imma Battaglia, presidente del Circolo Omosessuale Mario Meli. La polemica, iniziata più di 6 mesi fa' è lontana dell'esser chiusa!. Il giorno della grande parata erano aspettati a Roma 30.000 pellegrini polacchi ed i militanti di Forza Nuova (destra) hanno ottenuto di poter sfilare lo stesso giorno! Ciò non ha fatto altro che aggiugersi alla confusione ed agli imbrogli!. E pure, come fa notare A. Giuliani, uno degli organizzatori "era da più di 2 anni che i preparativi erano in corso e che si moltiplicavano le difficoltà burocratiche mentre si trattava solo di una manifestazione allegra e pacifica" Per prova della loro buona volontà, i promotori della radunata decidono di spostarne la data, all'inizio fissata al 28, festa di S. Pietro e Paolo, patroni di Roma. Questo gesto non è bastato. Fin dall'inizio dell'anno, il Vaticano si è ferocemente opposto a questa riunione mondiale, considerata come una provocazione, peggio, una sfida. Osare organizzare a Roma, durante l'Anno Santo, una tale manifestazione poteva solo assomigliare ad un insulto alla Chiesa ed a i suoi fedeli. Il Concordato con lo Stato Italiano è stato invocato. Il Cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza Episcopale a insistito "Non adesso e non a Roma". Ovviamente la polemica a raggiunto il terreno politico, soprattutto da quando Giuliano Amato, Presidente del Consiglio, (ex socialista), ha giudicato la World Gay Pride "inopportuna" ed a deplorato di non poterla vietare per via della libertà d'espressione!. Ha suggerito di "isolarla al resto della città" Tutti i partiti politici hanno preso posizione. La destra si è dichiarata ostile. Si è proposto di organizzarla in un'altra città. Il ministro dell'agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio (verde) ha annunciato in pubblico la sua bisessualità. Franco Zeffirelli ha stimato che non era necessario gridare la propria omosessualitè. I "pro" ed i "contro" hanno continuato a bisticciare... Una cosa è certa: l'evento non è passato inosservato! Contemporaneamente, dopo aver deciso di vietare alle donne la funzione di pastore, la Chiesa Battista del Sud (15milioni di fedeli negli States) ha votato a gran maggioranza risoluzioni contro l'aborto, l'omosessualità ed a favore della pena di morte... Cosi va il mondo... MM


Noi a roma ci siamo andati.
by Mimmo.

Noi a roma ci siamo andati qualche giorno prima, visto che c'è la nostra amica. il gay pride per quanto mi riguarda non è una semplice manifestazione di protesta ma era anche una festa una sfilata una fiera dove la gente bella, si mi spiace per gli altri, ma eravamo tutti bellissimi, si ritrova e festeggia la gioia di esserci. il pomeriggio del sabato siamo andati all'appuntamento con tutto il mondo, alla metropolitana piramide, parcheggiato la macchina un po' distanti perché non era possibile avvicinarsi di più c'erano un sacco di poliziotti che avevano bloccato le strade, beh arriviamo in questa piazza affollatissima, tutte le vie erano piene di gente, gente dappertutto. noi cerchiamo di rintracciare tutti i nostri amici, un'impresa vana. beh e la cosa che mi sta più a cuore dire, si c'era tanta gente, mentre alcune persone hanno lavorato per rendere invisibile questo evento, noi eravamo lì in tanti fisicamente e i nostri corpi esistono e sono nostri, non potranno mai gestirli come vogliono loro. intorno grande assembramento di persone e carri, con musica di diversi generi e con diverse attrattive, quello con sto ragazzone con il costumino giallo e la skiuma rosa che gli veniva buttata addosso. va beh parliamo d'altro. lo sapete che c'era pure ambra, lo sapete che a me mi ha fatto simpatia e gnokka la ragazza. c'erano i vippe che ho visto, quel carciofo di sgarbi insieme ai travestiti, giustamente esprimevano un bell'aspetto sociale, il tipico cliente e i tipici prestatori d'opera, ho visto pannelone insieme ad una banda di suonatori che camminava come alla parata del santo patrono, boh a me quello non mi è simpatico, mi sembra il solito benestante che si occupa dei grandi problemi che sono grandi fino a quando lui decide che sono grandi e.. beh però era li. ho visto uno che ho conosciuto una sera anni fa che ora fa il parlamentare, si chiama niki vendola, me lo ricordo con simpatia, poverino con sto lavoro che si e scelto mi sembrava un po' intristito l'ho visto da lontano ma non mi e venuta voglia di andarlo a salutare, mi sembrava già bello indaffarato, e se posso essere un po' cinico non mi piaceva tanto con la camicina e pantalocini tutti a modo e questo orecchino al lobo piccolo piccolo che stava a dire guarda come sono ribelle. scusate vi dovevo dire come andava il gay pride ma un po' di gossip fa bene. eravamo in sta piazza e ci guardavamo in giro per decidere quale carro seguire noi, outsider possiamo permetterci di seguire quelli che vogliamo essendo i più belli dei belli. abbiamo incontrato franco, un tipo eccezionale conosciuto il giorno prima sulla spiaggia di ostia dove vanno tutti i GAY, franco è di ginevra ma ha la mamma che abita ad ostia e lui se ne va sulla spiaggia a fare massaggi eccezionali, lo invidio, aveva una schiena dritta che dovevate vedere, aveva un po' dello sciamano, e dove te lo troviamo sotto il carro del blue cheese che ballava alla grande sta musica elettronica ritmatissima, si ci siamo incontrati mentre ballavamo, perché noi ballavamo sempre, era li la festa, dovevate dirlo a jovanotti, c'era? io non lo visto, magari si. almeno io so che piace a un sacco di gay, e forse anche a lui sono simpatici. tutti costretti in un percorso scomodo ed ingombro di transenne mal posizionate per fare defluire tutta quella concentrazione...


Messi a nudo, spogli da provocazione, davanti a stato e chiesa.
by chiara molon.

Sabato 8 luglio 2000, ore 15:00, piazzale ostiense, il primo world gay pride è pronto per partire. fra le persone sul piazzale si sentono parlare varie lingue, sono arrivati in massa gay e lesbiche dall'america, dall'australia, dalla cina, addirittura qualche arabo (velato ovviamente!) alla testa del corteo un gruppo di 70 motociclisti "machissimi" e un grande arco di palloncini colorati, i colori dell'arcobaleno (rainbow) rappresentanti di gay e lesbiche nel mondo. a seguire, dopo le varie polemiche che hanno anticipato la parata, c'è chi alle parole ha fatto seguire la propria presenza, come katia berillo, ministro alla pari opportunità, bertinotti, sgarbi (amato-odiato come sempre, accolto da applausi seguiti subito da fischi di disapprovazione), leo gullotta "scortati" dalla persona che x la sua presenza rischia forse di più, don vitalino della sala, la chiesa èpresente insomma, anche controvoglia, i gay cattolici apprezzano. parcheggiati ai lati del piazzale, una decina di carri allegorici aspettano di partire, già si vedono i primi dimenarsi di tette e culi in strass e paillettes, scalpitano il ritmo dell'inno della settimana del gaypride "nessuno mi può giudicare" di caterina caselli. verso le 15:30 finalmente, la partenza. allo striscione d'apertura segue il carro pieno di schiuma di mucca assassina, sono in due (ragazzi ovviamente) a salire all'inizio, così carini che non so se girarmi a destra o a sinistra, a gettare a chi cammina vicino a loro schiuma su schiuma fra gesti e danze sensualmente provocanti. poco dopo salirà anche una ragazza, beh, anche le lesbiche hanno diritto alla controparte! segue a ruota un triclinio e qualche pseudorudere di capitello cui si appoggia ambra (eh, già, nota icona omosessuale) capelloni lunghi fino al fondo schiena neri neri, vestita vero simile morticia adams, forse non ha capito bene dove si trova, a no, si lega poi, la rainbow-bandiera a modi pareo. e poi ancora il carro dei travestiti e transessuali brasiliani, la macchina mimetica della leather house di roma, e ancora un carro solo casse che inneggia ad una rivoluzione fondamentale della musica (che centra poi?) insomma un pourpourri di vizi e stravizi, gusti e nongusti, fatine, borchie, farfalline e marinaretti, ombrellini multicolore e gadget d'ogni tipo. durante il cortesi balla, si canta, ci si dimena, ci si arrampica. la cosa che sorprende e che trovo d'estrema delicatezza, nessuno urla frasi, slogan, insulti, si lascia ai cartelli e ai vari striscioni il compito di denunciare, di chiedere, di contestare. sulla via piramide cestia mi rendo conto che assieme a tutti questi ragazzi e ragazze omosessuali ce ne sono tantissimi di "regolari", eterosessuali come me che dovevano assolutamente esserci x manifestare il loro sostegno stavolta, a roma, in quest'anno giubilare specialmente! prendere parte a questa gran marcia contro la sessuofobia e per i diritti delle minoranze, per il sacrosanto (e lo dico non a caso) diritto alla libertà d'essere quello che si è, il diritto ad esternarlo, a farsi vedere, a potersi unire e a creare famiglie, il diritto all'amore e all'amore libero, il diritto insomma di vivere scegliendo e non solo seguendo! sono facili poi quei paragoni con persone che soffrono di patologie come la pedofilia, la necrofilia. lasciamo questi paragoni ad altre persone ignoranti ed altre sedi. questo primo world gay pride è stato di tutti, di coloro che pur sembrandomi anche un po' ridicoli a manifestare x certe cose nell'anno 2000, hanno avuto, hanno e avranno la voglia di cambiare questa situazione di discriminazione e intolleranza, per se stessi e coloro che verranno dopo. al circo massimo secondo titti-de simone eravamo "200 mila, 500 mila, milioni!" non si è capito bene quanti, l'importante è che eravamo lì, messi a nudo, spogli da provocazione davanti a stato e chiesa.


As appeared on Freezer Magazine 26 - 2000

Quotes

"...quando ogni cinese avà un'auto, lo strato di ozono sarà presto finito."
frei botto, (www.scuscia.rai.it)

"..il ruolo che troppa gente ha avuto l'ha ottenuto con l'inganno, col furto, ed ora c'è il deserto..."
kaos one

"ma voi vi fidate di una cosa che perde sangue 5 giorni al mese e non muore mai?"
matteo vecchiato

"Sono usciti i risultati di un sondaggio effettuato dall'ONU. domanda: dica onestamente qual'è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo. Il risultato è stato il seguente: gli europei non hanno capito cosa sia la "scarsità " gli africani non sapevano cosa fossero gli "alimenti" gli americani hanno chiesto il significato di "resto del mondo" i cubani, straniti, hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di "opinione" nel parlamento italiano, si sta ancora discutendo su cosa sia "onestamente""
labrebis@libero.it


"L’abbigliamento: felpe rinforzate e extralarge, pantaloni comodi e coloratissimi. La tavola è un biglietto da visita: l’ultimo modello va bene, meglio l’ultimissimo!"
dall’inserto Gazzetta dello Sport del 31/1/1997

"Elisa dammi uno dei tuoi baci al miele che mi passa il mal di gola"
Pongo

"...credo più nei reef abusivi, che in quelli artificiali..."
unidentified italian surfer

"può essere artista solo colui che ha una propria religione ossia una intuizione dell'infinito"
friedrich schlegel

"como fazzu? nun mi arriva kiu' u frizar inta buca da letera!"
claudio santavicca

".. che cosa si può obiettare a chi non vede la luna, ma guarda il dito che la indica.."
luigi pintor

"personalizza subito il tuo telefonino con le suonerie più trendy!! le suonerie cucco/non cucco per dichiarare ai tuoi vicini di ombrellone se sei libero o occupato"
da una mail di buongiorno.it

"...Hai una collezione di adrenalina da vendere?.."
da spiagames@spiagames.com

"Wimpy: la prima e più diffusa rivista del settore in Italia"
luca basilico nel 2001 dal "Comunicato Stampa: Campionato Italiano"

"sono in fondo a un baratro, per uscirne dovrei usare le unghie, ma... non riesco a smettere di mangiarle"
nicola portacci

gli animali si drogano. Perché lo fanno?
"La teoria più accreditata è che per gli animali la droga abbia una funzione di carattere evolutivo", afferma Giorgio Samorini. "In certe fasi ci vuole un momento di "deschematizzazione" per trovare nuove vie comportamentali". Elefanti, capre e formiche avrebbero quindi bisogno di "sballare" per far entrare in circolo nuove idee. Per "aprire le porte della percezione", si sarebbe detto qualche decennio fa. Ma animali che si drogano non è soltanto un curioso bestiario in versione lisergica. Samorini distingue fra scienza della droga (che si occupa del fenomeno) e tossicologia (che si occupa del problema). Vale a dire, il fenomeno non è necessariamente il problema. E così, pettirossi sconvolti e cavalli inebetiti potrebbero entrare di colpo nel dibattito sull'antiproibizionismo."
di mario portanova su diario.it

"C: Ciao come ti chiami? B: Barbara! però tutti mi chiamano BABE! C: Ah come il porcellino coraggioso! ma ti chiamano così perchè sei coraggiosa o perché sei... ops scusa! "
Checco all'Oktoberdest a una ragazza appena conosciuta.

"...porta il mondo in casa tua.." "
una pubblicità su gamma radio

"the more you surf, the less you have to talk to chicks"
Phil from Austrian Surfing

"la vita economica di un paese dipende dalla cultura e
dai valori condivisi dalla gente, pièche dalle cifre"
Francis Fukuyama, Argentina

"Se il genere umano vuole sopravvivere, avremo bisogno di un modo radicalmente nuovo di pensare"
Einstein

"Naturalmente Baco contiene anche un po' di snowboard e surf secondo la ricetta classica della rivista italiana; come extra però ci sono anche un tot di foto di fighe appoggiate a delle macchine"
da skatemap.it

"la globalizzazione.. è la separazione dell'economia da qualunque legame con un posto o una comunità. La globalizzazione come causa del problema viene oscurata dalla globalizzazione come terapia"
David Ehrenfeld

"Il primo passo che devi fare se vuoi essere una persona di successo è chiederti che tipo di persona vuoi essere. Esistono 3 tipi di persone: coloro che fanno accadere le cose, coloro che guardano accadere le cose e coloro che si meravigliano di cièche accade."
John M.Capozzi

"mi rode così tanto il culo che ridurrei il piede di quel tavolo in segatura in un secondo"
giulia

"suora, credi nella resurrezione? io no, quindi non rischierei"
giulia in motorino ad una suora che attraversava

"Freezer Snowboarding Magazine - Italy's biggest snowboarding mag "
www.snowboarding.at/htm/links.htm

"ugo lo metti nel centro di pechino e dopo una settimana lo salutano tutti."
emi su ugo

"fai come se fossi a casa tua, amico" lorenzo
"ok , dov'è la coca!"
juliano da latino america

"..e non dirmi la settimana prossima perche se no...
di cucino le tue orecchie arrotolate con una foglia di rosmarino..."
elena rota al suo capo!

"gli yankee (di inizio secolo) bevevano cosi tanto
che i loro discendenti astemi non si reggono in piedi"
jackfolla su raidue

"perché qui le cose vanno alla cacchio di uomo"
adriano celentano

"ma perchèvoi ragazze non skateate?? (...)
ma perchè si fanno male poverine...
e poi la maglietta, il pantalone, le scarpe...
diventa tutta una questione di fascionnnn (mah..!)"
simone bertozzi a
elena, con risposta intrisiva di ale martoriati durante il contest di sk8 a reggio emilia.

"ridi, ridi... che dopo ti butto giù i denti!"
questa è la nuova minaccia che da tempo gira
tra noi magazzinieri di slam jam

"io penso che i morti sono di questo colore quando muoiono..."
veronica riferendosi al colore della sua pelle all'inizio dell'estate

"a me fanno schifo i pipe così!! io li voglio belli duri alti ed incazzati... e con le ragazze che ballano sul kupping"
sasiek marek a romina sul pipe al camp burton a garmisch

"..bhe!! possiamo sempre ballare noi sul kupping..."
risposta di elio

"..a casa di un mio amico ho giocato alla roulette russa e ho pure vinto"
krikle parlando di gioco d'azzardo

"geek-a member of the new cultural elite, a popculture-loving-techno-centered community of social discontents. most geeks rose above a suffocatingly unimaginative educational system, where they were surrounded by obnoxious social values and hostile peers, to build the freest and most inventive culture on the planet: the internet and www now running the systems that run the world. tendency toward braininess and individualty, traits that often trigger resentment, isolation, or exclusion. identifiable by a singular obsessiveness about the things they love, both work and play, and well. huned sense of bitter, even savage, outsided humor. universally sospicious of authority. in this era, the geek ascension, a positive even envied term. definitions involving chicken heads no longer apply."
Jon katz

"..questa è la scienza che previene il ghiacciaculo."
dalla pub nike sul frz26

"vans, bastard ma solo voi squatter le conoscete ste marche"
un truzzo squadrando krinkle dall'alto in basso

"tutti pendono dalle tue labbra... soprattutto quando fai i pompini..."
il bruzzi alla elena

"ciao sono un alieno che si èentrato nel tuo cellulare. i tasti che stai toccando sono i miei organi genitali. e dal tuo vedo che ti piace. questo messaggio èstato lanciato nello spazio il 1° gennaio per cercare una forma di vita meno evoluta. oggi la missione si può considerare compiuta. ehi phillips lo sai che ericsson è caduto dalla motorola e si è rotto le g nokia. c’era tutto il samsung per terra. meno male che non eravamo in siemens"
sms text ricevuto da krinkle.

"andare in norvegia con la tipa è come andare all' oktoberfest con l'heineken nello zaino"
Fulvio

"quando in africa muore un vecchio, muore una biblioteca"
lulu bernard

"...insomma morale alto & ascella pezzata."
rita motorradunostile.

"a 39,5° la supposta non la senti nemmeno, la friggi"
la romi per convincere la giovanna ad usare la supposta di tachipirina.

"di solito ti piace il wusterone..."
ale sventolandomi sotto il mio naso vegetariano un wuster
"no, a me piace ancora vivo"
rita comi

"mi si stanno anestetizzando i piedi"
romi mentre l'ale scoreggia molto forte sotto le coperte.

"beh è vero che sei dimagrita, hai anche messo su i muscolazzi.. ora puoi fare Conan il Barbaro"
simone a rita

"predichi bene e ruzzoli male"
emanuele di Roma

"ma mi stai prendendo per il culo??"
rita

"perchè, te senti sollevata?"
robertino da roma

"remember: only when you buy, you are alive."
citation Wall Street Willy

"le opinioni sono come le palle, ogniuno ha le sue"
un misogino clint eastwood in l'ispettore callagan

"il sistema ti spinge nell'illegalità, che, opportunamente multata lo finanzia"
guido latavola

"in un sistema a credibilità zero, come possono pretendere la delega"
anonimo astensionista

"quando muoio seppelitemi facci in già, così tutto il mondo puo baciarmi il culo"
adesivo su parafango

"when i'm dead bury me face down, so the world can kiss my ass"
bumperstiker

"questa è la mia segreteria telefonica e ve ne potete tutti andare a fare in culo."
dalla segreteria di francesco pozzi ad hamburg

"...ma quando incominciate a rotolare io non ci capisco più niente"
Elio fotografo redattore di "freestyler" e "snowboarder", il clone italiano, parlando con enri delle rotazioni in snowboard..

"dai… ci, un succo!" romina
"si succhiamoci!" elena

"Ma non fanno entrare mica tutti…non siamo mica all’ISPO qui!"
kekko dal vera all’Ingresso dell’ispo.

"per molti di noi farsi le canne è un ottimo modo per rilassarsi dopo una giornata di duro lavoro, oppure un elemento di socializzazione, per alcuni meglio del vino, sicuramente meglio della playstation!"
CSOA Forte Prenestino Roma

"abbiamo sostituito il tuo cuore con una patata lessa..
hai tre minuti di vita.. "
southpark -the movie-
"i seguaci del piercing o del tatuaggio hanno un ben preciso obiettivo: vogliono ostentare coraggio e dimostrare di essere posseduti sessualmente da qualcuno" Shere Hite su "io donna"

"it's a world full of "babbions".. ma siamo venuti in pace a sto giro.."
dj gruff su "Lo servu de diu" ultimo CD di Gopher


"Scopami, aprimi, spaccami, frustami ma non mettermi in disordine i capelli"
http://www.noanda.com/ilcircolodeiporciistinti.htm

"Avevo trovato chi voleva limonare in apnea, ma.."
chicco ciapponi su valsenales

"meglio un 2 di picche oggi che un dubbio per una settimana"
fede

"Mi sa che oggi hanno fatto tutti il mattutiniero"
MarcoX al Nevegal, BL cercando uno skipass usato

"dimmi che esiste ancora varazze dopo il forza 9 di natale?!"
"varazze esiste, la reputazione di qualcuno è sparita.."
rokma - Ettore Burdese

"avete visto quanti muscoli ho nelle braccia? .. "
Giovanna Serblin

"ma come.. quelli sono i muscoli di quelli che si fanno le seghe, come fai ad averli?"
Andrea Vecchi

gsm text: "io so a mi dom, ma no so che vid ti dev port. Rik qui dom, se no ronf vie lu. Tu mand list di vid, ved di veni in serat. Se tu urg dom mand mail"
Chiara

"Vieni anche tu a fare gli Slide???"
"Ma dove vuoi che vada io.. Mi slido il letto ..con Mathieu!"
Kikko Ciapponi-Romina Masolini

"è come un carcere, se vuoi qualcosa qui la devi estorcere, non vedi il cielo dentro le viscere del sottosuolo, il ruolo che troppa gente ha avuto, l’ha ottenuto con l’inganno, col furto e ora c’è il deserto"
Kaos da "arkham asylum"

"il mio culo ha bisogno di olio"
sgocciolando una fetta di pizza HUT, Romina Masolini
gsm text

"Sani Alibabich poi lo sistemo io"
"a pecoranza?"
"no, è già tosato!"
elena rota-kikko ciapponi-elena rota

"..paul.. è sempre disponibile a pranzo se paghi tu"
da un editoriale mambo

"..il fs indy è una tomba profanata"
"è tempo che tutti parlino la stessa lingua di tony hawk e terje haakonsen"
"..l’unica alternativa è rappresentata dalla moda (..) di andare duckstance"
"backside in skate è qualunque cosa fatta girando la tavola nella direzione del rail (..) davanti del rider"
" 5 anni fa lo stance era completamente diverso.. una questione di moda che costringeva tutti a fare shifty, late 180, nosebone e jibbing selvaggio"
" babs è un rider super late"
"tweaked : termine importato nel freestyle solo ultimamente, usato per dare enfasi alla manovra" "quando facendo un bs air pieghi le gambe e inarchi la schiena allora stai facendo un method"
"ollie è il riuscire a saltare senza prendere la tavola con le mani"
"mute air:.. grabbando con la mano in mezzo alle gambe"
"l’unica cosa buona delle spiagge è che con la sabbia ci fai il cemento"
da imprecisato autore (ti vergogni?!) su onboard 26

"Freezer: la rivista cult di chi ama leggere durante una bella scopata"
giovanni bruzzichelli

"what am i fucking doin' here?"
emi mazzoni

"They love to watch the war from the White house and I wonder how can they sleep at night?"
NOFX- da "a perfect government"

"in italia lo stato non funziona quindi devono funzionare le persone"
victor J.Willi giornalista svizzero

"con l'invenzione della scrittura e della scrittura abbiamo riciclato il nostro sistema visivo x leggere le parole"
stanislas dehaene

"La coppa dell'olio è come il punto G, nessuno sa dove sia"
il Maranza

"I have no problem with libertarian socialism, but "alternative" is a buzzword for those selling to pimply-faced punk-rock skateboarders who read Maximum Rock 'N' Roll. Look, realistically, if there really WERE an alternative, the working class would accept it en masse, and the phony "alternative" would be the capitalist society we now live under. Unfortunately, we have to work for corporate or government overlords, we have to buy corporate products, and we have to pay taxes to corporate-run governments who buy bombs and recruit our neigbours to be cops and grunts so they can protect themselves from us. I hope my detractor decides to explore more deeply why this is so, sometime soon."
"Defending the Green Left" senorefe@hotmail.com

"..un doping sano e naturale per tutti coloro che hanno bisogno di energia - il pane - per mangiar sano"
sul sacchetto asso panificatori milano

"Ho scelto di diventare un writer, ho scelto la vita!"
sheriff

As appeared on Freezer Magazines during the years...

Freezer Issues

issue - year - period - title

01 - 1994 - dicembre
- Freezer numero zero
02 - 1995 - febbraio
- Freezer magazine
03 - 1995 - fine marzo - Biomag
04 - 1995 - primavera - Whattamag
05 - 1995 - autumn - Snow freestyle mag
06 - 1995 - tardo autunno - Lights your riding
07 - 1996 - prima uscita
- Los bovaros magazine
08 - 1996 - spring - Controversial mag with english text
09 - 1996 - estate - Freezer... mmm
10 - 1996 - back to school - The amazing mag with english text
11 - 1996 - autunno - Freezer fa scuola, lo snowmag più copiato
12 - 1996 - natale - Freezer ti porta il nuovo.. Sei pronto?
13 - 1997 - inverno - E' vero che gli sciatori volano più alto degli snwboarders... - Too punk for you!
14 - 1997 - estate - Fatto a mano in italia
15 - 1997 - inizio stagione - Giving' all the idiots a brand new religion
16 - 1997 - prime nevi - Il "catalogo" più meglio che ciè che poi è anche aggratis
17 - 1998 - primavera - Board Maniacs Icons
18 - 1998 - back to school -
Photospecial
19 - 1998 - winter - Per il tuo diritto a non essere d'accordo!
20 - 1999 - spring - Kill your playstation
21 - 1999 - summer - Photospecial
22 - 1999 - autumn - Basta saltare adesso, tutti di nuovo a scuola!
23 - 1999 - winter - Never ending global tour
24 - 2000 - spring - Una dinastia di massmediocrati messa in crisi dalla nuova generazione
25 - 2000 - summer -
Photospecial: La fine delle barriere di parole qui si parla per immagini
26 - 2000 - autumn - Diffondiamo nuovi valori e punti di vista sulla realtà che ci circonda
27 - 2000 - winter - La testimonianza del miracolo

Freezer Magazine
1995>2000.
27 free issues.
freezer mag came as a striking lightning in a stagnant industry.
created his own distribution.
the player voice showing what's up in the streets and parties.
soon the low fidelity glossy newsstand media were left with few readers.
In 2006 there is still no magazine with a significant advertiser list like freezer's one: nike, swatch, sprite, benetton, diesel, v2 records, polygram, burton, quiksilver, billabong, freshjive, carhartt, arnette, o'neil, mambo, oakley, luxottica, cat, etnies, gravis, dickies, l'oreal, meltin pot, fornarina...

1.02.1999

Cazzo ci faccio qui

di emi "fuckin'" mazzoni

Vi è mai capitato, durante un viaggio, di trovarvi in situazioni da voi provocate e dire: ma che cazzo sto facendo qua? A me capita regolarmente, non so per quale motivo, probabilmente la mia ingenuità o coglionaggine, chiamatela come volete, fatto sta che nel mio ultimo surf & knowledge trip mi sono capitate cose stranissime.

situazione 1 (sri lanka)

Odio i medici, gli ospedali, le usl, le mutue, ma soprattutto i dentisti. Per cui mi trovo regolarmente ad aver bisogno di medici in luoghi dove un camice veramente bianco è un'utopia. Il mio trip inizia in Sri Lanka dove tra le sfighe varie mi si rompe un pezzo di dente devitalizzato. Ogni volta che ho dei problemi mi rivolgo a Diksan uno dei miei migliori amici a Ceylon. Così vado da Diksan il quale mi porta dal dentista di fiducia degli hikka boyz il noto dottor Chandasiri di Ambalangoda, famoso in tutto il distretto di Galle per la sua professionalità. Dopo un estenuante fila di gente che sputa sofferente in un fazzoletto, il dentist mi riceve, mi guarda in bocca facendo luce con una torcia al cherosene, mi fa sedere sotto uno strumento di ferro arrugginito curvilineo e mi raggia, osserva la lastrina e decide cosè di curarmi. Chanda inizia a parlarmi di materiali tecnologici che io non conosco, la famosa ceramica di Ratnaphura, la resina di Colombo e il plasticone di Kalutara, mi chiede di sceglierne uno ed io opto per il plasticone. Il doc. inizia il suo lavoro, razza in un contenitore di ferro pieno di cianfrusaglie e tira fuori una specie di bisturi atto a creare le condizioni igeniche per infilarmi il perno, fa un buco con un trapanino del traforo e mi avvita il perno con un piccolo cacciavite standard. A questo punto Chanda fa preparare la mista alla sua assistente che si presenta, dopo 5', con una tazzina da caffè piena di roba marrone della consistenza del dentifricio, il lavoro di ricostruzione inizia. I miei interrogativi sull' affidabilitè di Chanda aumentano man mano che il doc. sfoggia strumenti dentistici mai visti prima, ma l'apoteosi delle mie preoccupazioni si raggiunge quando mi infila in bocca una specie di pistola del futuro tipo quelle di tom & jerry nello spazio con il radar davanti e dalla quale esce un raggio blu-viola postnucleare che serve a far catalizzare il plasticone. Passati 25' il doc. mi dice: "ho finito", incredulo chiedo uno specchio, notando l'esistenza di un bellissimo dente perfettamente uguale agli altri. Attualmente il dente, pagato 2000 Rs(50000£), continua ad essere perfetto ed io amo pensare che le condizioni igieniche fossero quelle dovute!

situazione 2 (sri lanka)

Una mattina mi sveglio per andare a surfare, guardo fuori dalla finestra notando che le onde spaccano. Piè prendo onde e piè la fotta sale fino a quando, di fronte a un closautone, jumpo fuori dimenticando che il mio nuovo leash è 50cm, volo giù dal cielo a testa in basso, ignaro, atterrando col cranio perfettamente nel baricentro della tavola sul longherone. Appena esco con la testa dall'acqua mi accorgo che tutto quello che c'è intorno a me ha assunto un colore verdino acido, continuo a surfare in una condizione psicofisica di trascendente reminiscenza, sono completamente in acido e ricordi della mia piè remota infanzia iniziano a mescolarsi con il presente. Dopo 3h esco dall'acqua, mi dirigo verso la cabana ed, on the way, rivedo un mio amico inglese di vecchia data, lo saluto chiamandolo Antonio, si chiama Joe ed io ho perso la memoria! Pian piano mi riprendo psicologicamente, ma continuo ad avvertire un forte dolore alla clavicola, preoccupato mi rivolgo a Diksan facendomi consigliare un massaggitore ayurvedico. Diksan sembra strano e mi da informazioni vaghe, sembra non voglia portarmi, trova continuamente degli impegni inverosimili. Finalmente dopo 3gg di sofferenze atroci mi porta in questa apparente clinica di massaggi ayurvedici. Entro in una saletta d'aspetto nella quale sono sedute 5 ragazze singalesi in decolletè e Duty un amico mio locale, lo saluto calorosamente ma lui sembra piuttosto imbarazzato, mi siedo e vedo che tutti mi guardano in modo strano, io non capisco. Ad un certo punto una delle ragazze dice qualcosa in singalese, Duty mi dice: "devi sceglierne una!" Io gli rispondo che non fa differenza. Mi affidano la piè bruttina la quale mi conduce in una stanzetta dalla quale esce un singalese tirandosi su le braghe, mi sembra di conoscerlo e gli chiedo: "Good one?" Lui non mi risponde, sembra offeso. Mi sdraio sul lettino e la tipa inizia a farmi domande strane alle quali do risposte che le fanno capire che sono un coglione che vuole un massaggio. Inizia a massaggiarmi con le sue manine che sono ruvide come il grip tape, cerca di eliminare gli attriti con uno speciale olio che puzza di rancido. Finito il servizio vado dalla superiore e le pago 500 Rs. Il dolore si è duplicato! Uscito dalla clinica vedo Siri un mio amico locale il quale mi domanda sogghignando:"did you get a good blow job?" "What you fuckin' sayn' man?" gli rispondo, "Not enough your girlfriend?" mi chiede ridendo, "Fuck you man! I got just a massage!", "oh! now they call it massage!" "don't kid me Siri, it's the truth!" Probabilmente, dopo 7 volte a Hikka, ero l'unico a non sapere che le cliniche per massaggi sono solitamente bordelli d'alto borgo locale!

situazione 3 (goa)

Dopo aver passato gennaio e metè febbraio a Sri Lanka decido di andare nel sud dell'india. Nel Kerala è stato, per la prima volta in India, eletto liberamente un governo comunista nel 57. Qui la ricchezza è distribuita più equamente che nel resto dell'India e nonostante non sia molto sviluppato economicamente vi è il più alto tasso di scolarizzazione (90%) ed il piè basso di mortalità. Il landscape è semplicemente meraviglioso, dominato da risaie, lagune, manghi, anacardi, piantagioni di cocchi e fitte foreste tropicali. La catena dei Gathi occidentali scende lentamente di pendenza appiattendosi di fronte al cristallino mare delle Laccadive. La gente è piuttosto emancipata e le vibrazioni sono decisamente positive. Da Trivandrum (Thiruvanan-thapuram) mi sposto a Goa in treno attraversando il Kerala e il Karnataka, spendo gran parte delle 20 ore che trascorro nella carrozza osservando la vita rurale degli indiani che vivono lungo i binari sui quali il treno scorre lentamente. Il vetro giallo del mio finestrino distorce i colori a predominanza rossa e verde in una tonalità giallo-nera conferendo alle mie visioni un carattere estremamente "indiano". Finalmente arrivo a Goa dove il mio obiettivo sarà quello di scattare delle foto al "flea market di Anjuna". Da Margao prendo un taxi verso Vagator. Scendo e sono fottutamente stanco, ho bisogno di dormire, cammino per le strade di little Vagator carico di tre tavole da surf, attrezzatura fotografica e zainetto. I raveroni mi guardano come fossi un extraterrestre ed in nessuno di loro intravvedo un barlume di solidarietà, è la prima volta nella mia vita in cui mi sento veramente solo. Le guest houses sono tutte al completo ed io sto svanendo lentamente in un bagno di sudore. Finalmente trovo un posto che mostra un'insegna che dice: "rooms available here". Il proprietario è un giovane indiano che gentilmente mi accompagna a vedere le camere. Oltrepassata una porta che conduce ad un cortile interno con piscina attorno al quale sono disposte le camere, mi accorgo di essere entrato in uno di quegli spazi temporali che ti cambiano la vita: la musica pompa la goa-trance a busso e la piscina è circondata da raveroni israeliani, tutti con gli anfibi ed un sorriso ignorante stampato sui loro volti fottuti da 3 anni di servizio militare. Guardo il giovane indiano e gli domando sconcertato: "What am i fuckin' doin ' here?" Non so per quale motivo ma il proprietario sembra capirmi al volo e mi risponde:"This is not India man, this is not India" Mentre pronuncia queste parole gli brillano gli occhi,"I am looking for something different" gli rispondo, "I am looking for indian culture". I must go somewhere else!

situazione 4 (Andamans Islands)

Sono a Port Blair, capitale, circondato da mangrovie, eucaliptus e fiori di ibiscus, + che in India mi sembra di essere a Sumatra. Le Andamane erano un ex colonia penale dove i condannati a morte che lottarono per l'indipendenza venivano rinchiusi nella famigerata "cellular jail". Le popolazioni indigene sono state vittime della costante colonizzazione indiana ed inglese ed attualmente costituiscono - del 10% della popolazine dell'isola. Sono rinchiusi in riserve, e gli Onge, i Jarawas ed i Sentineli sono praticamente inavvicinabili per il loro giustificato violento rancore verso l'uomo bianco e l'uomo indiano che hanno distrutto i loro meccanismi tribali. Per quanto riguarda gli Andamani, gli Shompen ed i Nicobari, essi sono parzialmente integrati in una società che non condividono. Per questi motivi molte delle isole sono off-limits ma forse la vera ragione che impedisce di raggiungere gli atolli è la presenza di basi militari russe e indiane con armamenti nucleari sino dagli anni della guerra fredda. Le Andamane e le Nicobare sono + di 300 isole in mezzo all'oceano indiano, sono considerate tra le+belle del mondo, ed è terribilmente frustrante essere in un posto meraviglioso e non poterlo visitare. Qui a Port Blair ci sono due giornalisti di Panorama mega imbazzati con l'ambasciata indiana i quali cercano di ottenere i permessi per visitare le isole off-limits, naturalmente non ci riescono, dicono che è praticamente impossibile. Niente ferma un giornalista freestyler di Freezer, detto fatto in 2h ottengo tutti i permessi necessari, mi costano qualche migliaio di Rs indiane ed il pescatore di nome Balla sembra conoscere queste acque meglio di qualsiasi altro. Tutto ciò è illegale, ma la legalità è spesso solamente un parametro, specialmente se la stabilisce un popolo colonizzatore. A questo punto l'unica cosa che mi manca è una semplicissima tabella delle maree, sarà facile ottenerla in una città di porto, ma è proprio qui che inizia l'incubo. Il proprietario della guest house mi indica il Water-Sports Complex, ma qui nessuno sa assolutamente cosa sia una tide chart; così al porto, esattamente al molo 7, dove una specie di impiegato mi manda al Marina office, qui mi rimandano al molo 7 e poi daccapo. Un militare di bassa statura mi consiglia di andare a Haddo e di rivolgermi all' head officer ma nessuno sa nulla della tide chart. Sto letteralmente impazzendo, non riesco a spiegarmi come in una città di porto nessuno abbia bisogno di una tabella delle maree. Abituato a godere dei privilegi del turista ti accorgi di quanto sia difficile essere indiano e vivere la vita di chi è fottutamente povero, e capisci che spesso i "viaggiatori" sono semplicemente dei turisti che quando si trovano nella merda sfoggiano la loro luccicante visa card. Qui il turismo di massa non è ancora arrivato e per questo nessuno ti considera come un turista, i privilegi te li devi conquistare e se ti lamentavi che da altre parti la gente ti voleva vendere di tutto qui ti lamenterai che la gente fa fatica a salutarti. D'altra parte a Milano tu non saluti il primo che incontri per la strada. Fatto sta che dopo 2gg non ho ancora trovato la tabella delle maree. Un certo Mr Pawar mi consiglia di andare al "meteorological office" che si trova ad Haddo, ma ad Haddo mi dicono che il met office si è spostato alla Phoenix bay. "Sto cercando il met office" dico ad un militare, lui mi risponde che è da un altra parte ma non riesco a capire le sue indicazioni; giro per Port Blair fino a quando non capito di fronte ad una collinetta rinsecchita sulla quale un piccolo edificio, apparentemente disabitato senza porte ne vetri, mostra un insegna "METEOROLOGICAL OFFICE". Ringrazio tutte le divinità hindu e mi addentro nelle rovine a vedere se effettivamente qualcuno ci lavora. Un indiano di mezza età molto distinto mi accoglie nel suo "ufficio", mi fa sedere e dice che è a mia disposizione. Persona estremamente gentile, tono rilassante e gli innumerevoli strumenti meteorologici, risalenti alla first world war, che mi circondano attirano la mia attenzione. Vedendomi interessato, inizia a spiegarmi il funzionamento dei vari igrometri, barografi, etc. Gli sono molto grato, ma una voce che risuona mi dice: "Emi, che cazzo stai facendo nell'ufficio meteo su un isola dispersa nel mezzo del golfo del Bengala?"

Sono un viaggiatore e questo è il mio "karma!", "Life is pain, but good karma anyway! "

As appeared on Freezer Magazine 21 - 1999

guide: UOMINI

by noanda

Caro freezer, a seguito di un approfondita indagine che dura da anni, fatta da me e da alcune amiche, sono riuscita a dividere gli uomini in categorie. A dire la verità non e' stato molto difficile, dato che siete cosi' prevedibili.. Odiami pure, tanto quanto vi odiamo noi donne quando ci dividete per tipo..

uomo-sesso: quello che ti andrebbe di scopartelo sempre ma alla fine sei più brava tu e scopri anche che e' ritardato

uomo-intellettuale:
quello che fa tanto l'intelligente, un po' goffo scopa benino ma non fa mai niente che sia un po' interessante.

uomo-colla: quello disperato, di solito brutto o grasso o cmq complessato che non vale molto come divertimento ma ti fa sentire importante, anche perché' a fianco a lui sembri una cima

uomo-piattola: quello dove vai, con chi vai, non ti vestire cosi' che fa il geloso ma alla fine non gliene frega un cazzo, regge solo la parte per sembrare innamorato.

uomo-sentimento: che ti fa cosi' tenerezza che non riesci neanche a scopartelo e quindi preferisci lasciarlo e prenderti un cane.

uomo-mistero: quello che quando sta zitto sembra pensi ai problemi dell'universo ed invece... si sta scaccolando

uomo-supporter: ovvero quello che ti capisce, sì piangi sulla mia spalla intanto che ti tocco una tetta.


uomo-porco:
quello che dice le porcate, rutta, scoreggia e poi te lo porti a letto e per mettersi il preservativo lo srotola prima...

uomo-techno: quello te lo fai ore, che ha una resistenza spettacolare, ma di giorno lavora sui tetti e la cosa piu' interessante che fa e' telefonarti...

uomo-suicidio: triste, solo, famiglia di merda, povero....disperato....magari anche impotente e appena ti giri,scusa l'espressione) te lo tronca nel culo

uomo letargo: quello che sogna, pensa di fare mille cose, ti fa volare nel suo universo, magari scopa anche benino, ma alla fine e' sempre seduto al suo cazzo di pc a farsi seghette sul sito di play boy... ed infine...

uomo-perfezione:
ti vuole sinceramente bene, si preoccupa per te, si diverte con te, e' intelligente, gentile, generoso, ed e' GAY.. In piu' aggiungo una new entry tutta per bruzzi:

bruzzi-uomo-introverso:
"no dai usciamo da soli, no dai non con i tuoi amici"... e' simpatico, sembra intelligente, scopa bene ed e' anche creativo, ma alla fine e' un sentimentale e chi ci sta male e' sempre lui ed adora crogiolarsi nella sua disperazione... bhe almeno scopi bene hehehehe bacio sul glande hehe. Cmq sei proprio tenero.. occhio a non farti scaricare per un cane heheheheh..

As appeared on Freezer Magazine 22 - 1999

guide: ORGASMO FEMMINILE

L"orgasmo femminile un argomento sopravvalutato dai maschietti
by sarava

Cari maschietti, vorrei, con questa mia, aiutarvi a togliervi alcune paralizzanti paure e tante infondate paranoie riguardo all'orgasmo femminile. Chi vi scrive é una donna e, quindi, una fonte attendibile. Cominciamo con un cenno alle vostre convinzioni machiste che costituiscono un fertile terreno dove le paranoie sbocciano vigorose e inestirpabili come la gramigna.

Sono sicura che non ce n'é uno fra di voi che non sia convinto che provocare l'orgasmo ad una donna sia il segno, la conferma, della vostra mascolinità.
Sono anche sicura che ognuno di voi si é + volte chiesto nella vita:
..ma le donne con le quali sono stato avranno goduto o fatto finta?
Per non parlare di quelle situazioni durante le quali, avendo fra le braccia una donna che mostra tutti i segni del godimento, avete un momento di estraneamento e, guardandola di sguincio, per non farvene accorgere, vi siete chiesti, guardoni di voi stessi, ma questa sta godendo o è tutta scena?
Ovvio che dietro questi interrogativi esistenziali c'é una sola lacerante incertezza: sono o non sono un vero maschio!

E allora parliamone di questo orgasmo femminile, ve lo racconta una donna, così potrete rendervi conto di quanto lo sopravvalutiate come cartina di tornasole della vostra mascolinità e, poi vi dirò anche come provocarlo, se proprio ci tenete!

L'orgasmo vero e proprio nella donna é quello che provoca la contrazione ripetuta della vagina e non potete non accorgervene, perché in questa occasione potete sentire il vostro pene che viene stretto ritmicamente e nello stesso tempo come risucchiato dalla vagina stessa.
Ecco lo sapevo direte tutte che la maggior parte delle donne con cui sono stato hanno fatto solo finta quelle troie.


No, cari, vi sbagliate a causa dei vostri pregiudizi: la donna ha diversi e svariati modi di godere e l'orgasmo che vi ho appena descritto non é l'unico modo per lei di provare piacere. Una donna attratta da voi trae un intenso godimento fisico, che porta a sensazioni progressive sempre più intense e vicine all'orgasmo vero e proprio, da baci, abbracci, tenerezze varie.
Anche parlare, parlare, parlare con voi, per la donna tutto questo costituisce godimento e preliminari al tempo stesso.
Poche e nevrotiche donne, in cerca di conferme attraverso l'uso inconsulto della propria fica, si sentono offese se al terzo incontro non le avete ancora sbattute contro il primo spigolo o dentro il primo cesso a disposizione, scopandovele a morte.
Questo tipo di donna tende al possesso assoluto.. sono delle collezioniste (proprio come certi di voi) che attraverso gli oggetti sessuali che conquistano (e che in genere buttano dopo averli usati un po') tentano di aggiungere tasselli alle proprie lacune interiori.

Ma é ovvio che queste lacune non si riempiono con cazzi d'ogni genere e misura o, anche, di uno solo fino allo sfinimento e così la nevrotica si accorge ben presto di sentirsi sempre più vuota quanto più uomini si scopa, e va in crisi, ma.. tende a dare la colpa della sua insoddisfazione a voi.
E' una vampira, dà molto poco, lascia intendere che, se voi foste diversi, potrebbe darvi molto di più, si prende tutto, comprese le vostre palle, e vi molla. E voi magari ci cascate e vi flagellate pensando sia tutta colpa vostra, della vostra virilità traditrice, della vostra mancanza di carattere, del vostro egoismo.
Mandatela a fanculo e cercatene una che abbia meno problemi.
Ma riprendiamo l'argomento orgasmo femminile.
Per una donna é un grande godimento anche soltanto ricevervi dentro di sé, senza cercare l'orgasmo a tutti i costi - che ansia! Accogliere il vostro pene dentro la sua calda, umida, protettiva vagina senza chiedere nulla é, per la donna, un modo per donarsi a sua volta e questo é piacere, puro e semplice, scritto nel codice genetico femminile: darsi senza contropartita é uno dei piaceri che la donna si concede più spesso di quanto non si pensi; perciò se grida, mugola, ansima ma voi non avvertite contrazioni nella sua vagina, non vuol dire che non sta godendo, vuol dire che STA GODENDO A MODO SUO!
Testoni!
Ve lo volete mettere nella capoccia o no che la sessualità femminile fa dei giri molto complessi prima di approdare alla genitalità!
Insomma, spesso il piacere di una donna é darvi piacere.. e basta.
Non vi é mai successo che una donna vi abbia fatto un pompino con impegno e perizia e che, poi, non abbia voluto scopare con voi, ammesso che voi ne aveste ancora voglia dopo?
Secondo voi lo ha fatto perché era una masochista?
No, sono sicura che pensate che era una baldracca,
E INVECE NON AVETE CAPITO NIENTE!
Era una donna generosa, il cui piacere era far godere voi, offrendovi il proprio.. "non" orgasmo.
C'é stato un tempo in cui si discuteva é discusso accanitamente se l'orgasmo dovesse essere clitorideo, provocato, cioé dallo sfregamento del clitoride, oppure vaginale.
Bene, l'orgasmo "puramentevaginale" non esiste, vale a dire che il semplice movimento del pene dentro la vagina non causa orgasmo.

Perciò, se proprio volete regalare un orgasmo alla vostra donna, magari per S.Valentino, rimboccatevi le maniche, armatevi di santa pazienza, ma con estrema rilassatezza, senza ansia e fretta, cominciate a coccolare la vostra lei, baciatela a lungo, i baci sono molto erotici.
Carezzatela affettuosamente ma non allungate subito le mani fra le gambe, datevi una controllata, e che diavolo!!

As appeared on Freezer Magazine 22 - 1999

Tutto Ok!

di Giovanni Bruzzichelli

Vanessa ha accettato di uscire con me, finalmente. sono settimane che le sto dietro, e si era sempre rifiutata.. ogni tanto prendevamo un caffè insieme, un paio di volte sono andato a trovarla, ma non c'è mai stato un vero e proprio appuntamento. non come quello di stasera.
arrivo a casa sua e suono al citofono.
“esco subito”.
“ok, ti aspetto giù”.
venti minuti più tardi esce davvero. le piace farsi desiderare. alle donne piace farsi desiderare… se passano per strada e le gridi dietro qualcosa si voltano e ti danno del cafone, ma se le ignori si incazzano ancora di più.
e’ svestita con un abitino rosso, ma non riesco a capire cosa stia facendo appena fuori dalla porta. adesso ho capito: si toglie il reggiseno e lo infila in borsetta. evidentemente sua madre non vuole che esca senza. lei esce con, poi rientra senza.
spero che faccia lo stesso con le mutandine… no, arriva alla macchina senza toglierle, peccato.

“dove andiamo?”. sale.
“al cinese”. il mio cavallo di battaglia.
metto in moto e penso che magari le mutandine non le ha neanche messe. l’erezione non tarda a seguire.. anzi, mi segue fin dentro al ristorante…

“il tuo pollo si sta raffreddando.. non hai fame?” mi chiede.
“si scusa.. stavo pensando..”. adesso mi chiede a cosa sto pensando.
“a cosa stai pensando?”. le donne sono troppo prevedibili.
“a quanto sarebbe bello stare insieme a te!”. mento.
lei ride. ride sempre, ti lascia lì muto da solo, che ogni volta ti sembra di aver detto una cazzata. i romanzi sono sempre pieni di ragazze che ridono senza motivo. e soprattutto i racconti. questo guarda caso è un racconto. le tradizioni sono state ancora una volta rispettate.
“non ridere, sto dicendo sul serio”. fingo di incazzarmi.
ma continua a ridere. e allora comincio almeno a sorridere anch’io, giusto per non passare per fesso davanti agli altri clienti.. poi finalmente la sua risata scompare. anche la mia erezione nel frattempo è scomparsa.
abbasso sguardo e orecchie, tipo cane bastonato, e comincio a mangiare il pollo. mi sento come se stessi mangiando me stesso… un pollo.

“tu vorresti stare insieme a me?” mi coglie un po’ di sorpresa…
“si certo”. rispondo.
“davvero?”. continua.
“si davvero”. ma dove vuole arrivare?
“perché?”. e allora insiste!
“perché sono innamorato”. mento ancora.
“di me?”. ma è scema o cosa?!
“no del mio gatto, ma vai benone anche tu, avete gli stessi occhi…”
ricomincia a ridere.. almeno ha il senso dell’ironia.. di solito scarseggia nelle donne. oppure ride perché non ha capito. forse è più facile che sia questo.
poi mentre sta ancora ridendo mi fa: “ok!”.
“ok?”. cazzo vuol dire…?
“si, ok!” mi rassicura e smette di ridere.
usciamo dal cinese e le chiedo se vuole salire un momento a casa mia “…tanto abito qui accanto”. casualmente!
accetta. non pensavo che avrebbe accettato. ma dimentico che adesso è la mia ragazza. o no? beh.. se ha detto ok, vuol dire ok!.

dico “luce! e le luci si accendono. fa sempre molto colpo sulle ragazze che mi porto a casa. almeno fin quando non scoprono che quando lo dico, senza farmi notare, premo l’interruttore. di solito se ne accorgono quando ormai il più è fatto, nel momento in cui mi chiedono di spegnerle.
la faccio accomodare, metto su un po’ di musica.
“cosa vuoi ascoltare?”. le chiedo, sperando in qualcosa di rilassante.
“non hai qualcosa anni 70?”. domanda.
“beh… negli anni 70 io ero ancora un bambino.. se vuoi metto su jeeg robot d’acciaio”. cerco di giustificarmi. almeno per ora… da domattina non avrò più bisogno di giustificarmi. o così o sono affari tuoi.
“ma no daaiiii! ascolti quella roba lì?”. stà stronza! si alza per venire a cercare qualcosa che le vada bene.
“no figurati, stavo solo scherzando”. rispondo nascondendo la cassetta con la compilation dei robot.
le critiche seguenti sui miei gusti musicali non mi sorprendono neanche più, ormai ci ho fatto il callo. alla fine decide per un cd dei nirvana. “in mancanza di meglio…”. stà stronza. e due!

la lascio armeggiare con lo stereo e cerco in frigo qualcosa da bere. devo cercare di stordirla un po’… meno chiacchiere e più fatti. quando parla non la sopporto molto.
“martini?”. spero…
“si grazie, un martini è proprio quello che ci vuole”. ringrazio…
riempio 2 bicchieri per una buona metà abbondante e poi le offro quello più pieno sperando che se lo scoli subito. lo scola subito.
“proprio quello che ci vuole, tu non bevi?”. rivolta al mio sguardo sorpreso.
“si certo.. vedo che ti dai da fare con l’alcool”. e le riempio un altro bicchiere. bene. non può reggere a lungo di questo passo. deve fargli effetto. mi siedo sul divano e le faccio posto. anche lei si siede, ma sopra di me. ha già fatto effetto. appoggiamo i bicchieri, il mio quasi vuoto, il suo secondo completamente e si avvicina col viso…
“tutto ok?”. domando.
mi mette la lingua in bocca.
si, tutto ok!

As appeared on Freezer Magazine 20 - 1999

Indonesia mon amour

by Guido Latavola

potrebbe anche chiamarsi - Indonesia aditainculo - ma per non essere scurrili e meglio così. sono partito con surfistiche potrei chiamare lorca, christian ed il mitico cristallino. tutti romani de roma. loro sono rimasti quindici giorni ed io un mese e mezzo. l'ultimo giorno andiamo a fare dei massaggi e così ci siamo fatti del male per circa due orette nel salone che ci ha consigliato un nostro amico. poi loro partono ed io mi trovo a culo scoperto (anche in senso letterale). quando siamo entrati per la prima volta la padrona era una conoscente del nostro amico, che in parole povere se la schiacciava di tanto in tanto. la tipa era un fighino giapponese di razza, ci ha fatto distruggere i muscoli e le ossada delle nanette con le maniche sembravano tenaglie. eravamo li per surfare e quindi tuttii muscoli erano un pò stressati, siamo rimasti delusi di quello che per noi era il relax totale, ossia: il massaggio. comunque loro partono ed io continuo a fare la vita solita, cioè onde birra templi ammazza zanzare ecc... quando un giorno il sottoscritto coglione non si reca nuovamente al salone dei massaggi. non so perché io ci sia tornato. va bé, entro e mi accoglie la strafighetta giapponese che mi dice che non c'era nessuno e potevo stare più tempo allo stesso prezzo. fotonico! ho pensato al momento ma poi mi sono pentito di aver speso ancora 50 bombe per quello che successo. la massaggia troia mi squaglia normalmente i muscoli, e fino a qui tutto bene. poi in un impeto di foga lavorativa sul gluteo destro (culo per i poveri) mi ficca il suo pollicino nel culo. quando entrato non sembrato così piccolo come l'ho visto dopo. così li per li ho pensato che mi avesse ficcato un cetriolo, così frale urla di dolore arrivatala padrona che scusandosi ha rimproverato la squagliona ed ha mandato un tizio un pò vecchio. sembrava un orco. ho pensato che avrebbe portato esperienza al lavoro così mi sono fidato. questo mi fa addormentare e sul più bello zack il dito in culo! ora mi incazzo - ho pensato - . così stato, gli ho sbattuto i soldi sulla scrivania dell'ingresso e sono andato via notando il loro incomprensibile stupore e dispiacere. due giorni dopo arriva il fighino from japan nella mia camera al centro di kuta (5 carte a notte), mi dice che le dispiace e che ha portato tutto per farmi personalmente un massaggio japponese che quei puzzoni di dipendenti suoi non potevano farmi. se la mena un pò con attestati vari e come un coglione (e due!) accetto. era veramente brava, mi ha rilassato e addormentato quando mi accorgo che arriva alla zona parecchio sfruttata negli ultimi giorni, mi sveglio e con un takeoff da surfer la cappoto prendo il tubetto del suo olio e a scunno (come si dice a cagliari) glielo ficco nel culo come un razzo ho colto l'occasione e così fra un dito e due ci ficco il bananino e dopo o dodici urla la tipa si agita e mi fa capire che la cosa era ok e cosi mi ha devastato per tutto il resto del pomeriggio. sembra un happy ending story, ed in realtà e così. il giorno dopo mi porta i due inculoni del salone dicendo che voleva che gli facessi vedere anche a loro la mia tecnica. ho colto la palla inculandola schiacciandomi ancora la japponese mentre l'orco indonesiano sfondava la giovane massaggia troia che non apprezzava affatto il suo schiaccia chiaccia un pò irruento. io grande maestro sono stato venerato per il resto del viaggio e gli ho consigliato di chiamare la tecnica indoschiacc'. the end? non so perché te l'ho scritta, se non hai le emorroidi pulisciti il culo oppure rifilala a freezer come surf trip nella splendida isola di bali ciao guido

As appeared on Freezer Magazine 21 - 1999

1.01.1999

Detto / Pensato

by Giovanni Bruzzichelli

DONNE

Non possiamo essere solo amici? / Non ti lascerò per nulla al mondo toccare alcuna parte del mio corpo, ancora.

Ho solo bisogno di un pò di spazio. / ... senza di te.

Sembro grassa con questo vestito? / è da tanto che non litighiamo.

No, la pizza va bene. / Spilorcio bastardo.

No, solamente non voglio un ragazzo ora. / No, solamente non voglio te come ragazzo ora.

Non so, cosa vuoi fare? / Non posso credere non hai pensato a niente.

Vieni qui / Anche il mio cane lo fa

Mi piaci ma... / Non mi piaci.

Non mi ascolti mai. / Non mi ascolti mai.

Stiamo andando troppo in fretta. / Non ho intenzione di dormire con te almeno fino a quando non avrà scoperto se questo tizio a Statistica ha una ragazza!

Sarò pronta in un minuto. / Sono pronta, ma voglio farti aspettare perché so che tu lo farai.

No, pago io per me. / è solo per essere carina; non ho la minima intenzione di fare alla romana, se non ti offri di pagare tu sei finito.

Oh si! Li intorno. / è da tuttaltra parte ma voglio solo farla finita.


Esco solo con le mie amiche. / Faremo festa, ci divertiremo e sparleremo di te e dei tuoi amici.

Non c'è nessun altro. / Mi sto facendo tuo fratello.

La dimensione non conta. ... / . ..se non voglio avere un orgasmo.

Dobbiamo parlare. / Sono incinta.

Va tutto bene? / è normale che sia così molle?

Sei un caro ragazzo. / Imbecille.

Dai, rimaniamo amici! / Hai la macchina e mi farebbe comodo se continuassi ad accompagnarmi.


UOMINI

è solo succo d'arancia, provalo
/ Ancora tre bicchieri e avrò la testa tra le sue gambe.


è simpatica.
/ Non me la faccio finchè non ho proprio nessun altra.

Non so se mi piace. / Non mi molla.

Ho bisogno di te. / La mia mano è stanca.

Me la sono fatta. / Mi sono fatto gran sogni su di lei tutta la settimana.


Voglio conoscerti meglio... / ...così potrò raccontarlo ai miei amici.


Come sono rispetto agli altri tuoi ragazzi? / Ho veramente il cazzo così piccolo?


Ti voglio ancora!! / ...almeno per stanotte.

Mi manchi moltissimo. / Sono così andato che la mia compagna di stanza inizia a diventare carina.

Non ho voglia di ballare adesso. / Stronza! Lo sa che non sono capace.

Non dobbiamo rompere subito... / Voglio scopare ancora qualche volta.

Sono diverso dagli altri ragazzi. / Non sono circonciso.

Sei venuta? / Io no.

Devo dirti una cosa. / Fatti il test hiv.

Sono un romantico. / Sono povero.

Ti chiamo io. / Preferirei finire sotto un tir che rivederti.

Non volevo farti male. / Come potevo sapere che eri vergine?

Ti amo. / Cacchio, in che casino mi sono ficcato?!

Penso dovremmo essere solo amici. / Sei brutta.

Non ci siamo già visti? / Bel culo.

Voglio fare l'amore. / Voglio chiavarti.

Ti è piaciuto? / Sono insicuro della mia virilità.


Sono stato benissimo ieri sera. / Chi cazzo sei?

Ho imparato molto da te. / Avanti un'altra.

Voglio una storia seria. / Sono stufo delle seghe.

Dovremmo vedere altra gente. / Ho 'visto' altra gente.


Non dobbiamo far nulla se non ti senti pronta.
/ Dammela o sparisci.

Penso sia il momento di esprimere i nostri sentimenti. / Fammi un pompino.

Ti penso ancora. / Mi manca il sesso.

Sei così matura... / Spero che tu abbia 18 anni.



As appeared on Freezer Magazine 23 - 1999

Scuola al tropico

A scuola di cucito in un villaggio di pescatori vicino al tropico
by Simo


Mi trovo ad Arugam Bay, con Emi, per un surf trip in Sri Lanka. Lui surfa continuamente ed io ho tutto il tempo libero che voglio, ma qui non c'è assolutamente niente da fare se non fai surf o bodyboard. In pochi giorni ho stretto amicizia con le figlie della famiglia Siripala. Puntualmente mi affidano qualche mansione per farmi sentire parte della famiglia, mi hanno quasi adottata: mi insegnano come ci si deve muovere, come acconciare i capelli, come vestire (ovviamente la gonna deve toccare le caviglie). Il compito più faticoso consiste nell'accompagnare Nilanti e Ianita nella Jungle per prelevare acqua fresca dal magico pozzo, considerata "potabile" dai locali. Le brocche di alluminio pesano un quintale e alle tre del pomeriggio, con tanto di vestito lungo e accollato, il tutto diventa molto più difficile. E' sabato e, sveglia all'alba come ogni giorno, mi guardo intorno per salutare la "mia" famiglia, ma Nilanti e Lalle non ci sono. Le vedo arrivare nel primo pomeriggio con un paio di forbici e un quaderno su cui sono applicati dei pezzetti di stoffa ricamati. Ho capito tutto, ad Arugam Bay c'èuna scuola di cucito! Tutta presa dall'emozione di apprendere l'arte del cucito, prego Nilanti di portarmi con lei il sabato successivo. Finalmente è sabato e mi presento con un saron lungo fino ai piedi e una maglietta accollata. Nilanti inorridisce - No good, no good- mi dice (una delle poche parole di inglese che conosce). Non capisco cos'è che non va e lei mi fa notare che il saron è un abito esclusivamente maschile, e sono costretta a cambiarmi, con gran entusiasmo delle mie nuove amiche che iniziano ad occuparsi di me come se fossi la loro bambola preferita. Eccomi qui: due treccine accuratamente annodate con un fiocchetto rosso e un grazioso vestito azzurro con piccoli fiorellini bianchi, lungo fino ai piedi. Poi quaderno e matita per gli appunti riposti in una sportina di plastica. Sono a scuola, un edificio in muratura con il tetto molto alto e le pareti di un metro e mezzo al massimo per rendere l'ambiente più aperto possibile, rigorosamente nella jungle. La mia presenza onora le mie nuove compagne e soprattutto la maestra, che ha i capelli untissimi come tutte le maestre che ho avuto in passato. Nessuno sa l'inglese, giusto quelle 2/3 parole per presentarci e ridere insieme, ma qui le parole non contano, i nostri occhi neri, i nostri sguardi reciproci, spiegano ogni cosa. Il rapporto tra la maestra e le alunne è di assoluta confidenza, quasi di complicità, non c'è invidia nè competizione tra le mie compagne. E ora tocca a me: sono di fianco alla maestra, seduta davanti alla lavagna (esiste anche qui!) e, senza conoscere nessuna lingua se non il singalese, riesce a spiegarmi il compito di cucito che avrei dovuto svolgere per il sabato successivo. Svolgerò il compito con estrema diligenza. La settimana è quasi finita quando Nilanti mi dice -party!-. Io non capisco e le chiedo -which party?- e lei risponde - school!-. Mi hanno invitato ad una festa di classe, sabato. Sono contentissima, ora mi sento una di loro! Nilanti oggi è bellissima, vestitino nero fiorato e ciabattine dorate, i capelli sono raccolti da un enorme fermaglio; io col mio solito vestito azzurro (è di Nilanti) e i capelli acconciati in un'unica treccia, c'è anche Lalle in bianco, è così candida. Il party consiste nel preparare un enorme risotto ai vegetali per poi pranzare tutte insieme. Sono emozionatissima. Dopo 5 ore il risotto sembra essere pronto, lo stomaco brontola già da 2ore. Affamatissima assaporo già il mio vegetable fried rice nel piatto, ma non vedo i piatti! Solo questa enorme pentola che viene tolta dal fuoco, e le ragazze che borbottano qualcosa tra loro. Ce ne stiamo andando e per di più con il riso! No, non resisterò. Dobbiamo addentrarci nella jungle tra corvi e varani per giungere alle dune di sabbia, dove si pranzerò a pochi metri dal mare, portando, due alla volta a turno, il pentolone di riso (pesantissimo). Siamo arrivate, dopo aver percorso salite e discese tra le dune infuocate dal sole di mezzogiorno. Si mangia! Il riso ècompletamente freddo, ovviamente non ci sono le posate (in Sri Lanka mangiano con la mano destra) ed è tutto fottuttamente piccante: impossibile mangiarlo. Mi rassegno quando al mio palato rovente si aggiungono i "rimproveri" perchè non riesco a mangiare con le mani tenendo indice e medio affiancati e tralasciando l'uso delle altre dita. Inizio a smaronarmi molto, quando le mie compagne decidono di fare una passeggiata (sono le 2pm e il sole è dritto sulle nostre teste). Dove andremo? Vogliono sentire le mie intenzioni e io propongo di tornare a casa - house! - dico io. Avranno capito? Partiamo. Costeggiando il mare formiamo una lunga fila omogenea e colorata di mille tonalita dai nostri lunghi abiti e dai grandi ombrelli che usiamo per ripararci dal sole. A metà strada, stanca e incazzata per il caldo che sto soffrendo, intuisco quale sarà la meta: il "point", dove surfano i pochi approdati ad Arugam. Il loro stupore è grande quando vedono avvicinarsi questo sciame interminabile di ragazze dai capelli lunghi e neri, vivacemente vestite. In acqua c'è anche Emi ma non mi riconosce, e Andy ci mostra il culo nudo mentre passiamo. Tutti guardano incuriositi il corteo finchè non ci dileguiamo dietro le rocce. Finalmente a casa, sono stremata. E' stato un giorno faticosissimo, ma ora, ogni volta che tiro fuori ago e filo, sfoggio le tecniche di cucito apprese ad Arugam Bay. Chi l'avrebbe mai detto?!

As appeared on Freezer Magazine 22 - 1999

Semaforo Rosso

di Federico Tixi

Venerdi sera, esco con Emy, una delle ragazze + stupende del mondo. Andiamo all'inaugurazione del nuovo locale che hanno aperto a Sanpe con la mia Panda verde-pisello. Ci sballo che finalmente ho un autoradio e così non sono + costretto a guidare col walkman, rischiando la vita ( o, ancora peggio, una multa...) La serata va alla grande, lei è stupenda e me ne rendo conto sempre di più mentre le parlo. Forse ci starebbe pure ma tanto io non ci proverò mai. In ogni caso per le 2.30 la accompagno a casa (mentre io sono sempre più innamorato), ci fermiamo un po' a parlare sotto da lei poi: "ciao ciao-ci sentiamo domani-bacino-bacino-sono stata bene stasera-(CI SBALLO)-ecc. ecc." vado verso casa. Stavo da dio, quasi commosso. Semaforo giallo, mi fermo lo stesso. Mentre sto cambiando cassetta mi si apre la portiera e mi sale in macchina una signorina di colore ipertruccata e poco vestita. "Che cazzo fai, scendi subito!!!" dico io, piuttosto spaventato, e preoccupato di smarroni, guardo nello specchietto retrovisore se c'è qualcuno.Fiuu, mi è andata bene, nessuno. "Andiamo a scopare" dice lei, allungando le mani. "NOOO!!!!Scendi, ho detto!!!!!" "Dai, 40.000..." "NO!Non se ne parla, devo andare a casa, guarda che mi sto incazzando, SCENDI!!" "Vengo a casa tua...30.000" "NOOOO!!!! Non se ne parla nemmeno, eppoi ho la ragazza..." (E' una palla, ma lei non lo sa...) "Non importa, vieni tu a casa mia..." "Non è possibile, è un incubo" penso io "BASTA, eppoi non mi piacciono le donne, sono omosessuale!" E' una palla, giuro, ma è l'ultima spiaggia. Mi rendo conto di tremare e di essere più o meno fucsia in faccia... Nel frattempo il semaforo diventa verde e vedo nel retrovisore 3/4 macchine che in men che non si dica cominciano a farmi i fari e a strombazzare. Rassegnato ormai dello smarrone le apro la portiera e le dico piuttosto incazzato di scendere. "Dammi 10.000lire e scendo, ho freddo..." dice lei. "Non dire cazzate, fa caldissimo -è vero-eppoi non ho soldi -è quasi vero- mi dispiace..." "Hai detto mi piaci! Dai andiamo!!" "NON HO DETTO "MI PIACI"!! HO DETTO "MI DISPIACE!" SCENDI, CAZZO!!!" "Vabbè, ciao amore..." e scende. Sconvolto, riparto e al semaforo successivo mi si affianca una delle macchine dietro che mi hanno visto... Mi guarda con quella faccia come per dire "fammi vedere un po' che faccia ha questo pervertito" insieme a "bravo, ti sei divertito, eh?!" "Fottiti." penso io. Sprofondando nel mio sedile riparto, rischio di morire imboccando Corso Italia contromano, pensando "roba da matti" e sentendomi comunque fortunato che in macchina non mi fosse salito un nuovo Donato Bilancia, vado a casa, senza fare la curva del tabaccaio. Giuro che non mi fermerò mai piu' ad un semaforo rosso. I vigili capiranno.

As appeared on Freezer Magazine 20 - 1999

Nato airplanes in Cermis

by Guido Latavola

English
A brand new contemporary game where U can drive the latest WarJet™ in the all the SlaveNations®. Have fun jetting in snowresorts and under the CableRailway® You get extra point for every Geenpeace boat sinked, for any civillian killed (more point if accidentally, even more if you fuck the rules) Extra bonus if you cancel the crime v-tapes. Other levels include Ustica and many more. Produced by LameExcuses™ it’s guaranted RealFiction®, produced in the SilentMass® world lab.

Italiano
Puoi guidare in un WarJet™ da guerra in tutte le NazioniShiave™, giocare a schizzare sopra le stazioni invernali, passare sotto le Funivie®, fare in pratica il cazzo che vuoi. Vincerai punti extra per ogni nave di Geenpeace affondata, per ogni civile ucciso, più punti se accidentalmente ancora di più se non rispetti le regole. Extra bonus se cancelli la videocassetta che ha registrato il danno. Ulteriori livelli includono Ustica™ e molti altri. Prodotto da IgnobileAutodifesa™ e sponsorizzato Silent Mass™, è garantito RealFiction® dai pecoroni che avete delegato.

As appeared on Freezer Magazine 20 - 1999

La dottoressa

Trovo uno strano gusto macabro raccontando i miei mali
di Giovanni Bruzzichelli

Appena giunto all’ospedale si sondalo (valtellina) il tipo mi fa salire sulla carrozzella "ti sei fatto male allo stelvio vero? bah.. gli sci sono pericolosi". "lo so.. per questo vado in snowboard, così non mi faccio male!" "di dove sei?" "milano... sono un ciuccianebbia!" dunque, riassumendo: taglio sulla guancia, labbro spaccato, dente rotto, distorsione al ginocchio e costola incrinata. niente male, per oggi può bastare. mi portano nella saletta e mi fanno stendere sul lettino. Prima di tutto bisogna cucire. la dottoressa la vedo solo un secondo di sfuggita, prima che mi coprano gli occhi. e’ proprio una gran bella figa! sembra una delle charlie’s angels, la biondona.. mi sembra anche brava e molto simpatica, darle del tu viene quasi spontaneo: "mi cuci con l’anestesia?". "adesso vediamo.. magari non ce n’è bisogno". e te pareva! vabbè... chiede all’infermiere il filo 0.5. "ottima scelta!". mi piace fingere di essere un intenditore! "ahia!". "su, stai tranquillo, non preoccuparti" "si ok.. basta che mi lasci dire ahia ogni tanto.." "ecco adesso non ridere però". mai dirmi di non ridere in certi momenti! in più ci si mettono gli infermieri a fare le battutine. "smettila di ridere sennò non viene bene!". "ma siete voi che mi fate ridere! eheheh". allora parte con le domande che dovrebbero farmi pensare ad altro per tranquillizzarmi: "sei sposato?". "mah.. spero di no!". cazzo ma quanti anni dimostro? mi sto preoccupando adesso.. mmh magari me lo chiede perché ci vuole provare.. seeee.. magari! un infermiere dice qualcosa che mi fa preoccupare, ma per fortuna c’è lei a rassicurarmi... "non credergli.. non dice mai la verità". e qui non posso fare a meno di intervenire: "gli uomini sono tutti falsi!". lei tutta contenta: "già è vero". ma non si aspettava il resto: "le donne invece... beh, meglio non dirlo finché non hai finito!". coglie senza offendersi! già, proprio simpatica! alla fine della prima cucitura lo stesso infermiere dice che è venuto un buon lavoro. ripenso subito agli uomini che sono falsi.. "anche adesso non devo credergli?" ma lei è rassicurante coma la mamma: "no, ogni tanto gli scappa la verità". ok, mi sto innamorando della dottoressa, un classico! i punti sul labbro fanno anche più male, smetto di scherzare adesso.. ma non loro, e devo proprio trattenermi per non ridere.. stì bastardi! dopo la cucitura è il momento del dentista. poi torna lei e mi dice di spogliarmi. la prima cosa che penso è se mi sono rimaste gocce di pipì sulle mutande! (ragionevole preoccupazione del resto... la famosa legge dice: per quanto tu possa scrollarti il pisello, l’ultima goccia andrà sempre sulle mutande - pongo non rompere) fortunatamente non ne vedo... eheheheh. steso sul lettino in mutande con lei che mi tocca dappertutto... giuro che non so come riesca a trattenere l’erezione!! poi le radiografie. mentre mi portano fuori dalla saletta, in direzione radiologia, ci sono mimi e lorenzo seduti, con una ragazza carinissima che aspetta il suo turno. la guardo dalla carrozzella, tipo il vecchio allupato della pubblicità della gomma del ponte e le dico "ma tu sei nuova!" che in effetti non ha molto senso. "lory abbordala per me, io torno subito..." è quello che riesco a dire prima che l’infermiere mi spinga via. che carina la dottoressa.. dopo un po’ che ero in radiologia è venuta a vedere come andava, mentre mi facevano decine di lastre dappertutto.. mi sorride sempre con quello sguardo materno e dolce. mmhhh... ritorno di la con un pacco pieno di radiografie.. prima un bel prelievo del sangue e poi una specie di antitetanica sottoforma di iniezione intramuscolare. la storia è questa: lei seduta dietro il tavolo, io le sto di fronte in piedi, dietro di me l’infermiere con la siringa pronta che mi dice "tira giù le mutande". la tentazione di eseguire alla lettera l’ordine, con lei di fronte che sta guardando, è fortissima, ma l’infermiere a metà mi ferma "ok, basta così!". mi sa che ha capito...!! mentre aspetto gli esiti dei vari esami è sempre lei che mi prende da parte e cerca di convincermi a restare per una notte in osservazione.. che fa, ci prova?! le dico: "se sei di turno tu stanotte resto, altrimenti preferisco andare a casa". ma lei non è di turno e quindi voglio andare a casa. "e smettila di ridere che ti sanguina il labbro". "scusa.. eheheh" e rido ancora come uno scemo. dopo queste 3 ore di visite, esami e cure finalmente me ne posso andare. saluto tutti, e soprattutto lei. magari con la scusa di ringraziarla per tutto quanto la invito a cena per una sera di queste. lasciamo perdere va.. e così me ne vado, sorretto a spalla dagli amici e nella mia mente inizio a vedere alcuni flashback di quel grandioso film che ha fatto storia: la dottoressa del distretto militare.

As appeared on Freezer Magazine 19 - 1999

Brutto Vizio

E' un brutto vizio e ho deciso di smettere.
di Giovanni Bruzzichelli

Di solito si inizia da giovanissimi, per scherzo, perché lo fanno gli amici più grandi, per sentirsi parte del gruppo. Si gioca a fare i grandi e si finisce per convincersi di esserlo davvero, grandi.. e immaturi. Così vedi gli amici che già hanno iniziato e cominci anche tu. Cominci a fartene una, poi un'altra, finché, senza rendertene conto, prendi il vizio. Una decina d'anni più tardi cominci a pentirti di essere cresciuto così in fretta, e vorresti tornare piccolo. Ma ormai è troppo tardi. Allora cominciano i tentativi di smettere. Questo è uno di quei tentativi.
Ho deciso: smetto di scopare. Io ho iniziato tardi, avrò avuto 16-17 anni, neanche me lo ricordo.. Adesso scopo una volta al giorno, è un po' tanto, dicono che faccia male. E probabilmente è anche vero. Anche per questo ho deciso di smettere. I primi tre giorni sono stati i peggiori, poi ho cominciato a stare un po' meglio. Ora che è passato più di un mese penso di essere guarito. Certo.. a volte vedo qualche film con delle scene di sesso e mi viene voglia di farmene una. Però ho imparato a resistere. L'altro giorno incontro Massimiliano, insieme a due sue amiche nuove. Me le presenta, saluto, e cerco di non notare che sono seminude. Brutta cosa l'estate per chi ha deciso di smettere di scopare... le tentazioni sono troppe, il tempo libero anche, così resta troppo tempo per pensare e per desiderare. Cerco soprattutto di evitare lo sguardo della biondina, mi sta mangiando con gli occhi. Ha la pelle chiara, il viso da bambina, i capelli lunghi... biondi... Poi Massi mi prende in disparte. "Hey Gio.. ne vuoi una?". "No grazie.. lo sai che ho smesso". "Ma dai.. solo per questa volta.. per una volta cosa vuoi che succeda?". "No guarda.. non ne sono ancora uscito del tutto, rischio di ricominciare poi". "Dai per favore.. fallo per me. Quelle due stanno sempre insieme, non riesco a intortarmi Laura". Laura è la rossa. "Mah.. non so... OK, se hai proprio bisogno lo faccio, però io non ci faccio nulla". "Ma sì certo, puoi fare o non fare quello che vuoi! Allora organizzo tutto io, per stasera, va bene?". Va bene. Per forza.. quando è un amico che te lo chiede non puoi dire di no. Resisterò alla tentazione? Si, credo di si. Sarà un'ottima prova della verità. La sera usciamo... Mattino successivo. Pi-pi-pi... La sveglia non perdona e attiva automaticamente il solito processo mentale: uff.. ma che ore sono? Le sette.. ancora 5 minuti... Mi rigiro dall'altra parte e noto qualcosa di strano. Cosa sono quelle cose che spuntano fuori dalla coperta?! Mi stropiccio gli occhi. Sono dei capelli. Capelli lunghi... biondi... oh nooooo!!!!

As appeared on Freezer Magazine 19 - 1999

Chile

by Jose e Pedro Pujol

Ciao Freezer! ¿ Come stai?
Ti ricordi che mi avevi chiesto com’è il Chile, come sono e come “raidano” i riders chileni e la stessa cosa a proposito dei gringos che vengono qui a trovare la neve più leggera del mondo. Per spiegarti bene come sono i riders chileni parto dalla scelta dello spot. La Parva, che è a due passi da Vallenevado, spiega in sè il mondo sciistico chileno. Nella sua esclusività, nella sua borghese tranquillità e nel suo essere una stazione sciistica chilena fatta esclusivamente per chileni che vivono a Santiago e possono permettersi una casa in montagna. Inutile mi sembra spiegarti perchè lo sci in Chile è uno sport esclusivo ma ti dico che parlarne in ambienti di gente benestante è come parlare di golf in Italia. Figurati per chi non è benestante o per chi decisamente vive al di sotto della soglia di povertà. Questo per quanto riguarda lo sci, figurati dello snowboard cosa ne viene fuori, già che è la novità nell’ambito della neve qui in Chile. Insomma essere uno snowboarder in Chile e praticamente come essere un alieno, un personaggio che di sè può dir tanto, compreso il suo status, e che in sostanza può tirarsela molto. Fortunatamente non tutti lo fanno, in parte anche non tutti sanno di essere così fortunati comparati ai loro “connazionali-coetanei” che lucidano le scarpe o che si fanno di colla o che lavorano in qualche cantiere anche durante la domenica che loro usano per andare in montagna. Gente che non capisce neanche cos’è quella tipica abbronzatura tipica degli snowboarders ad orsetto fatta dalla mascherina. Questi sono i contrasti che si vivono in Chile e che uno straniero percepisce subito ma che purtroppo per i chileni di alto e basso ceto sociale sono la pura e semplice normalità. Questo con lo snowboard c’entra e non c’entra, ma le uniche cose che so è che sono fortunato ad essere qui su queste montagne lontane 15.000 Km dall’Italia, che sono consapevole di ciò che vivo, che in parte mi sento in colpa anche se è il mio lavoro e che in ogni caso queste cose vanno dette...
Tornando agli snowboarders chileni, cedo che se la tirino come in tutto il mondo: alcuni troppo, altri di meno ed altri per niente. Sono pochi, ma ogni anno sono più numerosi ed insieme alla crescita numerica c’è quella del livello di alcuni. La cosa che più impressiona e che credo porterà i suoi frutti è l’organizzazione e la gran attenzione da parte delle stazioni sciistiche e dei media nei confronti dello snowboard. E’ strano pensare qui in Chile, a La Parva, ci sia un team composti di + o - 30 persone tra “pallettari” e “freestylers” che ha ha disposizione tanti, e ti dico tanti, soldi da pagarsi allenatori per le diverse specialità, da pagare le trasferte a tutte le gare sempre più numerose in Chile e in Argentina, non che viaggi di 3 mesi in Europa per snowboardare durante i mesi dell’estate chilena. Questo unito all’accoglienza delle stazioni, che danno piste a disposizione (per i diversi percorsi di pali), snowpark e pipe per chi li vuole, sono cose si notano e che in Italia potrebbero fare scuola partendo anche solo dalle stazioni che sembra non avranno mai un pipe e che se va bene hanno costriuto un saltino per soddisfare i loro "amanti della tavoletta" arrivando alle numerose "sponsorizzazioni" dei negozietti che schiavizzano i loro riders dando una tavoletta all’anno, facendo pure pagare i guanti e gli scarponi che siano, figuriamoci gli skipass e le trasferte...
Un’altra cosa che lascia molto a desiderare all’Italia sono le gare, che sebbene a me non piacciono molto, in Chile sono molto più numerose e in tutte le stazioni. Ti parlo di boardercross, slalom e pipe. Gare ovunque che sembrano essere persino troppe e farsi concorrenza nell’attrarre i media. Gare che però mettono in palio varie decine di miloni. E così gli snowboarders si muovono, si fanno anche 800 Km per seguire una gara ed è chiaro che il livello cresce a vista d’occhio. Quando si è mai visto in Italia questo? Va già bene, per la gran parte delle gare, se per primo premio ti regalano una maglia o un berretto recuperato da qualche vecchio stock di roba “non venduta”... Insomma in Chile lo snowboard ha preso una forma ben più professionale, con i pro e i contro che la cosa può avere, e i frutti si vedono ogni anno che passa. I più bravi sono ad un passo dal poter vivere solo di quello e li vedi in TV, al telegiornale, su MTV Latino America ed altri programmi che si dedicano alla neve...
Diciamo che in questo senso si risente un po’ la cultura americana, intesa come statunitense. Parlando degli statunitensi, in Chile ci sono passati tutti i più grandi. E non è difficile vederli, l’unica cosa devi avere la fortuna di essere in un posto dove ha appena nevicato abbondantemente. A Valle ne trovi molti più che a La Parva, visto che è per eccellenzala stazione che offre accoglienza ai pros di tutto il mondo. Se non ha nevicato è difficile trovarli, già che loro inseguono il bel tempo che segue dopo le tempeste di neve. Questo perchè generalmente stanno facendo dei servizi fotografici o riprese e perchè comunque non sono gli ultimi sfigati di sponsorizzati. Di solito hanno il potere di decidere se stare o andare da un’altra parte, inseguiti sempre dal manager che si occupa di tutta l’organizzazione che ci vuole per poterlo fare. A loro tocca solo svegliarsi, andare a surfare e poi andare a dormire con la possibilità chiaramente di fare nel frattempo tutta la festa che vogliono, che in Chile non manca mai. In ogni caso quasi tutti vanno in giro con la prepotenza da buoni gringos padroni del mondo e la loro solita ingenua ignoranza, facendosi notare. Questo lo fanno in tanti anche in Italia, loro almeno sono bravi sulla tavola e non se la danno da gringos come tanti riders italiani o chileni. Loro sono gringos e ad esempio seguono molto menno le mode di noi altri, loro le creano le mode, che noi perdiamo il tempo a copiare, che siano nel vestire o nel trick che fa un tale o nel modo in cui si mettono le ginocchia durante questo stesso trick. Insomma loro snowbordano molto più in scioltezza e se la viaggiano con i propri tricks e stile senza badare a troppe cose.
Questo vale anche per lo skate che per esempio quando nasce il crookie sono tutti li a fare crookie e dimenticano come sapevano skateare o come i chileni che hanno dovuto vedere un gringo indossare un berretto di lana grezza chilena prima di indossarlo loro da buoni e bravi chileni. Ma così va il mondo, ed è proprio questo il bello di viaggiare, è che capisci e vedi un sacco di cose nuove. Vedi pregi e difetti di dove vivi e di dove sei, mettendo tutto a confronto. Venire in Chile è diverso da qualsiasi vacanzetta in crociera, al mare o in qualsiasi summercamp europeo, è andare al di là dell’oceano, incontrare una realtà assolutamente diversa da tutti i punti di vista. E pensare unicamente alle cose che ti piacciono e per le quali vivi.. perlomeno stai a galla e tutto il resto rimane a 15.000 Km di distanza. Anche solo ad apprezzare a distanza il fantastico paese nel quale vivi.. e ciò che manca a tanti Italiani. Una cosa è certa che se vieni in Chile ci verrai una seconda volta. Sarà per le donne, sarà per il pisco, un liquore originario del nord, sarà per il suo ambiente latinoamericano, per i vini, per i suoi molteplici paesaggi e tramonti, per le sue aree desolate o per le sue città, magari per la sua neve o per le sue spiaggie, ma ci verrai altre volte. Come qualsiasi chileno andando lassù in Italia.

As appeared on Freezer Magazine 19 - 1998

Hicht-hiking in Lebanon

Road book.
by Matthieu Verdeil.

A Beirut c'é aria di rinascita. Riaprono le boutique, grandi hotel, le discoteche. Gli uomini d'affari si dicono convinti che torneranno i tempi della Svizzera del Medioriente. La città è un cantiere. Ma la stabilizzazione potrebbe essere solo una tregua. Israele continua ad occupare la "fascia di sicurezza", a sud del paese, una striscia lunga 12 km e larga 120. Lì la guerra con gli Hezbollah libanesi non si ferma, e i morti da entrambe le parti sono decine ogni mese. In realtà la sovranità del governo libanese, spartito tra musulmani e cristiano maroniti, é assolutamente limitata. E' la Siria ad esercitare una specie di protettorato, che si materializza nella presenza di 35 mila militari in Libano. Il paese, da sempre multietnico, tra il 75 e il 90 fu devastato della guerra. Alle fazioni libanesi si aggiunsero gli eserciti di Siria, Israele e i guerriglieri di Arafat. Morirono 85 mila persone su tre milioni e mezzo di abitanti e nel paese affluirono 700 mila rifugiati.

Questo è il diario di due giovani europei (Richard, 22 gallese, e Matthieu, 20 anni, francese) che hanno percorso in autostop per tre settimane il libano.

Il Libano.
E’ un piccolo paese nel mediterraneo orientale che si è reso tristemente celebre a causa di una terribile guerra civile tra il ‘75 e il ’90, Prima della guerra la chiamavano "la svizzera del medio oriente" a causa della sua ricchezza e della sua "occidentalizzazione". Devastato da 15 anni di combattimenti, il Libano conta ancora oggi 4 milioni di abitanti che lavorano ardentemente a la ricostruzione del loro paese. Beirut, la capitale è tutt’oggi uno dei più grossi cantieri del mondo.

Impressioni.
Siamo nel mezzo della notte e nonostante fa caldo. All’ aeroporto di Beirut e sulla strada, siamo controllati da militari armati fino ai denti. Non è il caso di fare i mariulioli. Qui non si scherza. (Lo scopriremo in seguito i militari sono dappertutto e i controlli di identità numerosi. Quando non hai a che fare con l’esercito libanese o con la milizia, ti tocca l’esercito siriano, in quanto il libano è sotto la dominazione di questa grande potenza araba) Nel nostro viaggio, i militari ci hanno impedito di spingerci nel sud del paese, a causa della vicinanza con Israele, potevamo essere degli spioni (!) ma anche a causa dei bombardamenti da parte di questo paese. Bella prospettiva!

Beirut.
Ci rimaniamo una settimana, prendendo tempo per girare tranquillamente e per abituarci a questo nuovo paese al suo clima, ai suoi abitanti e le loro abitudini. La guerra è terminata da oltre 10 anni, eppure la capitale libanese mostra ancora di numerosi segni di quel periodo. Dappertutto, possiamo osservare case fatiscenti con le facciate crivellate di pallottole e di immobili sventrati nelle quali abitano talvolta ancora delle famiglie o gruppi di operai. Tutto il centro storico non è altro che un immenso cantiere dove si elevano immobili ultramoderni, banche e grand-hotels.

Sulla strada.
Il caldo è pesante e l’atmosfera riempita di polvere. Noi cerchiamo punti d’ombra per rifugiarsi un po’ ed è con piacere che accettiamo i succhi di frutta fresca che i mercanti ambulanti propongono per qualche moneta. Le auto si fanno largo a gran colpi di clacson nel mezzo della folla dei carretti caricati di frutta che i venditori tirano a braccia. Tutto questo casino è presto molto stancante e comprendiamo perché i vecchi passano tutto il loro primo pomeriggio al fresco nei bistrot o giocano a carte o a tric-trac e bevono thè e fumano per ore nel loro narghillè.

L’esibizionismo.
Quando un libanese ha dei soldi li mostra. Tutti i segni esteriori di ricchezza si esibiscono: vestiti lussuosi, macchine decapottabili, telefoni portatili, Ray-ban.. I libanesi ricercano anche gli stessi divertimenti che in Europa: bars alla moda, night-club, rave party.. Ogni tanto a Beirut, ci potremo presto sentire come in una capitale europea.

Hashish (1 parte).
Per noialtri europei, una delle specialità libanesi, è l’hashish. Ma a Beirut, tutti ci sconsigliano di cercarlo: al momento la vendita è diventata illegale e il traffico è severamente controllato. E quando sei turista è facile farsi notare . Passeggiando nelle strade di Beirut, siamo invitati a bere un thè da un vecchio arabo che abita qui in una casa mezza in rovina. Lui passa la giornata a guardare la gente passare e sembra essere il capocantiere che vive anche il loco. Anche lui ci ha sconsigliato di cercare qui l’hashish, e per nostra convenienza, ci ha raccontato gli anni che ha passato nelle prigioni libanesi. Poi incontriamo finalmente qualcuno con la dritta giusta: dobbiamo andare in un piccolo villaggio nell’altopiano de la Bekaa, dove si coltiva ancora. Laggiù, ci raccontano, l’hashish fa parte della cultura locale e si offre agli stranieri di passaggio allo stesso tempo che il thè. Questo villaggio sarà dunque una delle nostre tappe.

Tyr e Saida.
Per arrivare in queste conosciute città del sud, prendiamo un taxi collettivo, 9 persone schiacciate in una vecchia mercedes e siamo in strada 3 davanti e sei dietro. A Saida, passiamo parecchie ore nel souk, il mercato, e scopriamo il piacere del Narghillè sciroppando spremuta di limone. Un altro giorno a Tyr, dopo aver visitato i siti archeologici, cerchiamo un posto per bagnarci. Incontriamo un taxista che ci dice "venite con me, io ho una spiaggia!" Effettivamente possiede una piccola baracca vicino all’acqua che offre bevande e grigliate ai bagnanti. Passiamo tutto il primo pomeriggio con lui e i suoi amici a mangiare e bere sulla terrazza dove regna una tele con il mare sullo sfondo. In questo momento siamo veramente lontano da tutto.

Sulla strada.
Guidare in Libano può talvolta essere divertente ma si rivela spesso stressante. Le regole sulla strada sono dettate da colui che suona il clacson più forte. Semafori rossi, cartelli stradali, nessuno li caga. I conducenti folli al volante di vecchie e grosse mercedes non si preoccupano di nessuno. I locali sembrano perfettamente abituati e mantengono la loro calma in tutte le situazioni. Ma per gli occidentali che volgiono provare questo gioco, l’adrenalita è garantita. Soprattutto se portate la vettura in controsenso sull’autostrada..

L’autostop.
Direzione nord. Bus fino a Byblos, celebre città antica sul mare. Per proseguire decidiamo di fare l’autostop. Per due giovani occidentali come noi, non c’è problema. I libanesi amano particolarmente i francesi e non vedono gli occidentali come nemici o come dei turisti qualunque ai quali portar vai più soldi possibile. Quindi non rimaniamo mai a lungo sul bordo della strada in attesa. Viaggiamo anche in tutto il nord e l’est del paese in una dozzina di giorni

Tripoli.
L’hotel è veramente pietoso, è il meno caro della città, meno di 4500 lire a notte. E’ forse perché devi arrampicarti 8 piani senza ascensore e che dormiamo nel mezzo di scarafaggi. Ma il guardiano è simpatico, anche se non ci sforziamo troppo di comunicare. Quando torniamo tardi ci offre il thè e passiamo bei momenti a contemplare in silenzio le luci della città dal balcone. I Souks e i Khan di questa città sono magnifici, ma qui noi ci interessiamo soprattutto di questa isola minuscola che raggiungiamo per fare il bagno. La osserviamo dei mussulmani fare il bagno. Strano spettacolo di queste ragazze che nuotano e si tuffano coperte dalla testa ai piedi dalle loro djellaba nere.

Piaceri della tavola.
Il piatto tradizionale libanese si chiama Mezzè: consiste in una moltitudine di piccoli piatti (insalate, grigliate, formaggi liquidi, pure di ceci) da bere con dell’Arack, un bibità alcolica al gusto anice, e spesso fumiamo allo stesso tempo su un grosso Narghillè (waterpipe) differenti tabacchi profumati al gusto frutta. La pasticceria (in particolare quella di tripoli) è imbevuta di miele e pistacchi..

I Cedri.
Il monte libano è la punta più alta del paese. Ai suoi piedi una delle rare stazioni sciistiche del paese, che si chiama Cedres in quanto è situata accanto a una delle ultime foreste di cedri del libano, celebre per la qualità dei suoi legni Il cedro è anche il simbolo del paese che troviamo sui drappi. Oggi questi alberi sono in via di estinzione e la piccola foresta è molto sorvegliata. E’ sotto un cedro centenario che noi piantiamo la nostra tenda e dove gustiamo pannocchie al fuoco di legna. L’auto che si accosta per prenderci l’ indomani ha dentro una famiglia di 4 persone e una lavatrice. Il padre si prende la briga di schiacciare i nostri sacchi nel cofano e obbliga i suoi figli a stringersi per farci posto.. Una volta risalito il colle dominiamo tutta la alta valle di Bekaa: un paesaggio magnifico.

Balbeek.
Anche se uno non è appassionato di vecchie pietre queste cose danno emozioni.. girovagare nei templi che hanno più di 2000 anni procura un certo piacere (templi di Bacchus e di Jupiter)

Hashish (2 parte).
Il famoso piccolo villaggio dove si coltiva ancora si trova non lontano da Balbeek. Dei militari ci depositano a un incrocio e ci dicono che il villaggio si trova in fondo della strada, ma ci sconsigliano fortemente di andarci. Ci ritroviamo in mezzo a una pianura desertica, con giusto un garage al lato della strada. Facciamo autostop ma ci sono troppe poche vetture e quelle che passano non si fermano. Il garagista ci viene ad incontrare e a domandare. Ma non parla che arabo, e allora è un po’ complicato. Qualche istante più tardi, una grossa lussuosa mercedes e due individui poco rassicuranti si fanno domande (in inglese) su cosa veniamo a fare qui, sono armati e cominciamo ad avere paura. Facciamo finta di essere dei turisti persi e ci proponiamo di ripartire al più presto. Peccato, non abbiamo gustato l’hashish libanese!

Religione.
In una strada, passeggiano due amici. La prima porta un djellaba nero e un velo nasconde la sua faccia. L’altra è vestita di una minigonna e di una t-shirt attillata. Questo aneddoto riflette perfettamente la situazione di un paese che conta 18 religioni, principalmente cattolici e mussulmani. Abbiamo provato a parlare a degli studenti di "laicità" ma nessuno ha capito di cosa volevamo parlare. Questo per il fatto che qui è tutto organizzato in funzione delle diverse religioni, così come il sistema politico. Malgrado i 15 anni di guerra i due amici possono o passeggiare assieme e ridere insieme. Tanto meglio.

Zahlè.
Ultima tappa, Zahlè è soprattutto conosciuta per i suoi Mezzè, investiamo i nostri ultimi dollari in un buon ristorante, mentre aspettiamo una ragazza che ci dovrebbe ospitare per la notte. Ma siccome lei non è mai arrivata noi senza più soldi siamo andati alla croce rossa. Il volontario che ci ha accudito è stato molto simpatico: abbiamo discusso e fumato dei Narghilles, ci ha fatto visitare tutta la regione. Abbiamo passato parecchi giorni con loro, prima di finalmente rientrare a Beirut.

As appeared on Freezer Magazine 20 - 1999

Finlandia

di marco bruzzone

In Finlandia é andata + o - così: decido di andare un po’ perché sono un inviato speciale di fine millennio, un po’ per vedere una mia vecchia amica ma soprattutto per quel sano istinto che spinge ogni giorno numeroso individui a soffiarsi il naso e a mettersi in moto, a partire. Morale che prendo un aereo e sono bello che in Finlandia a febbraio. A Tampere la mia "amica" non é che sia superfelice di vedermi e dopo aver passato un paio di sere "estreme" con lei e il suo technofidanzato dj frustrato a bere birra e gicare a carte, cosa che fra l’altro non amo molto, decido di andare a Rowanjemi, la madrepatria del "babbo". Il viaggio é interessante e conosco Satoshi, giapponese, venuto lassù a - 35°c per vedere com’é. E' dotato di una sensibilita particolare e mi rende subito contento di aver lasciato Tampere. Qui conosco un bel po’ di gente veramente interessante fra cui Janette, una ragazzina di 15 anni che pensa come W.Borroughs, Satoshi e una marea di ragazzini 10 11 12 13 anni che si provavano i flip più improbabili su delle strutture scolpite nel ghiaccio. La gente la non teme il freddo (-35°c) é anzi é educata dalla natura e dal paesaggio. Il loro sembra un comportamento molto istintivo, ricorda un po’ i gabbiani che giocano con le correnti. Si divertono, sono shapeati per fare quello e.. scatto alcune foto. dopo averne visto sanguinare qualcuno li imbarco a fare cose meno pericolose. Ma non c’é nulla da fare... là i ragazzi sono educati dalla natura, la conoscono e vivono in armonia con essa e fra loro. Sembra non conoscano la paura, tantomeno le vie di mezzo. Lassù può facilmente capitarti di trovarti perso a piangere in un buio cosmico e subito dopo in estasi dinnanzi alla luce del nord "l’aurora boreale". Credo che queste cose trasmettano alla gente una certa armonia e gioia, che tutti esprimono, in un modo molto riservato, nella vita di tutti i giorni. delle manovre spero che ormai non gliene fotta più a nessuno ma una cosa é da dire lassù al "buio" i ragazzi volano nella luce e nel colore che non é uguale a cio’ che abbiamo noi a sud. Dopo un po’ torno a Tampere ripieno di energia e pronto ad affrontare le peggio faccie, ma non ne ho bisogno, mi guardo un filmfestival e trascorro un paio di giorni con una mia nuova amica che aveva un film in concorso, anna. Torno in italia ed é subito sera. Ora sono a berlino a casa mia , non é buio, ma fa freddo, io sopravvivo e vi saluto.

As appeared on Freezer Magazine 20 - 1999

Laax

by Rita Comi

Miao frz sono rita, ho avuto qualche problema nel mandarti qualcosa di scritto sul BoarderX perché non riuscivo a trovare un PC!! L'opzione piccione viaggiatore è stata scartata perché là, (Laax) con la scusa che hanno il tifo li abbattono! Nell'allegro eremo sulle alpi in cui ci siamo ritirate per l'inverno un giorno avvenne un fatto che turbò la nostra quiete: quel gran baraccone del BoarderX - corredato pure di manifesti giganteschi di Palmer no.1 all'ingresso del parcheggio - veniva a fare le sue finali a Laax. Uno s'immagina che le facciano solamente i migliori (come dicono i giornali "seri") e invece no, tutti, purché dotati di codice ISF, potevano farle! Ma a me e alla Romi non andava quindi ci siamo improvvisate giornaliste, come no! La cosa che non ci aspettavamo è che al momento di ritirare l'accredito questi del media office ci hanno fatto compilare un foglio con i dati, fra cui anche il numero di tessera da giornalista; io gli faccio che non ce l'ho, ma non serve, dai, Freezer è un giornale fatto dai riders per i riders tutti fratelli, poi ti giuro che scrivo, sé, so scrivere! Beh, questa non m'ha creduto. Diffidente ha sganciato gli accrediti, ma ci ha dato il braccialetto arancione invece di quello giallo (magari lo ha tenuto per i veri giornalisti che Freezer gli avrebbe mandato..), e così non siamo potuti andare alla grande abbuffata che atleti e g.v. si sono fatti il giorno prima delle quali. Abbiamo dovuto sedare questa tristezza con una doppia razione di televisione svizzera (ragazzi meglio del valium). Per quel che riguarda il Boarder era davvero molto bello: grande, veloce, con curve a 360°, saltoni e ,tradizionale tocco di sadismo di Laax, piscinone da saltare; la cosa non sarebbe neanche male se prima dello stacco non ci fossero stati dei gradini! L'Alessia dice che l'han fatto proprio perché volevano che qualcuno ci cadesse dentro (sai che audience per Eurosport). Alla fine nessuno è involontariamente caduto. Volontariamente si è buttata la Giovanna Serblin con tanto di naso tappato per il tuffo ma Eurosport non la cagata. Io non le credevo, non poteva essersi buttata di proposito invece ha detto che in partenza le è venuto un attacco di ridarella e alla fine si è tuffata; non so che droghe usi quella ragazza ma sarebbe ora che cambiasse pusher... Per il resto l'Ale, trionfatrice agli U.S.Open (questa minimo minimo mi vale un 50mila) è arrivata circa 10 perché "una" (avrebbe fatto bene a picchiarla) e anche Palmer ha fatto schifino(6), ma non ci sono stati spargimenti di sangue perché tanto s'era vinto il mondiale. Fra le donne ha vinto quella americana che sembra un toro e seconda la Fabienne Reuteler (SUI) che aveva detto, dai la faccio anch'io e ha fatto il miglior tempo, ma lei non vale perché l'Ovomaltine gli da le confezioni drogate (che io e romi abbiamo chiesto ma non le sgancia....). Alla sera c'èstato un gran festone su al Crap: per l'occasione avevano costruito un palco nella zona in cui c' è il RockBar, trasformato il ristorante, il bunker sopra al pipe e il garage dei gattisti in discoteche, tutte con generi differenti di musica. Ecco, però, non è che io mi ricordi + di tanto.. so solo che ero con l'ale, che si fanno strane cose per far passare il tempo, che siamo scese alle 5.30 (le funivie andavano tutta la notte, una ogni mezz'ora) e che i Buvoli's ci hanno raccattate e sono venuti alle 6 a svegliare la romi che dormiva. Poi il giorno dopo la demo di skate e bmx è saltata a causa del tempo inclemente (graziegrazie, non sarei mai riuscita ad uscire dal letto..). Comunque è estato bello, ti faceva venire voglia di darti al boarder (scherzo Tommy scherzo).

As appeared on Freezer Magazine 21 - 1999

Misoginia?

11 ragioni per cui una birra è meglio di una donna .

1. La birra non è gelosa quando ti fai un'altra birra.
2. Puoi condividere una birra con gli amici.
3. Puoi farti una birra in pubblico senza problemi.
4. Sei sempre sicuro di essere il primo ad "aprire" una birra.
5. La birra è sempre bagnata.
6. Una birra molto fredda è sempre un'ottima birra.
7. Non prendi paccheri quando tocchi una birra.
8. Puoi farti una birra in qualsiasi momento.
9. Se ti fai in una sera più di una birra non hai niente di cui vergognarti.
10. Se fai agitare una birra, dopo un po' si calma da sola.
11. Quando entri in un bar puoi essere certo ti farti tutte le birre che vuoi.

P.S. Raccomando a tutte le persone del gentil sesso di tenere conto del lato ironico e scherzoso della cosa e di non bestemmiare. Ci sono anche tante ragioni per cui una donna è meglio di una birra, per esempio... ehm... tipo... non lo so. Comunque ci sono. Parola di scout.

BeerMan

As appeared on Freezer Magazine 21 - 1999

Pazzi

(lo scherzo che mi ha fatto Kikko e qualche altro amico che ho in giro...)
by Gigi Keller


Suona il telefono cellulare
GGK: si?
MAX: sono xykz, di max la rivista ykhwxx
GGK: non sento un cazzo, ti do il numero del telefono normale...
MAX: non ho da scrivere, cazzo, passatemi una penna stronzi, cazzo, neanche una penna avete, branco di idioti... (in sottofondo), questi qua non fanno un cazzo dalla mattina alla sera, PASSATEMI QUESTA CAZZO DI PENNA TESTE DI CAZZO. ..ok.. è arrivata la penna
GGK: il numero è xxx
MAX: Ok

Seconda telefonata
GGK : Pronto chi è?
Tel: sono xxx di MAX, la rivista.
GGK: quindi?
MAX: devo fare un intervista di snowboard, mi hanno dato il tuo numero, sono solo quattro domande veloci perché dobbiamo andare in stampa subito... poi dammi delle risposte forti insomma che io devo fare i numeri, non "Si" "No" e robe del genere...
GGK: ok...
MAX: tu ne capisci di snowboard.. non che mi fai perdere tempo
GGK: pare...
MAX: ma tu non sei quello sponsorizzato dalla NITRO?
GGK: già, senti non fai prima a mandarmi una mail, ti rispondo subito, così evitiamo il casino...
MAX: no no, ho il telefono attaccato al registratore, (in sottofondo) CAZZO, STRONZI, ATTACCATE IL TELEFONO, NON SAPETE FARE UN CAZZO...
GGK: dai, fai ste domande...
MAX: dimmi quattro nomi di snowboarder bravi, ma non quei soliti teste di cazzo che si sentono solo loro e neanche dei Kratter, dei Kratter ne ho pieni i coglioni... cazzo mi parlano tutti di questi Kratter...
GGK: ok... allora l'unico pro che valga la pena di essere citato è MAX Perot...
MAX: ma no dai cazzo, quello è vecchio, c'era ancora quando andavo io...
GGK: mi hai chiesto gente brava o no? allora Lukas Goller, Chicco Ciapponi, Danny...
MAX: si, ma chi cazzo sono questi, dai dimmi... come si chiama quello... Norberto, Clemente una roba così.
GGK: mi hai chiesto giovani o no? tu stai parlando di Alberto Clement?
MAX: ehehe sisi,... come Alberto tomba, come ho fatto a dimenticarmelo...
GGK: Alberto è da 10 anni che snowboarda, cmq...
MAX: vabbeh.. allora me li dai sti nomi cazzo?
GGK... te li ho gia dati...
MAX: devi scandirli bene perché se no poi noi non capiamo un cazzo...
GGK Lukas Goller, Danny Morandini, Werner Crazzolara, Alberto Clement e Chicco Ciapponi...
MAX: e i Kratter no?
GGK: ma porcodio.. mi hai detto che i kratter non li vuoi dentro... loro sono molto giovani..
MAX: allora, dai passiamo ad un'altra domanda... che cosa senti quando fate le evoluzioni.. tipo.. ho letto di un tipo che diceva del soul e cazzate cosè.. dai tipo quando fate le acrobazie.. sentirete qualcosa o no.. dimmi qualcosa di forte perchè noi dobbiamo vendere, dobbiamo fare i numeri... tipo il doppio mortale.. dimmi quello che provi quando fai il doppio mortale..
GGK: io il mortale non lo faccio, guarda che poi il mortale doppio lo fa solo un canadese... e poi sono tutte stronzate...
MAX: eheheh un candese.. quelli che fumano gli spinelli.. eheh
GGK: quelle del soul sono tutte stronzate, chi snowboarda lo fa perché se lo sente dentro...
MAX: (rivolgendosi ai tipi nello studio) AVETE CAPITO STRONZI? QUESTE COSE SCRIVETELE, AVETE CAPITO? SE LE SENTONO DENTRO!...
GGK: dai...
MAX: poi dai dimmi delle federazioni, che ci sono due federazioni.. i casini.. una c'ha i soldi l'altra no.. dai
GGK: guarda che cmq, chi va veramente in snow se ne frega delle federazioni, comunque ci sono la FISI e la FSI, quella che ha maggiormente sviluppato lo
snow in italia è la FSI...
MAX: la FSI.. ma mi hanno detto che un tipo, il presidente.. Ballini.. si è fottuto tutti i soldi..
GGK: stai parlando di 5 anni fa...
MAX: ah.. si 5 anni fa? e chi è il presidente adesso
GGK: checcazzo ne so... tipo l'anno scorso ne hanno cambiati due in due mesi, non è che ci avvisano di chi è il presidente ogni cinque minuti, comunque dovrebbe essere...
MAX: ma vaffanculo, ma tu non sai un cazzo, come cazzo si fa a non sapere chi è il presidente, ma dai, ma io con te non ci parlo, ma vaffanculo, tu non sai un cazzo, ma io telefono a qualcun altro..
GGK: ma vaffanculo te, testa di cazzo.. telefona a chi minchia vuoi...
- e ho messo giu -

As appeared on Freezer Magazine 23 - 1999

Pigsnow

by Johannes Eisenhut

sto giro partiamo con una storia scritta da un locals sulla grande nevicata in Austria del 99. quando vai in Austria èun po’ difficile che ti raccontino in italiano, ben che ti vada c’èl’inglese. come qui. se lo sai poco esercitati qui, se non lo sai ancora.. torna a scuola!

Pigs rule the world. Pigs dive into the dirt they come from, turn around and squeak in it. Spraying mucus all over those people who are careless enough to come too close. Pigs rule the world. They sit in pigs' offices on a pigleather chair doing dirty business over the sleazy phone. Or they are in the rotten streets doing pig-deals with passers-by. And when you walk the internet - all of the sudden you're surrounded by pig-pages, pages that keep opening up, and don't disappear, not even when you click the X. Instead, minutes later your screen is filled with pigfilth and your computer surrenders to the overload of muddy waters in it's processors. But then you're a pig yourself. Dirty thoughts about the girl that just walked by, eating spaghetti when you're too hungry to care about your shirt, watching "8-mm" and finding you're fascinated, mixing honey with gorgonzola and things like that. But what defines piggishness? Can a human being be without piggishness? We all always feel like pigs, don't we? And if you answer: "I am civilized - I know what good is and bad, I know what is clean and healthy - I feel clean and healthy." - That is when people like me start thinking: "This guy is even a worse pig than I am."Why? Well maybe because the biggest pigs ar the ones that don't even realize it. Because the ber-pig always wears the white vest and believes in his innocence. And maybe because any kind of over-indulgence generally characterizes piggishness. And the overestimation of one's own humanity and righteousness is nothing but such an over-indulgence in the filthy rules of western society and the false belief of one's own capability to be in control of the swine within. Politeness and formalities are such ridiculously thin walls against the kind of pigs we really are. Better get used to it. Too much of anything is always dirty. And we humans are definitely too much in ourselves. Well anyway, the following pieces are about pigsnow - about an overdose of too much too white angelic powder. It is the story of the dumps that happened in Europe in winter99. Pigdumps. But do not fear: This is not a reality TV show. Everything is fiction - or almost anyway. Pig-fiction. My very own, pig-faced version of a meteorological happening.



One:
On Sunday night of February 7th, Matteo was out partying. Matt is a hairdresser, and he doesn't work on Mondays. And when you party on Sunday night, things generally tend to be bizarre. No cops on the street (they are all tired from arresting people on Saturday), and few people going out. But those that do, they do it right. They indulge. They pork out. So Matt was porking out. Red Bull vodka after a dinner with wine, dancing, kissing all the girls in sight (and the next moment forgetting whom he had kissed). He felt great - superior to the rest - superior to himself even. And that was mainly because of the alcohol, but also because of that white powder. It hadn't stopped snowing outside. Oh, he wasn't tired when he decided to go home. But the last semi good-looking girl had just left the room. So Matt got in his car: Integrale. Let the engine run warm like a pro. He concentrated on his own tunnel-vision and stepped on it. Feelgood. The chill of sliding on powder covered streets running up his spine. Up to his brain from that center-of-the-world-spot between his shrunken balls and the tightened sphincter. Up a mountain road. Powersliding. The feeling of control, as gears shifted smoothly up and down, down and up. The car's perfectly balanced center of gravity pulling right at it's middle. No understeer, no oversteer. Just as if he were in his own V-Rally setup, with a very realistic resolution and steering wheel. 80 K right up to that hairpin turn. Slam the brakes. Drift 180è. Accelerate in second - third - passing 100 K - slowing down into a wide right turn at 70. Breakout. And that was where the little Polo stood in the way. Two girls trying to put their chains on their summer-tired front wheels. And Matt was out of control. Hitting the 2 meter snowbank on his left, thrown back into the road too dumb-drunk to react like a real rally driver would. Mini-skirts hitting his windshield (Matt briefly realizes he is killing the two girls he had just talked to at the bar), and the cracking sound of glass and metal and other stuff. His pig-head snaps back onto the Recaro headrests as his hood gets crunched up towards his feet. Matt passes out. If he hadn't he would have gone mad on the spot. Silence.



Two:
Francois doesn't have a girlfriend. He has a lovergirl. He only sees Florence once in a while, and when he does, they usually end up having great sex. Not that he doesn't like talking to her, being with her. He does. He respects the girl - she's too smart. But they both don't feel like having a relationship. And she likes to fuck him. And vice-versa. So when Francois told Florence that he wanted to take her to the mountains for the weekend and she said yes, Francois knew he had to prepare. Something special. He rented a small but luxurious chalet. Fully equipped with Dolby Surround Sound System, a video recorder, a stacked minibar, a cliche heart-shaped bathtub and a king-size double bed. Remote, right up on the hill (you even had to hike 20 minutes to get there). When Florence and him arrived, the Champagne had already been chilled, and the fireplace was crackling away. But for the heck of it they started Friday night with a short walk in the knee-deep powder. At some point Francois grabbed his girl and threw her down into the soft white stuff. They rolled around a while and didn't feel the cold at all. Then they moved back an made love with, and on the floor next to, fire. Saturday they went riding. But then the lifts closed down because of avalanche danger. Somewhere in the middle of the evening, a local fire-fighter knocked on their door, and wanted them to move down into the community center. Francois burst out in rage - no way he was going to sacrifice their weekend - and told him to fuck off. The poor old man didn't stand a chance. Shaking his head, he left and wandered off to the next chalet. Francois went back in and tied Florence up in a long tongue-twisting kiss. Two hours later, someone was knocking on the door again. They were just in the bathtub together, and Francois told his lovergirl that no way was he going out there to open the door. The knocking - and then shouting - continued for a while, and then it ceased. Francois pulled two towels and carried Florence over to the bed. For the third time that evening he indulged, fully indulged in being the man he had always wanted to be. At first, the rumbling sounded like a big truck approaching the chalet (trucks where there is no road?), but quickly it became louder and louder. Florence was at the point where she wouldn't have heard anything, even if it was an avalanche approaching. But between her sighs, Francois noticed there was something in the air. Something wrong. When the snowmasses hit, the walls of the chalet downright exploded and the roof was thrown down on the aching bed. As his condom slipped off, Francois witnessed a big wooden beam followed by a couple of hundred kilograms of snow crushing his lovergirl's chest. Francois came, and then luckily got knocked out by a deer-head flying through the room. When Francois awoke, he was in a hospital bed, and his first thought was how to kill himself.



Three:
Friedl and his friends were all pretty good snowboarders. On weekends they would usually check the weather reports for the place with the most snow, hop in their VW-Van and cruise. Lately snow had been everywhere. So Friedl and his friends had been everywhere too. Especially out of bounds. On Monday morning, they drove into Estendorf, loudspeakers pumping, and cruised up to the very top of the mountain. One controlled slope to get to the middle station where the lifts and the people were, but apart from that, a whole mountain of free powder to the east, the west, the north and the south. Axel saw a little peak he wanted to climb - to gain access to the steep south slope of the mounain: "Come on, it's perfect - it's untracked and we'll come out right next to the gondola." Friedl did not feel good about the idea, and told people so. But Axel was already hiking up, and the others were too intrigued by the unridden steeps not to follow. So Friedl hiked up too. Again, he voiced his concerns, but the west-wind blew them away. Friedl thought: “Since I'm up here, I might as well go first - go fast - and get this dangerous slope over with in style."So he dropped in in a straight line, just one or two turns, and felt good when he was getting into flatter terrain, with little trees surfacing the powder. When he felt safe, Friedl turned back to the mountain to see how his friends were doing. That was when Axel, in the middle of his run, decided to thoroughly indulge in one of those big sprays we always see in pictures of Craig Kelly. He gathered speed in the fall-line, and went into a huge and powerful toeside turn. The snow must have sprayed more than eight feet into the cold air. But then something snapped - and it wasn't Axel's board. Somehow the entire slope seemed to suddenly disappear beneath his feet. Axel pulled back, putting his board on edge on the scarred surface the avalanche had just left behind and watched the course of destruction. First it hit Friedl. Looking back as he was, he had seen it coming. Disbelief at first. Then, right on time, his film started: Memories, wishes, accomplishments of his life. All in Technicolor, and followed by that bright light esoterics always talk about. Then he died. The avalanche went on. Bigger and bigger, crushing the chairlift that went up to the right of the middle station of the gondola. And suddenly Axel realized his life would never be the same again.


The End?
Well, dear Freezer reader, you might think now that Friedl, Florence and those two girls putting chains on their Polo should meet as angels up in heaven...
Sorry, man.. but in this pig-story those kinds of miracles just don't happen. You know the truth of this story? The truth is that all of the victims just disappeared. They are no more. They're dead and that's it. In this pig-story of indulging pig-people in pig-snow, the good guys loose and the bad guys win - they win nightmares. If you want, the difference between pigs and the sons-of-god is that sons-of-god are apart when they live, and they meet in heaven. Pigs disappear when they die, and those pigs that survive (call them Axel, Francois, Matteo, if you want) meet in hell while they are still alive. They pollute telepathic airspace with their nightmares and get weighed down because they recieve the pollution of all the other nightmares around them. I call it the 'collective nightmare', and I am not part of it yet. Lucky me. Still, reading the news and thinking about all the good guys dying and bad guys surviving with their nightmares makes me sick. Yeah, la vita e bella, and all that snow we got provided most of us with a fantastic winter. But don't forget - it's a pig's world too.

As appeared on Freezer Magazine 22 - 1999

Mon Sahara

Ouarzazat (door of the desert) to Merzouga, Morocco
by: f.m.perier


DUNE
La sala dell'ostello pare improvvisamente essere quella notte il posto dove le cose passano, dove, forse, si lasciano passare... e lasciar passare, e rimanere... I due giovani sahraoui ballano, le braccia protese, una castagnetta in di metallo in ogni mano, nel tripudio delle derbouka, lo strimpellare secco della chitarra, le pupille figlie del firmamento, fisse e fiere, la pelle tesa come quelle dei loro strumenti. I loro lunghi abiti bianchi si ergono e si rompono, si voltano. I corpi e i suoni soffrono insieme mentre la loro anima e i loro sensi soffiano e cominciano a vedere la luce. Ostello della stella, stella dell'ostello, uno veglia sotto l'altra, I'altra vegliando su di lui, e luna tra i due, oppure luna quaggiù intorno ai quattro muri. Camminando su quella sabbia, si è già lassù. Ogni granello dell'arena in cui non c'è vittima, che sublima, che sè desiderando l'estinzione, risiedendo deserto, evoca un astro. Camminando su quella sabbia, si cammina su braci e sotto braci d'oro. Come un serpente incantato, qui nel silenzio, si cammina, si danza. Mektub. E’ scritto sulla sabbia, è grido nelle stelle, subito cancellato dal vento, dal levante. Il giorno, I'azzurro del cielo e del popolo nomade. La notte nera dell' inchiostro con l'oro del silenzio per leggerci l'Azzardo incendiato negli astri a occhio nudo. Il giorno rischiara tutto, ma la notte illumina. Nell'ombra della terra, I'universo si rivela, il tacere solitario è scuro ma solare, laddove il verbo si avvera è il sogno. La notte permette di vedere più lontano. Come il veggente volta il suo occhio verso le sue tenebre, essendo la loro redenzione, tale una madre, la Terra nella sua orbita gira, e ci tuffa nella notte baciando le nostre palpebre e la nostra fronte, chiude i nostri occhi e ci apre i nostri cieli, gli antichi oceani, tutti suoi. Così il sahara, no man o nomad's land, è anche il mad's land del senza e dell'essenza. Nell'assenza di tutto sta tutta la presenza. Insieme fondo e tetto del mondo.

CAMMELLI NELLA TEMPESTA
Talvolta, lo scirocco si mette a tirare. Allora non sei più sicuro di niente. Solo i dromedari possono star fuori giorni e giorni ma sembra che anche loro siano sul punto di scomparire, cancellati dallo schermo dell'illusione che nel deserto non può resistere troppo a lungo a meno che non si trasformi in pazzia completa, se ti aggrappi a quello che vuole volar via col vento.

SEDIA ROVESCIATA

La tua mente, continuamente assillata come una fortezza fragile comincia a dimenticare, a perdere i punti di riferimento. Il deserto è assoluto, ma tu ti metti a relativizzare. Non sei più quello, e speri di non esserlo mai più. Mai più seduto ad insegnare qualcosa o ad imparare qualcosa. All'epoca, ero professore in un paesello dell'Ardèche. Era una settimana prima delle vacanze, a febbraio. Un sabato sera, ho sentito la chiamata del deserto, perchè nulla chiama più forte del silenzio, nulla attrae più del vuoto, e ti rapiscono a migliaia di chilometri, ovunque tu sia. E sono partito. Ho riempito appena un quarto dello zaino, sono sceso alla città più vicina e sono andato direttamente nel deserto marocchino, dopo l'Atlas, dopo Erfoud alle dune di Merzouga. Molto più tardi mostrando questa foto a mio fratello, mi ha fatto notare che questa era la mia sedia di professore, abbandonata, rovesciata. Gli uomini camminano e le montagne stanno ferme. E' falso. Nel deserto ancora di più: la mattina esci dall'ostello e non riconosci più Io scenario: le dune si sono mosse, trasformate, e finalmente ti rendi conto che l'unica cosa che non cambia è il sole che è come un occhio sorridente o spietato che lascia tutto nascere, crescere e morire aspettando che finalmente questo tutto alzi gli occhi per davvero e capisca e non stacchi più gli occhi di lui, attraverso il vento, attraverso le nuvole, attraverso la notte e anche attraverso la pioggia che cade qualche volta. Quel che fa la bellezza dei deserto e L'armonia. Non c'è un sospetto di volgarità, di troppo, di spostato, ma purtroppo la gente che ci viene ne porta spesso tanto...che non rimane un secondo dopo la sua partenza. Ci sono i tuareg che camminano sulla sabbia come su un oceano e come i marinai scrutano le stelle per trovare ia via, e questa via è iscritta nei tappeti senza età. Popolo del cielo tra sabbia e stelle, sospeso tra la terra e il sole sui dromedari, popolo del cielo perchè ha il tempo, e chi ha il tempo, il tempo non lo ha, o si becca solo il corpo come la vecchia pelle di un serpente che se ne va ridendo. C'è il colore delle sabbia che tinge tutto di una polvere tra l'oro e cenere e che fa sembrare tutto più vivo, più prezioso, più segreto, insieme morto, resuscitato ed eterno.

As appeared on Freezer Magazine 23 - 1999

Pennywise Jim Lindberg interview

Bologna 2 sept 1999, Warped Tour,
by: Rita Comi

Ormai non ci speravo più di intervistare Jim dei Pennywise. Proprio
l'unica volta che mi annoto addirittura le domand, lui non si va ad ammalare? Ho dovuto usare tutta la mia capacità di persuasione per convincere Fletcher che, sì era simpatico, ma io volevo parlare a Jim delle cose che aveva scritto e mica potevo chiederle a qualcun altro! Dopo aver reso questo evidente con il chitarrista (chiunque abbia visto le dimensioni di Fletcher mi dirà della pazza ad aver detto una cosa così a quella montagna..) va dentro al bus e chiede al diretto interessato se ce la fa. Me ne stavo per andare quando torna e dice che non c'è problema si può fare. Olé. Infondo non è tanto malato, o per lo meno regge benissimo, dimostrando quanto cazzo ci creda nelle sue idee.


Nella tua biografia in Pennywisdom sostieni che la maggior parte delle religioni "sono state create da menti primitive e non evolute come modo per rispondere alle domande sul perché l’uomo esiste, e come mezzo di soggiogamento delle masse attraverso la paura e la colpa" questa affermazione può risultare abbastanza controversa..


j: quello che penso guardando tutti questi tipi di religione, come il cattolicesimo, il buddismo, l’ebraismo, l’islamismo, è che descrivono la stessa cosa: cercano di mettere ordine nell’universo e tutte credono in un dio; è soltanto perché siamo cresciuti i posti differenti che abbiamo visioni diverse del mondo, però sono sostanzialmente simili: usiamo nomi diversi per gli stessi elementi in questione. Penso che tutte le persone siano state create allo stesso modo e che debbano avere gli stessi diritti ed è assurdo combattere l’uno contro l’altro su questioni su cui non abbiamo nessuna certezza.

r: però l’impressione che ho è che tu parlassi più del risultato storico delle religione che delle religioni come filosofia.

j: infatti penso che vi sia grande conoscenza nei testi sacri come la Bibbia, Il Corano. Ho studiato molto approfonditamente il testo principale del buddismo e vi ho trovato buoni insegnamenti; ma nella loro storia le religioni hanno anche generato molta violenza che non avrebbero dovuto creare. Con il nuovo millenio che incombe penso sia tempo per ognuno di noi di mettere da parte le paure e l’odio e eliminare le separazioni derivate dalla razza, dalla religione, dalla diversità in generale e cercare di realizzare l’idea di pace su scala globale. La nostra generazione sembra essere disillusa da tutto e non credere più in nulla e allo stesso tempo sta ereditando questo modo sconnesso. Penso sia il momento di fare qualcosa. Chiunque può avere la sua religione, il suo dio, ma non si dovrebbe mai arrivare al punto di combattere per queste questioni: se io ti do il diritto di credere in Gesù o in Maometto e chi altro, tu mi devi dare il diritto di non credere. Se non c’è nessuna possibilità di cambiare il modo in cui la gente si rapporta a questo argomento ci ritroveremo sempre nella situazione in cui siamo da quando l’uomo è in giro.

r: tu parli spesso di utopie in termini di scopo da raggiungere...

j: esatto, un obiettivo che magari non si realizzerà mai completamente ma che bisogna porsi come limite; se ogni società non si porrà come scopo quello di rendere il mondo un posto migliore le cose potranno solo peggiorare. Guarda cosa succede in Usa: ragazzi che vanno a scuola per sparare ai compagni, gruppi d’odio su internet che si stanno ingrandendo e che attaccano bambini nelle scuole solo perché ebrei, persone che si odiano perché di colore diverso; io non posso andare in un quartiere ad un miglio da casa mia perché lì i neri sparano ai bianchi. E’ chiaro che bisogna portare la gente a discutere di questi argomenti, sennò andrà sempre peggio.

r: tu dici che bisognerebbe far discutere l’intera società su questi temi, ma come pensi sia possibile?

j: non è una cosa facile perché si sono creati molti muri fra di noi.. la mia idea... ti faccio un esempio: guarda il comunismo; è stato iniziato da una persona, Karl Marx, che aveva idee molto ispirate su come il mondo dovesse essere; queste idee, sono partite da una persona sola e ne hanno influenzato milioni. Ora, Marx era una persona come anch’io sono una persona che va su un palco e, rivolgendosi alla gente che viene a vedere il concerto, spera di dare qualche cosa su cui riflettere. Faccio poi la stessa cosa in Germania, in Usa e così via e alla fine parlo a molta gente. E se riesco a comunicare il mio messaggio nel modo giusto, senza alienare troppe persone in questo processo, penso che dei cambiamenti si possono fare. Quello che la nostra generazione non capisce è il potere che abbiamo, in ogni paese.

r: intendi come persona in un gruppo musicale o come individuo più in generale?

j: no, proprio come generazione.

r: davvero lo credi?


j: sì, sottovalutiamo il potere che abbiamo; guarda la BBC, la CNN, ogni giorno notizie negative, finché arrivi al punto in cui non ti sorprendi più, né per le sparatorie nelle scuole, né per i combattimenti a Timor-Est, tutta agitazione politica causata dallo scontro di ideologie contrapposte.

r: la mia idea è che tutti questi scontri non siano un prodotto diretto delle ideologie: se le si analizza attentamente si scopre che esse nascono dal tentativo di dare risposta alla domanda fondamentale: cos'è giusto, cos'è sbagliato, cos'è vero e cos'è falso. Penso invece che questi scontri siano più legati ad una situazione di caos totale in cui l'ideologia è solo una scusa per catalizzare l'aggressività repressa delle persone, la loro spinta a voler fare qualcosa.

j: esatto, solo che il fare qualcosa di questi movimenti è imporre la loro ideologia alle altre persone. Bisogna avere compassione, comprensione del fatto che tutti hanno il loro credo e non sia possibile forzare altri ad abbracciare il proprio. Negli USA c'è chi prende posizione su ogni cosa e prova ad esportare le sue convinzioni in molti altri paesi. In molti altri stati del mondo, la gente VOTA per ogni mozione invece di avere una sola persona che decide per tutti.

r: pensa un pò che in Italia si tenta di fare il processo inverso: guardano all'Usa come ad un esempio da seguire e tentano di importare anche la repubblica presidenziale.

j: però in ogni ideologia ci sono elementi positivi e negativi ed è ora che nasca una nuova scuola di pensiero politico che prenda gli elementi migliori di tutte le scuole come il comunismo, il capitalismo, la democrazie e le utilizzi per farne una cosa nuova. Questo dovremmo fare: una costituzione mondiale in cui si garantiscano i diritti dell'uomo, fra cui la libertà di stampa; in alcuni paesi del mondo non puoi dissentire pubblicamente dal governo senza finire in un campo di lavoro.

r: nei paesi occidentali è più subdolo: o ti censurano direttamente o ti isolano.

j: già è per questo che se un crede nei diritti dell'uomo bisogna realizzare anche la libertà di stampa in tutto il mondo: la censura è una forma di controllo da parte del governo, che in questo modo riesce a limitare la libertà dell'individuo. Sono convinto che tutti questi argomenti stiano interessando sempre + persone. Io ora sono padre, ho 2 bambine piccole e voglio far qualcosa, almeno dal punto di vista politico, perché lo stato delle cose cambi, portando alcune fra tutte le persone che ascoltano la mia musica a riflettere e magari ad agire in prima persona. Pensa al Kosovo: tutti credevamo che certe cose fossero finite con la seconda guerra mondiale e invece ci sbagliavamo.

r: durante la guerra in Kosovo alcuni telegiornali si aprivano dicendo "siamo nel 19° giorno di guerra" e vedevi tutti questi profughi affamati e tu eri nella tua bella casa davanti al televisore...

j: sì però noi viviamo altri tipi di guerre: quella della droga, della povertà e così via.

r: in "words from the wise" (una serie di note scritte da Jim durante la lettura di alcuni libri) descrivi il tuo politico ideale come un mediatore tra le parti che ha come unico interesse il benessere di tutta la società: pensi che ci sia sulla scena politica internazionale un uomo o una donna con queste caratteristiche?

j: io spero che ci sia. Il problema degli USA è che probabilmente Bill Clinton ha molte buone idee riguardo a ciò che sta accadendo nel mio paese ma tutti sono molto +interessati alla sua vita privata che hai problemi del paese. Così si finisce per spendere migliaia e migliaia di dollari per indagare la sua vita sessuale che per investirli in altri progetti ben più utili. Quello che ho visto accadere in Usa, ma anche a Londra, è che se uno riveste un ruolo politico diventa anche una celebrità e poi spreca tutto il suo tempo per mantenere la carica, come se vendesse l'anima a tutti quei gruppi di interesse.. in Usa ci sono troppe armi in giro e nessuno si sente più sicuro ma senbra che Monica Lewinsky sia molto più importante.

r: penso che il problema delle armi in USA difficilmente sia risolvibile, la lobby dei produttori d'armi è troppo influente.

j: ma ci sono anche altri problemi interni alla città, oppure tutte quelle cosiddette tasse per le risorse che paghiamo che andranno solo a finanziare la costruzione di armi nucleari o a mantenere le tecnologie della Navy o dell'Army superiori. Sono in quella situazione in cui non sono contento di trovarmici e devo decidere se subirla o fare qualcosa per cambiarla. Io spero che ci siano in giro molte persone stanche di tutto questo ed è per questo che continuo a ripetere che non capiamo il potere che abbiamo. Possiamo scegliere: stare qui a guardare la tv o agire, come accadde negli anni '60. E non mi riferisco alla storia "peace, love.." r: parli ovviamente dei movimenti del '68. Però erano proprio le ideologie a muovere questa massa enorme di studenti... j: però poi le droghe hanno fatto esplodere il movimento... r: però loro credevano davvero in qualche cosa, ora no. j: bisogna credere nella pace. Ognuno deve provarci.. forse non è molto cool essere in una punk band , perchè generalmente si pensa alla musica punk come aggressiva, sarcastica, volgare e forse non è popolare parlare di certi argomenti ma a me non interessa. L'importante è che ci sia chi si preoccupi di far parlare di queste cose.

r: è proprio per questo che volevo intervistarti, non volevo parlare delle solite cose.

j: sì cose come la moda o le canzoni che abbiamo fatto questa sera..

r: io volevo anche che tu parlassi della tua utopia sotto l'aspetto economico, un misto di pubblico e privato..

j: esatto, è quello a cui mi riferivo prima mentre parlavo del prendere le idee migliori da ogni sistema e farle funzionare assieme; lo scopo è quello di migliorare il livello dei lavoratori poveri e dargli di più; nel mio paese è una "dog eat dog situation", in cui i poveri combattono gli ancora più poveri per avere di più. C'è bisogno di meno separazione fra le classi e bisognerebbe innalzare il tenore di vita della classe lavoratrice, obbligando i più ricchi a pagare più tasse per questo. Tutti devo avere il diritto ad una istruzione, ad una pensione, a cibo e vestiti in caso di necessità: questa è cooperazione. Deve esserci la possibilità di andare in un negozio e comprare tutto ciò di cui si necessita per la sopravvivenza; se qualcuno invece lo desidera, e lavora molto duramente, può comprare qualcosa di più bello, come una casa più confortevole o una macchina più bella. Ma il livello dei poveri DEVE essere alzato, in modo che tutti abbiano una base di sostentamento. In USA non esiste questa possibilità: gente povera dà alla luce altra gente povera, aumentando così il numero della popolazione indigente.

r: ma alcuni economisti sostengono che nel sistema capitalistico la povertà sia un fattore necessario.

j: dici che deve essere così?

r: no, ma penso che ci sia differenza fra come le cose dovrebbero essere e come invece possano essere concretamente cambiate. Non vedo quanto potrebbe durare un governo che imponesse ai ricchi, attraverso le tasse, di dare più soldi per i poveri.

j: non si tratta di soldi, ma di opportunità!

r: che si creano con i soldi o fondi, che dir si voglia.

j: sì, ma nel mio paese c'è gente che diventa davvero molto ricca, fino a controllare l'80% delle ricchezze del paese... la maggior parte di questi soldi dovrebbe essere investita in programmi socialmente utili; nella coopeazione chi è più ricco deve pagare più tasse.

r: quindi primo passo per un governo che volesse muoversi verso un cambiamente dovrebbe essere quello di applicare una tassazione più equa.

j: e un altro aspetto molto importante sono i fondi stanziati per la difesa: parlo di milioni di dollari! E' un circolo vizioso: perchè pensi che abbiamo bisogno di investire tutti quei soldi nella difesa: per difendere l'ideologia usana che abbiamo esportato in tutto il mondo.

r: qui da noi il vostro esercito fa quel che vuole... pensa alla strage di Cavalese: i piloti non sono stati incriminati, però per farci star zitti il governo americano ha barattato il tutto con l'estradizione di Silvia Baraldini.

j: il governo americano fa baratti di questo genere in tutto il mondo: è stato shoccante leggere di quell'incidente, ovvio che non importa di che nazionalità tu sia, era evidente che avessero fatto una cazzata. E non hanno pagato per questo. Il potere e i soldi prendono il posto della giustizia; se tu hai soldi puoi fare qualsiasi cosa: pensa ad O.J.Simpson!

r: comunque penso che l'aspetto più importante della tua utopia sia quella di dare a tutti una buona educazione, in modo da dare la possibilità di scegliere.

j: è proprio di questo che hanno paura: che la gente acquisisca una coscienza ed una cultura.

r: penso sia la paura di ogni governo.

j: è per questo che tocca a noi cambiare le cose.

r:"it's up to you"

j: ognuno deve fare la sua parte. Se tu sei in una band come me e puoi fare queste cose, come sostenere la causa in cui credi nella tua comunità, altri possono farlo nel proprio paese.

r: ultima cosa: come mai nei "turns off" della tua biografia dici che non ti piacciono gli Anthrax?

j: gli Anthrax?? Nooo, non la band, il composto chimico, quello che usa l'esercito per uccidere. Aveva la lettera maiuscola? Devo farlo cambiare. Li conosco, sono tipi simpatici, spero che non si incazzino!

r: toglimi una curiosità: dopo tutto quello che mi hai detto, come mai avete suonato nel warped?

j: questa è l'ultima volta che suoniamo in un concerto come questo: quando suoni in questi festival non riesci mai a controllare quanto i ragazzi paghino da bere, da mangiare o anche le magliette, quindi questa è l'ultima volta. Anche noi stiamo imparando!

As appeared on Freezer Magazine 23 - 1999

Skateboarding



As introduced by Freezer magazine in 1998. Flash design by Nicola Portacci

1.02.1998

Narvik

Narvik: checkin' out the north pole..
text by Anders Hagman

Arrivo con i miei genitori a Narvik su una barca di lusso entrando nel fiordo da sud della Norvegia. E' un tardo soleggiato pomeriggio, la maggior parte dei passeggeri sono sul ponte a vedere la cittadina avvicinarsi. Dio... sembra così piccola sotto quelle immense montagne che la circondano. Il sole tramonta come al solito e tutta la neve diventa dorata. Nel porto ad accoglierci alcuni indigeni, ma naturalmente nessuno di noi li conosce. Qualcun'altro tra noi invece si. Qualcun'altro sembra sempre conoscerli. Il fatto di essere americano non é male, la gente ha sempre qualche "waz up" o un "how ya doin", ma ora mi sento completamente alienato dagli altri del nostro gruppo. Voglio essere come la gente che ci accoglie: a loro agio e silenziosi, sorridenti, ed avere la confidenza di sapere di essere perfettamente a casa, proprio in questo momento. Passiamo la notte in un piccolo hotel, con vista. Il mio sonno é ricco di sogni di bellezza in differenti forme, ma tutte con una cosa in comune: un color dorato. Sono svegliato dal suono di un grosso motore diesel che sta lasciando il porto, la nave carica di ferro grezzo é diretta nella rurh nella Germania avvelenata. Scommetto che ogni singolo grano vuole essere perso per strada. Mentre i miei vanno a farsi un giro verso una ski-resort chiamata Riksgransen, io rimango con l'intenzione di camminare per il villaggio. Mangio una colazione da campioni, latte e cornflakes, sandwich con formaggio di capra e grandi quantità di thè. Cammino in salita tutto il tempo, e l'unica cosa che mi separa dal cielo é un muro di neve. Questo é Narvik: acqua, villaggio, neve, cielo - e tutto così ravvicinato che sembra mescolarsi. Poi successivamente ho imparato: quando stai in cima ad una montagna ti sembra di poter attraversare la città e atterrare in acqua con un solo salto. Tanto sono ripide le colline soprastanti. Come stavo a guardare le alture, e il mio collo iniziava a voler tornare ad abbassare la testa in una posizione più regolare, proprio allora noto una stazione della funicolare sulla mia sinistra. Sembra essere un impianto di risalita. La mia curiosità mi ha portato qui, ma non poteva anticiparmi cosa avrei trovato di lì a poco: una cabina di una ovovia che ondeggiava lentamente con un cigolio da un lato all'altro. Una ragazza dentro é seduta con lo sguardo rivolto alle montagne, proprio come ero messo io qualche momento fa. E' solo poco più in là, e deve aver sentito i miei passi sulla ghiaia, perché si volta improvvisamente verso di me. Come si gira i suoi capelli biondi riflettono una forte luce gialla per una frazione di secondo, e come se mi aspettasse, fa subito "hej". Immagino di essere sembrato un poco confuso mentre camminavo e mi sedevo vicino a lei. "Squirk-squirk. Squirk-squirk" l'ovetto continua a dire. Ci presentiamo brevemente, a nessuno di noi sembra importare molto di quello che si é appena detto. "Ho guardato nello specchio ogni giorno per vent'anni, ed é sempre la stessa faccia" lei mi spiega la sua età. Ognuno di questi giorni, come la maggior parte delle persone in Narvik, lei vede quella bellezza naturale che tutti sembrano possedere, penso senza dire. "Sto aspettando che l'inverno ritorni" risponde alla domanda su cosa stesse facendo sull'ovovia in un soleggiato giorno di primavera "Mi piace molto, molto sciare" dice. "Ma.." comincio io "..é così bello qui di primavera! Come fai a pensare allo sci?", "se vedi il quadro generale sembra sempre bello. Pianeti, vite.. ma da vicino é tutto sporco e di pietra: e giorno dopo giorno, la vita é un duro lavoro, ti stanchi, perdi il modello. Allora io devo andare a sciare.." la montagna deve essere molto buona per sciare, penso. Ma il nostro breve incontro non finisce qui. Invece lei mi porta in giro per la cittadina e i dintorni, tutti i suoi posti preferiti, o "i miei punti di vista della vita" come li chiama lei. Ad un certo punto si ferma e mi guarda " Baciami due volte, sono schizofrenica" dice. E dopo che ubbidisco punta un dito verso l'oceano e fa "In autunno, puoi vedere le balene incontrarsi là" E' metà maggio, ma l'inverno é andato via da poco come puoi vedere dai rigagnoli che scendon da ogni collina, acqua che tu con difficoltà vedi, ma che sempre senti. Come un saggio disse: "Le migliori e più belle cose al mondo non si vedono, ne si toccano.. si sentono nel cuore" e, oh! Se la sentivo nel mio cuore. La barca partiva la mattina dopo. Quella mattina sono rimasto. E mi sentivo perfettamente a casa.

As appeared on Freezer Magazine 17 - 1998

Alieno

Se almeno tu fossi un alieno
by Andrea Spreafico

Quante volte mi sono trovato innanzi fin dalla mia tenera infanzia a qualcosa di inconcepibilmente arcano, che nel mio animo mi ha spinto a cercare più a fondo nel percorso stesso della vita che avevo deciso di tracciare nel mio futuro prossimo? Quante volte mi sono trovato solo, solo fra troppa gente, e ciò che c'era di più strano nella mia mente è emerso per sfidare il mio equilibrio psichico nel più sottile e sfibrante degli agoni? Quanti soldi ho lentamente accumulato per vederli svanire in un attimo, alla ricerca di un piacere ed una soddisfazione così mutevoli e cangianti che so che mai saprò nemmeno racchiudere nei limiti di una definizione? Quante ricchezze, anche fisiche ed emotive ho speso alla ricerca di una soddisfazione egoista che mai potrà pervadermi completamente?
La mia mente ostinata cerca nel corso degli attimi una luce sfuggevole; il concetto stesso di impossibile rifugge il mio intimo credo! Nulla vi è che non possa io capire o cambiare!
Non ti sto parlando, amico, di ciò che tu cerchi. Non sto accennando a ciò che tu, stolto, credi di aver appreso coll'esperienza.
Non mi puoi vedere perché semplicemente non esisto per te. Non puoi capirmi perché mi sviluppo al di là di ciò che ti ostini a chiamare logica. Non puoi raggiungermi perché hai distrutto la strada che avevo tracciato per te , senza prima nemmeno tentare di percorrerla . Non puoi arrenderti perché la tua mente ne morirebbe. Non puoi smettere di cercare risposte adeguate alle domande che ho lasciato crescere in te. IO mi sono creato, ma non ho saputo plasmarti e questo è stato il peggiore dei tuoi errori.
La labile linea della mia partenza: confine di ciò in cui credi, fine di ciò in cui credi.
IO sono ciò che tu hai sempre desiderato essere. IO sono ciò che tu non potrai mai capire. IO semplicemente esisto nel significato più intimo dell'essere. IO sono lo sviluppo delle capacità fisiche, opportunamente ed inscindibilmente legato all'esasperazione di quelle psichiche. La mia volontà distrugge qualsiasi barriera tra me e ciò che va oltre alla perfezione del creabile.
Non azzardarti a cercare di capire ciò che un semplice diaframma composto dai segni che sempre hai creduto di poter interpretare ti cela: studia, metti in pratica e migliora te stesso. Solo allora capirai che dalla tensione dello scontro, dalla rivalità portata al suo massimo ed intimo grado, dal confronto leale tra l'eccellenza nasce l'agognato miglioramento. Solo allora capirai che IO sono l'essenza stessa . IO sono l'intimo essere dell'Hip-Hop; sono lo studio mutato in esperienza e stile, che genera il rispetto di chi solo può capirmi e tentare di valutarmi: null'altro sono se non ciò che di più desiderabile ci si possa augurare esista .
Su una scala immaginaria tu resti sulla superficie del primo gradino, mentre IO creo ed aggiungo pioli alzando il livello e restando semplicemente irraggiungibile!
Se almeno tu fossi un alieno ...

As appeared on Freezer Magazine 19 - 1998

Zurigo Love Parade 1998

by Francesco Giuffrida

Come si dice in questi casi....back to the basics, ossia la techno.
La parola "techno" nel senso compiuto del termine viene forgiata nel 1987, anche se le radici del movimento sono ben piu' lontane (ma qualcuno di voi che fa finta di fare il giovane, si si tu con la maglia blu e il cappellino, te lo ricordi Giorgio Moroder, Cerrone etc etc?) Chi di voi non ha sudato con "Pump up the volume?"... e le tracks di 808 State?
In realta' la storia e' piu' spessa di quello che comunemente si sa': e' la musica elettronica, ma non come espressione di cultura pallosa ma FEEL GOOD! ENJOY! HAVE A NICE DAY! Da citare il primo esperimento documentato di "TechnoBox: il "dinafono" (1800 circa), primo strumento elettronico (leggi sintetizzatore a molla, nei modelli con optional a vapore). La techno si e' evoluta, passando dall' immagine di "Musica di quelli che hanno la vespa con le frange" alla DANCE come MOVIMENTO CULTURALE, una tendenza che oramai diffusa da bambini a pensionati. DANCE e' la parola chiave, musica per ballare e sballare.
Ecstasy e Acido i mezzi che hanno cambiato sia il modo di fruire che il modo di fare la Dance....ma questa sara' un altra puntata, dicevo da ricordare alle radici del movimento dischi come quelli dei Kraftwerk (Autobann, Computer Welt, Radioactiviry) e Donna Summer (I feel love e altre tracks decine di volte remixate dell'ultimo anno).

L'8-8-98 a Zurigo 100.000 persone hanno ballato per le strade e nei clubs dalle 2 del pome alla mattina dopo. Carl Graig, Goldie, DJ Krush, Tyree Cooper, Farfa, Paul Cooper Jose Padilla, Carl CoX e altri 200 DJ hanno fatto girare i dischi dal pome sui camion e poi nei raves in giro per la Citta.

As appeared on Freezer Magazine 10 - 1996

1.01.1998

Nebbia al Plan de Corones

by Klapfol, Ponsch, Georg

Abbiamo incontrato Rokma, Deborah e Koki al nostro ristorante nuovo che simila il bar del Star Trek. Dopo aver girato un po’, abbiamo dovuto aspettare Deborah che aveva provato per la prima volta andare in snowboard. Noi intanto ci siamo seduti in un posticino al sole e abbiamo cominciato ad aspettare. Koki intanto si allenava a fare una storiella e se la metteva ridendo dentro la sua maschera. Quando Rokma e Deborah ci hanno raggiunto il mondo ha cambiato e persino gli sciatori ci hanno piaciuti, Koki era impegnato ad imparare il tedesco e dopo aver capito cosa é un Kidderfigger la nebbia ci ha raggiunto di nuovo, mentre abbiamo fatto dei salti. Qua Deborah si allenava coi rulli e il mondo diventava sempre più strano.. Rokma ci raccontava delle barzellette, ma abbiamo capito più un cazzo; allora siamo andati al bar a bere qualcosina e infine siamo scesi a valle, dove c’era di nuovo tanta nebbia..???! Per ora é tutto e vogliamo salutare tutti che leggono Freezer, tutti i Kidderfigger e tutte le ragazze che sono soli. Ciao e divertitevi!!!

As appeared on Freezer Magazine 17 - 1998

Malaria

by Emi Mazzoni

A Sri Lanka non c’è la malaria! Ho la febbre alta che da picchi di 42°C scende a 34-33°C e poi sale ancora. Le ghiandole inguinali sono grandi come delle noci, sono triste e depresso, ma la sicurezza che non ho la malaria mi da la forza per continuare. Per dare un senso alla mia giornata cerco di trovare un occupazione. Provo a dormire. Il mio letto é situato esattamente nell’ epicentro della zona più umida di tutta la baia, l’aria ne ha per i maroni di circolare. Qui le mosche hanno trovato un micro-clima che le porta a riprodursi ferocemente, il letto di Nik ne ospita migliaia. Opto per l’amaca. L’amaca è appesa a due alberi e dalle chiome che sembrano nuvoloni verdi iniziano a piovere centinaia di enormi formiche rosse. Torno a letto, mi mummifico completamente di vestiti che puzzano di rancido. Inizio a sudare violentemente e mi manca pure il respiro. Combattuto sul da farsi mi siedo sotto la veranda e cerco di fare di una partita che si sta svolgendo sulla spiaggia, tra i figli dei pescatori, una ragione della mia vita. Mi addormento sulla sedia, Sogno di essere uno dei meschini personaggi di Dostoevskij, uno di quegli uomini esclusi dal consorzio sociale e ripiegati su se stessi. Da zero a cento sono un pestilente in punto di morte trascinato per la promenade da due monatti. D’improvviso delle forti urla mi svegliano. I bambini che giocavano a cricket sono corsi a vedere cosa sta succedendo. Appena sveglio, più che me stesso, mi sento un emarginato pestilente. Ciò nonostante mi dirigo nel luogo di provenienza delle urla. Ci sono tutti: Mama, Papa, Nilanti, Lalla, Ianita ed Agit. Gli abitanti del villaggio si sono disposti in cerchio all’interno del quale un omerico vecchio pazzo mena le mani a moglie e figlie. Sembra che tiri delle blasfeme madonne in singalese. Io che sto vivendo il trippi trik più assurdo della mia vita, chiamo da parte Papa e gli domando: "Papa, Papa what’s happening ?" Lui mi risponde con aria tra il solenne e l’intellettuale: "Too many sick, too many hospital !" Al che il mio viaggio psichedelico assume caratteri fortemente trascendentali. Ritorno in me stesso, la sentenza di Papa non è sufficiente, decido di approfondire le indagini. Mi rivolgo così al pescatore, che e portavoce di famiglia, Agit. "What’s wrong Agit?" "Too many sick, too many medicine, malaria, sometimes crazy !"Malaria ? Ha proprio detto malaria? Intanto nel mio cervello iniziano canti di fanciulli il cui tema centrale è appunto la malaria. Rabbrividisco al pensiero che il mio vicino di casa sia malarico.Rassegnato all’idea attendo il ritorno dei miei amici dalla surf session pomeridiana. A Riki che si dimostra il più disponibile ed il più materno chiedo: "Riki, ascolta, ho la malaria, potresti andare alla “farmacia” del villaggio a vedere se hanno qualcosa per me?" Riki, schiavo del coprifuoco che coincide con il tramonto, parte come un razzo guidato da Raslim ed il suo tuc-tuc. Dopo circa mezzora torna con un cartoccio di carta da giornale contenente un pugno di simil zigulì al limone. Titubante mi informo sull’ efficaci del farmaco. Lo guardo poi lo annuso cercando di distinguere un odore che avrei potuto catalogare come clorochina. Impossibile! Fiducioso mi informo sulla posologia. Davide che sembra essere un esperto in materia mi consiglia di ingerirne 3-4 ogni 3 ore a stomaco vuoto. Prima di andare a letto, sempre Davide, mi obbliga ad accendere un cilum e mi dice che non può fa’ altro chebbène! Dormo sogni beati, sogno di essere un medico in prima linea, curo lebbrosi ed affetti da ebola, sono soddisfatto della mia missione. Come tutte le albe Nik mi tira in faccia i suoi tappi per orecchie, creati da pezzetti di cartigenica masticata, così svegliandomi. Mi sento un leone, sento di non avere più la febbre, le zigulì devono aver fatto effetto. Sono sano, è ora di andare in acqua!

As appeared on Freezer Magazine 17 - 1998

Munster

munster monster fucking mastership
by Cembro

Secondo il mio modesto parere, più un viaggio è breve e fulmineo, più è facile che diventi una di quelle esperienze che si ricordano per tutta la vita. Una di queste è sicuramente il viaggio che ho fatto assieme a Savigno, Luca, Bazza, Taddo, Casto e Alessio per andare a vederci i mondiali di skateboard (!) a Munster, che in caso non lo sapeste è molto a nord della Germania, diciamo circa 23 ore di macchina(diosanto come abbiamo fatto a metterci così tanto), 12 litri e mezzo di caffè e 2 soste di qualche ora ciascuna di sonno. Partiamo il giovedi sera dopo aver riempito le macchine di cambi e vestiti, che rigorosamente sono rimasti nei loro rispettivi zaini. Passiamo l'Austria, e al confine con la Germania incontriamo Squit e gli altri di Firenze che se vanno anche loro a Munster. Deciso all'unanimità di seguire i fiorentini per il resto della strada, non solo li perdiamo dopo il primo bivio, ma perdiamo anche la Taddo-mobile, che aveva preso un'altra diramazione; dopo una retro di 100 metri in autostrada e 2 anni di vita in meno si ritorna sulla retta via. COSE DA NON COMPRARE NEGLI AUTOGRILL IN GERMANIA: banane - panini al salame (attenti: non è salame!) - caffè - kinder bueno (sono duplo!) -COSE DA COMPRARE NEGLI AUTOGRILL IN GERMANIA: birraArriviamo a Munster verso le cinque di pomeriggio di venerdì, mangiamo una pizza fritta veloce, dedichiamo due ore a digerirla e finalmente arriviamo davanti alla famosa hall, dove una massa informe di skaters si aggirava senza pretese (?): l'ingresso è rimandato al giorno dopo, dato che il prezzo (circa 20mila lire) si rivela eccessivo per 1 sola ora di Ammirazione-dei-Pro. Scopriamo che esiste uno skatepark poco lontano dalla hall, lo Skaters Palace, che si è rivelato un piccolo paradiso di legno e masonite, il tutto costruito dall'importatore più scaltro, intelligente, furbo e tirchio di tutta quanta la Germania (Titus). Mentre entro urto un tipo mingherlino, bassino e con i capelli rasati, che dopo una breve occhiata scopro essere Chris Senn, che era stato lì a skateare. Decidiamo di entrare. Dopo aver realizzato che l'uso dello skatepark era diviso in fascie orarie (4) e per ognuna si pagavano circa 8 marchi (7mila circa) siamo costretti ad uscire. In macchina ci aspettava una cassa di birre tedesche, e vicino alla macchina un'altra macchina con due bionde, non birre ma ragazze, che poi perÚ si sono rivelate più ubriache e molto più golose di sangria di noi. La serata la passiamo a girare per Munster, a gustare le varie birre dei bar aperti fino a tarda notte per l'occasione, a vedere i tedeschi distruggere la loro città, a importunare le ragazze (ignare della nostra provvisoria natura di italiani all'estero), e a rovinare pietosamente in un parcheggio semi-deserto, che sarebbe stato il nostro spiazzetto per la notte, dato che non piacevamo particolarmente ai proprietari dei 3 alberghi in cui abbiamo provato ad entrare. Ci svegliamo la mattina presto, vuoi per l'umidità che ci aveva bagnato le ossa, vuoi per lo stereo rimasto acceso tutta la notte... Mini-colazione e poi tutti alla hall che arriviamo lì presto e entriamo per primi e gliela mettiamo in culo a tutti quei crucchi! Niente di più sbagliato, verso le 8 e mezza c'erano già circa 300 persone a fare una buona fila di due ore. Dentro è un casino, gente accasciata che dorme, skate ovunque, negozi vari, stand che vendono polpettine fritte di pasta di quelle che ti fanno venire il cagotto, tantissime fighe, oltre ad uno skatepark a disposizione di tutti. 8 ore nella hall a urlare e usciamo cotti veramente. Torniamo a skateare allo Skaters Palace, ma le forze ci abbandonano e decidiamo di andare a mangiare, possibilmente in un ristorante italiano. Trovato, ci mettiamo a mangiare, e indovina chi viene a cena? Rodney Mullen, solo soletto, che leggeva un libro di filosofia o qualcosa di simile e mangiava spaghetti con le cozze. Impezzato regolarmente, ottenuta la sua firma e strettagli la mano ce ne andiamo soddisfatti, sia per quanto riguarda il nostro stomaco, sia per la favolosa cagata che ci siamo fatti tutti nel cesso più bello e futurista di Munster. La sera si ripete come la precedente, solo che questa volta i tedeschi sono molto più barbari e cattivi: rovesciano un container in strada, tirano giù tutte le reti di recinzione della zona, spaccano ogni bottiglia di vetro che vedono e, non contenti, danno fuoco a delle bici, richiamando 5 camionette dei pompieri e un gran numero di curiosi come noi. Macello! Dopo aver dormito di nuovo in macchina ci svegliamo rattrapiti. Arriviamo alla hall DAVVERO presto, e almeno stavolta... troviamo il doppio di persone del giorno prima. Decidiamo di fare un'azione sgamo passando da dietro e infiltrandoci. Non l'avessimo mai fatto: appena aperto il tendone dove facevano la perquisizione siamo stati investiti da una massa inferocita di buffali assassini che ci hanno schiacciato miseramente (beh, qualche spinta l'abbiamo data anche noi). Conquistata l'entrata, dopo l'inevitabile distruzione di un rene e due vertebre, conquistiamo una decina di posti a sedere e ci sbattiamo lì per tutto il resto della giornata. Premiazioni, cazzeggi vari ed è già ora di tornare a casa...Il viaggio di ritorno, come al solito, sembra passare meglio, anche se lunedì mattina quelli che lavorano hanno chiamato i rispettivi capi e gli hanno detto per oggi marameo vengo domani. Poi è finito tutto. Se ci siete stati mi avrete capito, se non ci siete ancora stati spero di avervi invogliato ad andare, e se non ci vorrete andare mai.... beh, peggio per voi.

IL CONTEST

Dunque, che dire del contest...le strutture erano le più ben fatte tra tutte quelle che ho visto in vita mia, complimenti a Dave Duncan. La gara di vert l'ho vista da lontano, ha vinto come al solito Tony Hawk. Altri che vedevo spaccare il culo erano Rune Glifberg, forse Bob Burnquist, non mi ricordo se c'era, poi Sluggo che ha fatto il backflip e ha vinto il best trick. La gara di street è qualcosa di speciale, è tutto diverso da come vedi nei video...Tra una run e l'altra partono di norma 5 skater che provano la loro session e nessuno gli dice niente, mi sembrava ci fosse poca organizzazione.... Comunque molti bei trick, anche innovativi: backside 540 indy di Moses Itkonen sul fun box, switch hardflip per salire il box alto di Donny Barley, kickflip backside tailslide di Stephan Giret sul box alto 1 metro (16 anni, è arrivato secondo davanti a Chris Senn), Mike Vallely sempre più incazzato con tutto e tutti. E' arrivato primo Brian Anderson, meritato (Backside smith sul boxxone!!). Il best trick lo ha vinto Chris Lambert, ollandosi la piramide gigante, infinita, mostruosa, cattivissima in backside 180 arrivando in flat. Nota di merito per Gianni Zattoni, che ha spaccato il culo anche se purtroppo non si e' qualificato. Rivelazione del contest è stato Rick McCrank, con una session infinita fuori gara piena zeppa di tricks allucinanti, vedrete sul prossimo 411 Europe (speriamo).

As appeared on Freezer Magazine 19 - 1998

Maratona d'insabbiamento

Sport molto duro e difficile soprattutto perche' richiede grande resistenza e forza di volonta'. La gara si compone di due parti:

1) E' necessario reperire una strage (in stazioni, aereoporti, metropolitane va benissimo), attentato (dinamitardo o con agguato fa lo stesso), uno stupro di massa, una tangente miliardaria, oppure un famoso politico mafioso. Questa prima fase e' in realta' molto facile, ma si ricorda che chi, invece che limitarsi a reperire la strage (et similia), la produce (di suo pugno o tramite sicari o anche con l'uso di servizi segreti) guadagna un forte punteggio aggiuntivo. E' necessario pero' che quanto reperito o prodotto sia anche corredato di numerosissime prove (documenti, telefonate, nastri, testimoni oculari) che indichino inequivocabilmente il colpevole.

2) A questo punto comincia la parte piu' divertente:
bisogna insabbiare tutte le prove al piu' presto e nel miglior modo possibile, quindi negare tutto, anche l'evidenza. La difficolta' consiste nel tener duro per venti o trent'anni, da qui l'attribuzione alla gara della denominazione "maratona".

E' necessario pero' seguire la procedura per ogni diversa tipologia di prova:

a) i documenti cartacei devono essere fatti divorare da voracissime tarme o resi illeggibili versandoci sopra di tutto accidentalmente (caffe', the, inchiosto, varichina, acido solforico);

b) i documenti su supporto magnetico (nastri, floppy disk) vanno smagnetizzati o cancellati accidentalmente

c) i testimoni oculari guarda un po' avranno un incidente mortale, che sfortuna.

Il punteggio si calcola in base alla tabella:
- insabbiamento di una prova di tipo A: 50 punti
- insabbiamento di una prova di tipo B: 100 punti
- insabbiamento di una prova di tipo C: 1000 punti
- produzione di strage: 10000 punti

I punti ottenuti vanno moltiplicati per gli anni di impunita' del delitto. (Il record del mondo della specialita' e' attualmente detenuto dal Glorioso G. il Gobbo, e sara' difficile batterlo!) Questo sport ed il Progetto Olimpiadi sono una pagina sportiva di WC.NET il giornale satirico su internet

As appeared on Freezer Magazine 18 - 1998

Losanna Swiss Riviera

Los Anna (a summer trip on the swiss riviera.)
by Marco Bruzzone

Ok. deciso! parto per los anna col sauda, la betta, il barone, la danj, il frati e i suoi dreds e la silvia con pitta con i suoi scleri.
Arrivati al campeggio, dopo un lungo e faticoso viaggio fatto di sudore, paranoie e tanta,tanta simpatia,veniamo ghettizzati dai guardiani del camping nella malfamata "area skaters italia", dove confluiscono tutti i peggio maniaci criminali della riviera. poco male !... infatti le nostre faccie sono perfettamente in armonia con le altre. la serata trascorre lieta all' insegna del buon umore e dell' aroma-terapia. il giorno seguente mi sveglio (...ancora in stato confusionale) e indosso la maschera del fotografo, che mi tolgo verso le 2 del pomeriggio per tornare a dormire ,ma non prima di incartarmi rovinosamente tornando al camping in skate, con la tecnica del piede freno. Tale tecnica (nella quale il sauda è campione) consiste nell’appoggiare la suola della scarpa piatta sul terreno con pressione graduale per frenare la corsa dello skate. L’abilità sta nel non superare mai la velocità critica.
Mi sveglio acciaccato verso le sei e vengo imbarcato in un matto barbecue dove mi deprimo e collasso sull’erba. Dopo mille peripezie arriviamo ad una festa in un luogo un po’ magico, la piramide, dove DJ e ballerini davano il meglio di se stessi in un mega anfiteatro con il lago come sfondo. Tralasciando i particolari della serata (due chiacchere con amici, giunge il giorno della finale del contest di Los Anna.
Molti sono i riders che citerei volentieri per doti, simpatia o buffe caratteristiche fisiche, ma uno è l’uomo che ci ha lasciato veramente qualcosa, uno solo è il nome che rimarrà per sempre impresso nella memoria di tutti noi: Los Anna quest’anno era Ethan Fowler. Nome che ho un po’ di timore a pronunciare, Ethan non prova il park se non in rari momenti di disattenzione degli spettatori, si veste con scarpe, pantaloni e maglia neri con qualche stellina capovolta qua e la, i suoi capelli neri come il guscio di una cozza gli conferiscono, in contrasto col pallore della sua pelle, un’aria un po’ cattivella, ma al tempo stesso simpatica. Ethan è sempre rimasto in disparte, non ha mai parlato, con nessuno, se non in rari casi in cui qualcuno dice di averlo visto rivolgersi al demonio ostentando simpatia per assicurarsi il secondo posto al contest, che guadagna dopo una finale dove chiude trick in modi stranissimi come se il suo corpo fosse il vestito troppo abbondante di qualcun altro. Ma chi? Chi è in realtà Ethan Fowler? Chi si nasconde sotto quel caschetto nero e quel dito medio smaltato di viola? Boh! A ciò nessuno sa per ora rispondere. Ma se pensate: Se la W si considera come una doppia lettera ossia come due lettere, il suo nome è formato da dodici lettere = sei x due lettere. Ora, sei è il numero del demonio, quindi Ethan come la curiosa doppia V che c’è nel suo nome, è un doppio demonio. Ora noi ci stiamo avvicinando all’anno 2000, il doppio millennio. La conclusione è palese.
Lunedi mattina tolte le tende, siamo partiti, ma gli occhi di tutti noi brillavano di una strana luce.

Published on Freezer Magazine 18.1998

Esiste Babbo Natale?

Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto. Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 822,6 visite per secondo.

Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:
- o trovare parcheggio ( cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta );
- o saltare giù dalla slitta;o scendere dal camino;o riempire le calze;
- o distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
- o mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
- o risalire dal camino;o saltare sulla slitta;
- o decollare per la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h. Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II. Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

CONCLUSIONE: Babbo Natale c'era, ma ora è morto.

Questo e altra roba interessante nel sito del CSM (Club Seghe Mentali)

Published on Freezer Magazine 18. 1998

1.02.1997

guide: PERSO LE CHIAVI?

by Franz Perini, Marco Cattoi, Andrea Vecchi e Gigi Keller:

"CAZZO... ho perso le chiavi della macchina, e ho lasciato le chiavi di riserva nel portafoglio... che è in macchina.. non ci posso credere!"


Prima di tutto procurarsi un paio di pantaloni con una tasca dietro per il vostro panchissimo portafoglio con catena e le chiavi di riserva inside... questo vi permetterà di poter perdere le altre chiavi con naturalezza... Vabbè: è una bellissima giornata, snowboardate abbestia, un method di qui, shiftynosebone di la etc etc.. si va a mangiare e.. come per incanto una bestemmia: "bip, biiip, bip... ho perso le chiavi!". Tu che sei ospite della di lui autovettura ti accorgi che hai lasciato TUTTO nella macchina del novello cenerentolo (almeno avesse perso una scarpa) e che in pratica non potete fare niente finché lui non trova le sue fottutissime chiavi. NOPANIC, niente è perduto..
mai! Innanzitutto snowboardate a palla tutto il giorno tranquillamente, consci del fatto che noi vi spiegheremo come fare, poi chiedete un pò in giro, al tipo degli impianti, alla biglietteria.. se non avete trovato niente armatevi di filo di ferro (chiedetelo ai gattisti) che non sia troppo morbido e che non sia neanche, però, una putrella per armature. Quindi, chiamate i vostri amici, vostro cuggino e chi volete e cominciate a settare il vostro filetto, che rappresenta l'unica via di salvezza alle vostre pene. Settatelo a mò di cappio, dimodochè se voi acchiapperete la preda, cioè il pirulino della porta, egli (il ferro) si stringa al collo del bastardo che non vi fa aprire la porta. Una volta fatto questo, convincete i Vs. amici a tirare dolcemente la portiera (infilando le mani fra la carrozzeria e lo spazio della guarnizione ma senza staccarla!!! Prendete direttamente la porta evitando la guarnizione) dall'alto verso l’esterno facendo in modo che il vostro amico, nel nostro caso Arsenio Lupin Vecchi, riesca ad infilare di lato, approssimativamente un attimino sopra l'altezza del pirulino il ferro. Con un attimo di maestria beccare il pirulino con il cappio e tirate (verso la coda della macchina cosÒ il cappio si stringe) e quindi, quando è ben stretto, tirate dolcemente verso l'alto per sbloccare il piruletto bastardo. Sfilate il ferro e aprite la porta... già fatto. Il tutto è ok se avete le chiavi di riserva in macchina (consiglio sempre di lasciarne un paio) e che la vostra macchina abbia i pirulini. In caso contrario. Tutti cazzi vostri. GGK

As appeared on Freezer Magazine 15 - 1997

Puerto Rico

In giro a Puerto Rico.
by Ugo Corte

Mi ricordo d'aver letto parecchio tempo fa una frase su Puerto Rico che diceva:" P.R. means paradise to me". Questo e' il terzo anno che ci vado e vi assicuro che e' si una figata di posto, ma se non vi comportate per" benino" potrebbe rivelarsi : "Bloody Hell for you!" Come ovviamente in tutti i posti che visitate la prima cosa da tener presente e' che siete ospiti e non vi trovate nel vostro quartiere o home-break spalleggiati dai vostri numerosi amici. Soprattutto qui a Puerto Rico la situazione puo' diventare molto pesa in un attimo ma allo stesso tempo se sarete abbastanza svegli e rispettosi potrete scoprire un posto meraviglioso.Dico questo solo per avvisarvi che se non siete pronti a tutto cio' forse fareste bene a trovarvi un ' altra destinazione piu' tranquilla dove potrete provare il WannaBe che e' dentro di voi...
Dopo questa pallosa intro passiamo all'articolo vero e proprio. Puerto Rico e' considerato il gioiello dei Caraibi e spesso viene paragonato alla piu' famosa North Shore Hawaiana, visto che alcuni anni non ha assolutamente nulla da invidi are alle piu' belle onde del pianeta. Il periodo migliore va da Ottobre a Maggio ma il piu' consistente va generalmente da Novembre a Marzo.L'area surfistica per eccellenza si trova a nord ovest dell'isola intorno alle citta' di : Rincon,Aguadilla e Isabela.Se arrivate dall'Italia dovete fare scalo a New York e a Miami per poi arrivare all' aeroporto di San Juan,capitale dell'isola situata nella zona Sud ovest e da dove vi rimangono altre 2.30 h.circa per arrivare ai vari hot spots sulla parte nord ovest.Ora potete: (1)Noleggiare un auto all'aeroporto ed arrivare a destinazione senza alcun problema.(2)Passare la notte in aeropuerto , che e' abbastanza protetto e comunque non sarebbe una cattiva idea (specialmente se viaggiate soli)nascondervi da qualche parte chenneso' sotto il bancone di una Linea aerea e alla mattina provare a trovare un Publico(autobus) che vi porti A Rincon.C'e' una variante alla possibilita'n.2 :Andare la notte stessa appena arrivati alla ricerca di un' economica pensioncina. Quest'ultima possibilita've la sconsiglio vivamente ammeno che siate sulle orme di Al Pacino in "Taxi driver". Uno dei posti piu' comodi dove alloggiare e' la Guest House,Rincon Surf & Board di Tom un vecchio surfista del New Jersey che surfa ancora quando e' grosso con mucho stile e sicurezza.Li potrete trovare Cogy,un surfista hawaiano appartenente al gruppo Da Hui(si proprio quello dei surfisti cattivi della North Shore!)Che si e' trasferito a Puerto e ora gestsce la Guest House per Tom.L'alloggio si trova su di una collina che da su Sandy Beach ,raggiungibile in soli 10 minuti a piedi e da dove potrete controllare i migliori spots come:Wilderness,Marias,Middles;jobos... Una macchina potrebbe esservi utile ma se non avete i soldi non preoccupatevi perche' sicuramente troverete qualcuno alla Guest House pronto a dividere i soldi della benzina (pari a quello negli Stati Uniti quindi pari a 1/3 circa del prezzo qui in Europa!)e scorrazzarvi in giro. Le onde quest'anno non sono state onestamente un gran che,nel periodo in cui sono stato io dal 13 al 29 Dic.,rispetto agli anni passati ma cio' mi ha dato modo di scoprire altre bellezze del posto come:Le cascate di Rincon(Waterfalls+their Swing-ropes !),le immersioni (Scuba diving) a Tes Palmas(watching out triyng not to become the lunch of some big fish...),lo Sk8park di Aguadilla,e la vita notturna.....craaazy! Ho avuto modo di conoscere personaggi come Cogy,Big Joe(painting his car was lot of fun!)Joseph,Lulo e rivedere per caso altri come Marcus Aurelius Leo big wave rider di Monterey(CA)che surfa posti tipo Maverick(Do you know?),Tom + la sua nuova moglie Puertorichegna(Congratulations and lots new rippers!) e vari abitanti che,io compreso,non riuscivo a credere si ricordassero ancora di me. Il posto non e' affollato fa come si suol dire selezione naturale dentro e fuori dall'acqua.Un esempio? Quest'anno ho visto un tipo di New York che non ha dato la precedenza ad un locale su un paio di onde di fila,quest'ultimo in mare non gli ha detto nulla ma poi lo ha aspettato nel parcheggio e dopo avergli puntato una pistola alla gola ha detto di non fari piu' rivedere!!!! Perto Rico da e prende quindi quando farai le valigie oltre ad una tavola grossa e piu' di un leash non dimenticare un zaino prima di ogni altra cosa pieno di rispetto , gentilezza e "un pelo d'occhio"e vedrai che scoprirai un posto stupendo con gente pronta a mostrarti i segreti piu' nascosti dell'isola che ogni anno si rivelano essere piu' dell'anno prima! P.S.Dopo essere tornato il 29 Dic. a Milano Malpensa sono andato all' aeroporto di Linate ho lasciato le tavole in macchina ,cambiato lo zaino con uno pieno di vestiti pesanti e ho preso un volo diretto a Stocholm per passare il capodanno a casa di una mia vecchia conoscenza...Lisa New Heaven!In meno di 24 ore sono passato dall'estremo caldo all'estremo freddo. Isn't sweet life sometimes?

Cruising around in Puerto Rico.


Puerto Rico is the jewel of the Caribbean, one of the best places in the world for surfing;often nothing less than Hawaii but for sure less crowded.The land is still wild and people are even wilder so if you plan to go there you better don't forget in your bag lot of respect-politenessand eyes wide open!If you are not willing to be a "Good-boy" you should go some other places more relax where you can easily prove the Wannabe is inside of you.The best time is from October through May but the most consistent surf is mostly from November to March.The island is 100 miles long by 35 miles wide and its most surfed area is the North West Coast around towns like: Rincon and Aguadilla.The best place to stay is the Guest House,Rincon Surf & Board of Tom, an old big wave rider who lives on the island and works with Cogy(a Da Hui kid who will be very helpfull for anything)and Big Joe.The accomodations are located up a hill so you can easily check out all the main spots from the balcony of your own room when you wake up....uumm very nice.Contact them and they will give you all the directions:How to get there, swells coming in and all you need to know... Well I said all I had to say , I love it there , it's my third time and I have a feeling like it's definetly not going the last time.Many hidden treasures are waiting so let's go searching -

As appeared on Freezer Magazine 12 - 1997

Parigi

Parigi città' a strati
di Deborah Ligorio

E' così vicina che ci puoi andare quando vuoi, io infatti c'ero già stata almeno 4 volte: in gita, in vacanza, per Natale e in Interrail. Era quindi l'unico posto dove non volevo andare, poi per uno strano caso ci ho passato 6 mesi... Quando ci vivi é proprio un'altra storia.

Il metrò é sicuramente il posto dove si passa più tempo. Puoi incontrare chiunque, anzi la cosa più facile che ti può capitare é che se guardi qualcuno, questo ti ferma e cerca di conoscerti (Parigi la città del rimorchio facile), provare per credere!! Se vuoi incontrare o evitare turisti basta sapere che sono tutti sulla linea 1 del metrò, che fa tutte le tappe obbligatorie per il turista standard. B-boys, DJ, writers, invece, si incontrano tutti sulla linea "RER", perché in genere sono un pò sfigati e vivono in banlieu (periferie). Sono così sfigati che riescono a riempire le pareti di un capannone di graffiti, farci una serata e abbandonarlo riuscendo a ricavarci abbastanza soldi per fare la stessa cosa in un altro posto! Poi ci sono anche i DJ "re del ghetto": stanno a casa loro con gli amici che gli portano di tutto per uno "sballo" rivolto a capire, captare e creare la musica giusta al momento giusto, e una volta a settimana vanno in studio di registrazione a far uscire il frutto dell'ispirazione data dalle vibrazioni avvertite nella loro stanza fumosa!!! Se sei italiano ti dicono "rispetto". Per passare una fantastica serata basta sapere cosa c'é in giro: se ti ritrovi a Les Halles vieni sommerso dai flyers, e finisci per farci le cartoline perché te ne danno troppi; se passi da Bastille o dal Maré, in qualsiasi bar puoi trovare Lylo, che é una guida gratuita che ti dice dove, quando e quanto ti costa la serata, oppure comprare Nova Mag: si trova in edicola ed é il "trend del trend" o "la crema della schiuma" di quello che succede in giro, ed oltre ad essere un magazine é anche una radio. Radio Nova é coinvolta in quasi tutte le grosse soiré (feste) di Parigi, da quelle rap a quelle raggamuffing che accontentano i numerosi rasta antillesi della città, ai rave techno, che in genere sono "goa" e "trance", grossi, ricchi e ben organizzati. Ma per chi ama la techno c'é una scena molto più underground che é quella dei rave hardcore: difficile sapere del rendez vous , ma una volta che sai dov'é, in qualche modo riesci anche ad arrivare al rave.

Parigi rimane sempre la città della moda, dove, anche se non sei nessuno, se sei un pò sveglio puoi fingerti fotografo e riuscire a fotografare una grande sfilata di moda e incontrare qualcuno che ti invita al riservatissimo party post-defilé (portati uno zaino capiente e infilaci dentro tutto quello che puoi!). Se preferisci lo streetwear basta girare per i negozi di Les Halles o Bastilles, oppure non perdere grandi eventi come Manga Exibition. Ma dopo tutto questo fare puoi rischiare un esaurimento nervoso, per rilassarti puoi approfittare dei cinema, anche al mattino, per vedere un pò di film in versione originale che in Italia probabilmente non arriveranno mai, neanche malamente doppiati, come "Kids", film da non perdere!


As appeared on Freezer Magazine 14 - 1997

1.01.1997

Glossario Snow

di bruzzi

Ecco qui un bel rifornito glossario dei termini tecnici dello snowboard dedicato a chi si è avvicinato da poco a questo magnifico gioco e vuole saperne di più

Session: la scopata dello snowboarder
Photo Session: come sopra ma la fanno i più perversi, esiste anche la variante Video Session
Half-Pipe: mezza pippa, termine indicato per definire chi non ci piglia proprio “Guarda quello, è una mezza pippa!”
Mini Half-Pipe: quello di Fish & Chicken
Super G: giovanotto indisponente con la moto scoppiettante che disturba la pubblica quiete (Super Giovane)
Boarder House: casa costruita con le tavole da snowboards che gli snowboarders si fanno in caso di tormenta di neve
Snowboarders: quelli che stanno dentro la Boarder House
Rider: 1)snowboarder che ride sempre, anche se fuori c’è la tormenta di neve. 2) merendina che si mangia tra un pasto e l’altro
Madonna di Campiglio: santa protettrice degli snowboarders che la invocano nelle Boarder House mentre fuori c’è la tormenta di neve
540: ora verso la quale hai finito di cambiarti al parcheggio e ti appresti a fare 4 ore di coda per tornare a casa
720: 1) ora in cui ti fermi all’Autogrill e trovi la coda per fare pipì.
900: ora in cui chi sta guidando comincia a vedere le donne nude invece delle auto in coda
720: 2) ora in cui ti devi alzare per andare al lavoro il giorno dopo (e trovi la coda ai semafori)
Killer Loop: lupo assassino
Grab: detto anche “Trick di S.Tommaso”, significa: toccare con mano
Alley-oops: urletto tipico di chi sta cadendo
Rélax: caduta in cui il corpo resta paralizzato in aria e, compiendo 1/4 di giro all’indietro, atterra di culo possibilmente sul ghiaccio
Frontside Air: capigliatura sulla fronte
Backside Air: peli sulla schiena
Blunt: sigaretta arrotolata con dentro tabacco + additivo segreto
Ollie: nome del cane di Geppo Bernardini
Nose-Bone: lo si dice a chi ha il naso aquilino. (es. Guardate, è arrivato “Nose-Bone” Iardella)
Japan Air: compagnia aerea giapponese
Indy Air: compagnia aerea indiana
Salto della Tigre: la manovra più difficile dello snowboard!
Spot: si dice a chi sta rompendo le palle, significa: pubblicità, cambia canale!
Regular: snowboarder molto figo, a posto... regolare!
Goofy: snowboarder che porta sfiga
McTwist: panino avvitato in vendita da McDonald
Osso Sacro: punto debole degli snowboarders
Bella lì: espressione delle più idiote che abbia mai sentito, divertente da dire, ma non bisogna crederci troppo (altrimenti può diventare “Troppo bella lì!”)
Freezer: la rivista cult di chi ama leggere durante una bella cagata

As appeared on Freezer Magazine 14 - 1997

Animal Sex

Piccolo manuale di etologia
di prof. ricky darwin

L’etologia è quella scienza che studia il comportamento delle bestie, ovvero tutto quello che Piero Angela non vi ha mai detto, perché se no lo cacciavano dalla RAI.
Lo sapevate che l’uomo è l’animale con il cazzo più grande in proporzione al resto del corpo? E sapete il perché? Perché le femmine di noi uomini sono le uniche ad avere l’orgasmo! Pensate che culo, praticamente nella storia dell’evoluzione si sono selezionati maschi con il pisellone, così che le donne fossero sempre più contente. E loro per ringraziarci magari non ce la danno neanche!! Mentre vi misurate il picio, o, se donne, lo state misurando al vostro tipo, vi racconto qualche altra storiella.
Squalo. Avete mai guardato le foto di uno squalo quando è stato pescato? Se siete buoni osservatori (e se era un maschio) vi sarete accorti che ‘sta bestia ha due (2) cazzi. E se ce ne ha due c’è un motivo, cioè, siccome le squale vanno con chi ne hanno voglia, e lo squalo vuole diventare papà, si è evoluto il pisello doppio che funziona a sifone cosicché mentre con uno eiacula, con l’altro aspira lo sperma di quello che lo ha preceduto. (Bah, due cazzi si potrebbero usare un po’ meglio, contenti loro..)
C’è chi di cazzi ne ha due e chi invece ha dei seri problemi già ad usarne uno. Ad esempio le tartarughe un tempo avevano una bella codona, infatti sono dei rettili, però con tutta quella roba messa proprio lì il maschio aveva seri problemi nella monta. Così madre natura ha premiato le tartarughe femmine che avevano la coda piccola.
E per finire il quizzone del vero animale: che cos’è la “passera scopaiola”? Tra tutti quelli che non ci risponderanno non inviando un fax a Freezer, estrarremo a sorte una talpa nuda (Talpus Ignudum).

As appeared on Freezer Magazine 14 - 1997

Giorgio Zattoni

Intro by Rokma

Quando abbiamo chiamato Giorgio per intervistarlo era probabilmente una giornata di caldo sole invernale. Di quelle che arrivano dopo settimane umide e piovose. Non aveva voglia di essere intervistato. Abbiamo scambiato qualche parola sugli stati uniti, sui rapporti con gli sponsors e su freezer. Da quando l’ho fotografato la prima volta nel ‘89, un contest a rimini dove sti due bocia venuti fuori dal nulla hanno strabiliato tutti con la facilità e la naturalezza con cui imparavano i trix, la tavola da skate é stata il centro, il mezzo, il passaporto che lo ha cresciuto e messo in contatto con stimoli e esperienze inaccessibili a molti di noi. Robe che il ragazzino medio italiano fa fatica ad immaginare anche dopo aver visto tutti i film culto in circolazione. Con due genitori che lo hanno sempre capito incoraggiato e supportato giorgio é nella storia dello skate nostrano l’unico che ha mai avuto un ‘signature model ‘ da una ditta americana, l’unico che mai apparso su pubblicità su riviste americane, e l’unico che é entrato, spaccando il culo ad un sacco di ‘pros’, nel giro internazionale. Skating Vert made easy! Oggi é pagato per skatere, per vestirsi e per proteggersi gli occhi, forse anche per le calze che mette. Oggi si gira il mondo skateando con i suoi amici e facendo amicizia con chi skatea. A noi che passiamo il tempo nei bar a bere e fumare e facciamo una rivista piena di cagate preferisce chi fa una rivista seria che promuove lo skateboarding. Invece dell’intervista ci lascia questa lettera (qui sotto in corsivo) che ha scritto un po’ di tempo fa alla powell (che poi é già uscita nelle pubblicità americane della vans)
Quando abbiamo chiamato Giorgio aveva probabilmente voglia di correr fuori con la sua pattinella. O forse preferisce lasciar parlare i suoi airs.
Va secco gio, have fun.. chi ti ferma più!


Ohila’, come va? Sono Giorgio Zattoni dall’europa e io e mio fratello Gianni viviamo in un paesino di nome Savarna in Italia. Qui e’ tutto molto tranquillo proprio il contrario della California. E’ da circa 9 anni che giriamo in skate. Abbiamo cominciato nel strade sotto casa, Sono stato fortemente attratto da questo divertente gioco. Cosi’ un giorno dissi: “Hey, papa’, costruiamo delle rampe, dai !”, e mio padre: “Che cosa sono le rampe?” Detto fatto, nel giro di 2 mesi avevamo il nostro piccolo skatepark, sponsorizzati dalla nostra famiglia. Tutto funzionava bene, i miei erano troppo contenti di vederci crescere skateando invece di passare le giornate nei bar a bere e fumare erba. Un anno piu’ tardi ho voluto iniziare i mini CONTEST ITALIANI. Quattro anni di vittorie e un sacco di foto sulle riviste italiane. Mi stavo esaltando, vi giuro, e mentre gareggiavo con risultati piuttosto buoni in tutta EUROPA e nella famosa Powell WareHouse e sono stato sponsorizzato by the big factory of Santa Barbara! Nel 1993 sono tornato a casa con il mio promodel pieno di nostalgia per casa mia. Quattro giorni piu’ tardi, all’improvviso ho smesso questo gioco non piu’ divertente. Sono stato in solitudine per un po’, provando a trovare me stesso. Non trovavo la mia skating soul. Cosi’ decisi “facciamo qualcosa di extremo”, “motocross racing”. Per due anni e mezzo ho guidando aggressivamente, uccidendomi e rompendomi dita, naso fino a due giorni di coma. Cosi’ ho capito. Io sono nato per skateare la mia tavola, e sono tornato a spaccare il culo come vert-skater.

Con Amore. Giorgio Zattoni

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Cuba

by CristinaMun

Sarò superstiziosa ma, per quanto mi riguarda un viaggio mostra le sue future caratteristiche già dalla partenza. Salire quindi su un aereo della Cubana Airlines, con le pareti interne ricoperte di plastica adesiva finto legno e con i posti a sedere con lo schienale pieghevole, in avanti tipo sedia da picnic, fa capire che lo spirito giusto per godere la vacanza è adattarsi. I racconti su quest’isola, immagazzinati nel periodo precedente la partenza, parlavano chiaro. Cuba è un paese che sta passando una difficilissima fase. Fame, malattie, boicottaggi economici si legge nelle notizie dei media. Ma io sono come S. Tommaso, voglio vedere per capire e sento proprio che ce ne saranno di cose interessanti da scoprire. Intanto già al passare dello steward sull’aereo mi sento sciogliere dalla tenerezza: il vassoio che ci porge, molto educatamente, quasi con orgoglio, contiene una cinquantina di caramelle gialle, rosse, blu. Ed è con la stessa volontà di resistere che nei giorni a venire vedrò donne meravigliose indossare capi anni ’50 originali, stinti e obsoleti, con la stessa elegante dignità con cui la Schiffer indossa Armani; o medici difendere gli ultimi residui di un centro di pronto intervento senza l’ombra di un farmaco da utilizzare. Santiago de Cuba, che si trova all’estremo sud-est, è la mia prima tappa e, fortuna vuole, proprio nel periodo del Carnevale che la rende ancora più animata del solito. Dormiamo in un Hotel perché ancora nessuno ci ha parlato delle “casas particular” (sono abitazioni di privati che affittano a prezzi stracciati - 2\4 $ nel nostro caso) sfidando i controlli della polizia e rischiando altissime ammende. Comunque nonostante la “misma” forzata condivisione della stanza con enormi scarafaggi rossastri, velocissimi e lucidissimi, le due situazioni abitative non hanno altre similitudini. Gli Hotel delle città, come il resto dell’architettura “grossa”, risalgono all’epoca pre-rivoluzione, quindi il paese era dominio degli avidi spagnoli. Sono imponenti e sfarzosi edifici con mega scalinate, antri decorati, arcate eccetera. Attraversare le vie del centro, a Santiago come nell’Havana, fa strano. Sembra di andare indietro nel tempo e il continuo passaggio di macchine anni ’50 color pastello, complete la visione. I guidatori cubani sembrano meccanici esperti: smontano e rimontano le scoppiettanti macchine fantasma facendole ripartire come nuove. Non è difficile fare questo tipo di esperienza, ad esempio rimanere fermi dopo una discesa fatta a motore spento. I taxi e le altre poche vetture usano benzina, presa al mercato nero, sporca, piena di sassolini, cosine, boh! (il carburante è scarso sull’isola). Invece le abitazioni sono pulite, graziose, accoglienti anche nel caso delle “paladocres”, posti privati dove (20 coperti al massimo) si mangiano megacene cucinate dal tipo della casa. Riso e fagioli (blanco & negro), pesce, verdure varie. A questo tipo di mangime non moltissime alternative. Il rapido è il mitico fast-food all’ aperto. 1 $ = patatine e pollo fritto o pierro caliente alias cane caldo, cioè hot dog. Da bere c’è il “refriesco nacional”: bibite tipo Milan Cola per capirsi; la mia preferita è il Cachito Lemon! Poi c’è il Rum e si beve in posti tipo hosteria o alla famosissima “boteguita del medio”, nel centro dell’ Havana. Si gusta con foglie di menta nel tipico cocktail Mohito, very famous all over the world grazie a Hemingway. Ma cibarsi così , in giro, per strada non mi è sembrato molto easy. Ci sono le tiendas, strani shops che vendono un po’ di tutto, dal burro alle lenzuola, ma solo e rigorosamente in valuta U$. Fuori dal negozio di solito si formano lunghe code e spesso per entrare bisogna mostrare i dollari. Poi ci sono bancarelle di cibo per locals, in pesos, mangi pizza, ovvero una base fritta con su formaggio tipo capra oppure, per chi mangia carne, hamburger tesi che comunque invogliano a diventare veggie. Ah, dimenticavo, i cubani comprano utilizzando la “libreta”. Non c’è scambio di soldi per avere i beni di prima necessità, basta mostrare una specie di libretto postale con segnate le varie quantità assegnate al singolo o alla famiglia. Ma sono purtroppo dati quantitativi così minimi, irrisori se visti con un’ottica occidentale. E così la maggior parte della gente cerca di guadagnare dollari americani per comprare benzina o i prodotti nelle tiendas. L’ improvviso abbandono da parte delle superpotenze comuniste, URSS e Cina e il blocco assassino degli USA ha fatto crollare completamente l’economia. Cuba produceva e lavorava per esempio la canna da zucchero con macchinari sovietici, il riso così tanto consumato da diventare piatto nazionale veniva spedito dalla Cina come sostegno. Le importazioni e le esportazioni sono state congelate dal boicottaggio degli USA e da essi imposto al resto delle nazioni. Il museo della Rivoluzione all’Havana chiarisce molto le idee sulla storia di questo popolo misto. Ed anche le parole delle persone che si sfogano volentieri seppur un po’ di nascosto. E’ facile comunicare. Anche se parli con gente poverissima, viaggiano su livelli culturali molto alti. L’università e le scuole superiori sono “direi” obbligatorie. Ogniuno ha la possibilità e gli stimoli di sviluppare le proprie conoscenze. E’ bello vedere che la grand parte della gente ha scelto studi culturali e artistici e, nonostante il “bloqueo”, puoi trovare ragazzi informatissimi anche su argomenti iper attuali (conoscono da Giovanotti a Decoder). Quasi tutti sembrano rispettosi nel confronti di Fidel Castro. Ma ora quasi tutti dicono che per Fidel è ora di mettersi da parte o di trovare modi nuovi. Spesso è lo sconforto che fa parlare in questo modo oppure la voglia di essere come i nuovi modelli proposti dalle tv via cable. Ma alle volte, e questo è il caso di molti afrocubani, è la ribellione ad una cultura dominante che ha schiacciato la propria. La parte nera della popolazione è quella che sicuramente ha sofferto di più per le restrizioni ideologiche del comunismo, parte delle radici afro sono state nascoste o represse, per venire fuori ora più forti che mai. Si dice che la più grande opposizione interna è il movimento della SANTERIA. Si tratta di un sincretismo religioso che unisce la più recente fede cattolica con i credi e le divinità ancestrali africane. I suoi misteriosi rituali sanno di Africa nera , tamburi che ritmano preghiere e dee e dei stupendi, decorati da perline colorate, paralleli dei ns santi. Per saperne di più all’Havana c’è la Casa De Africa, teoricamente il museo africano ma in realtà molto, molto di più. Sicuramente altro c’è da dire, il More , l’interno dell’isola.. ah la musica. Rumba samba soprattutto. La ascolti ovunque, vecchie giovani la suonano in piccole orchestrine ad ogni angolo di strada. Il reggae è adorato ma anche di dischi c’è una vera scarsità. Una notte sono entrata in un palazzone tipo warehouse trasformato in dancehall da due lucine colorate appese all’alto soffitto. I DJs alternavano i dischi suonati dall’unico piatto con pezzi suonati dalla radio Il mito dei miti: La selezione da Laura Pausini in spagnolo a Bob Marley, per toccare l’apice del coinvolgimento generale con GiocaJouer ( chi se lo ricorda? Ballare, mangiare.. autostop!!??!) Inutile dire, che in veste d’italiana, sono stata ritenuta un’esperta dell’ignorante ballo mimato. Ma come ho già detto: ADATTAMENTO IS THE KEY OF PLEASURE.

As appeared on Freezer Magazine 15 - 1997

Lil Kim Interview

di Franklin Sirmans

Sono stato fortunato a incontrare Lil Kim sull’aereo da N.Y. ad Amsterdam. Kim fa parte dei Jr M.A.F.I.A. ed era una delle voci del disco dell’estate GET MONEY con Notorious B.I.G. e ora ha appena realizzato il suo primo album HARD CORE, che non è quel tipo di musica che significa “me ne fotto”, ma.. come dire.. leggete e capirete! Quella che segue infatti è la vostra intervista..

-F: Allora Kim, tu e la tua amica Foxy Brown avete come creato questa nuova immagine basata sul porno crudo, è come un andare oltre il concetto di base del messaggio pubblicitario secondo cui “il sesso vende”

-K: Yeah, le donne hanno venduto il sesso da sempre, ma noi l’abbiamo portato ad un altro livello. E mi piace, voglio dire, mi piace il sesso, quindi sono piuttosto brava in questo..

-a rappare o a farlo?

-tu cosa dici? (appoggia la sua mano sulla mia coscia) Per me Janet Jacme o Heather Hunter sono come Marilyn Monroe, Marlene Dietrich o Josephine Baker una volta. Loro semplicemente celebravano la sessualità, ma avevano gusto nel farlo, recitando, cantando.. qualsiasi cosa facessero lo facevano bene, perché sapevano cosa facevano

-uh, sì, penso che sia quello che sento ascoltando il tuo album. Nella intro del tuo album c’è un tipo che guarda un film porno dove tu sei la protagonista, e lui si masturba fino a quando non grida il tuo nome, a quel punto inizia il pezzo

-sì, mi piace il fatto che posso far andare fuori i ragazzi così facilmente. Credo nel potere del mio corpo e del mio sesso.. “Baby, dì il mio nome prima di venire!”

-oh, lo farò (sottovoce). Voglio dire, sì, è in “No Time” e anche il video di “No Time” spacca

-ti accende? (la mano di Kim corre lungo la mia lampo)

-uh, uh... penso, uh... ma, quello che mi piace è quel che tu da rilassata ma aggressiva, specialmente in “Big Mommathing”, ...così, uh! ...cosa ti piace?

-è un tipo di domanda un po’ vaga.. ora ti leggo nel pensiero: a me piace il 69 più di ogni altra cosa! Perché io...

-whoa! Non so se questo è molto appropriato per questo giornale. Inoltre potrebbe essere un po’ imbarazzante se mi alzassi e andassi alla toilette proprio ora

-si, non ti preoccupare, tu non vai da nessuna parte!

-ok -stiamo per atterrare, siete tutti pregati di allacciare le cinture

-Kim, Kim, yeah, oh Kim, huh?!

As appeared on Freezer Magazine 14 - 1997

test: QUANTO SEI PUNK?

In vista di un vostro futuro inserimento nel mondo dell’alternativo, Freezer vi mette alla prova proponendovi un semplice questionario dove potrete verificare quanto siete punk e se siete pronti per uscire allo scoperto:

1. Hai il chiodo?
A. Si, e lo sfoggio con orgoglio
B. No, ma vorrei tanto averlo con le scritte dei GBH
C. Si, ma ci ho vomitato sopra e sembra una pizza
D. No, ma se me ne dai uno finisco di attaccare il poster di Sid Vicious in camera

2. Una tua amica/amico ti si avvicina e ti propone una serata “galante”
A. Accetti gentilmente
B. Rifiuti: “Perché puzzo”
C. Accetti, ma metti la maglietta dei Bad Religion nuova
D. Mandi affanculo, ci sono gli UK SUBS dal vivo

3. Vedi una sigaretta per terra
A. La raccogli e te la fumi
B. Pensi “chissà chi è l’idiota che l’ha persa” e la lasci lì
C. La calpesti, massacrandola
D. Ti ricordi che fumi e ne scrocchi una al primo che passa

4. Il tuo gruppo preferito
A. Partisans
B. Chaos UK
C. Buzzcocks
D. Ma checcazzo di gruppi sono?

5. Un tuo amico fa una azione “molto punk” tu esclami:
A. “Trooooppo bella li!”
B. “Trooooppo punk!”
C. “Dibbase!”
D. “Ma sei deficiente?”

6. C’è il concerto più peso del mondo che amico chiami?
A. Quello che e’ più punk
B. Quello con la cresta più alta
C. Quello più punk dentro
D. “Checcazzo vuoi, io sono un vero punk e i punk non hanno amici!”

7. In un bar un gruppetto di veri panc fa un bordello incredibile, tu che fai?
A. Ti aggreghi
B. Gli fai notare che stanno disturbando la tua partita di backgammon
C. Attacchi una rissa
D. Guardi sti deficenti che se la tirano da punk

8. Degli skin nazi pensi:
A. Che sono grossi
B. “Che se li avessi di fronte gli farei vedere io”
C. Non pensi, scappi e basta
D. Che non sono molto punk..

9. Arrivi in Senales e c’è Patrick Hasler
A. Gli tiri un cartone come buongiorno e poi gli chiedi se
puoi girare
B. Te ne freghi e giri e basta
C. Lo saluti gentilmente e giri, senza chiedere niente
D. Te la tiri come lui

10. Ragazze/ragazzi, come ti comporti
A. Agisci stupidamente per attirare l’attenzione
B. “Frega un cazzo, sono un vero punk, io”
C. Li accoltelli
D. “Boh?” e finisci di bere il tuo litrozzo di vino.

11. Salite in autobus/metro, ce l’avete il biglietto?
A. No
B. Aho, per chi mi hai preso!
C. Certamente!
D. Io il biglietto non lo faccio... perché ho l’abbonamento.

12. Sapete chi è Howard Devoto?
A. Certo!
B. No
C. Mio cuggino lo sa
D. Il lettore di inglese alla Bocconi

13. Il tuo punkcompagno/a di viaggio puzza come una carogna, voi:
A. l’accoltellate
B. Glielo dite senza peli sullalingua
C. Ne gioite
D. Vi dispiace di non puzzare come lui/lei

14. POGO ROVINA! Voi :
A. Vi buttate a pesce (lesso) ebbri di felicità per questo evento scanzonato
B. Vi schiattate su una cassa per salire sul palco
C. Vi guardate intorno con circospezione
D. Vi buttate e tirate pugni a destra e a manca

15. Dovete scegliere un disco fra questi:
A. “Dookie” Green Day
B. “Insomniac” Green Day
C. L’ultimo di Giovanotti
D. L’unplugged dei Nirvana

16. Uno sconosciuto fa un manovrone chiuso in pipe:
A. “Chissà chi è e chissel’incula”
B. Osservi triste perché non è lo snowboarder del momento
C. Lo accoltelli perché non ha pagato le dieci carte di entrata nel pipe
D. Cerchi il dialogo

17. Lo snowboarder più punk è:
A. Peter Gauna
B. Paolo Bertani
C. Eric “Scott” Pernisco
D. Io























Soluzioni:
Visto che hai risposto con interesse a questo simpatico questionarietto ti comunico che non sei, e mai sarai, un vero punk... i punk non rispondono ai questionari!

As appeared on Freezer Magazine 12 - 1997

test: QUANTO SEI PRO?

by Rokma & GGK

In questo periodo buio il professionismo sta ritornando ad essere lo status symbol del momento.. hei, tu.. ragazzo sbarazzino con la tavola tuttamatta, si, proprio tu, sei pronto per assurgere al gotha dei veri prauss? Se vuoi vedere quanto sei professionista rispondi a questo simpatico questionarietto:

1.Hai un contratto?

a - NO
b - forse
c - il mio è più grosso del tuo
d - si ed è di 12.000 marchi

2. Quante tavole olli?
a - quante ne voglio
b - quante me ne chiede il mio sponsor
c - quanti soldi ci sono in premio?
d - ci sono i fotografi in giro?

3. In un contest qualsiasi...
a - ci vai
b - se non ci sono soldi non ci vado
c - il mio manager mi ha detto di non andare a quelle garette del cazzo
d - ci vai e te la tiri dappaura

4. Hai il manager?
a - certo, e anche personale!
b - si
c - no, e mi sento uno sfigato
d - si e ne ho paura

5. Che musica ascolti per le tue mitiche run in pipe ?
a - jungle
b - quella che butta di più al momento
c - quella dei video di Daniel Frank
d - il rumore delle mie lamine sul ghiaccio

6. I finlandesi sono...
a - quattro sfigati
b - facili da battere , ma non oggi
c - bravi, massimo rispetto
d - brutti

7. Se qualcuno ti chiede come ha girato in pipe tu...
a - non lo caghi
b - non lo caghi
c - non lo caghi
d - non lo caghi e lo guardi male

8. Il tuo modello di vita
a - l’uomo d’affari, il manager
b - il punkabbestia
c - il ragazzino viziato “faccio tutto io”
d - Paperon de Paperoni

9. Ti si propone un nuovo contratto tu...
a - guardi solo i soldi, anche se il materiale fa schifo
b - valuti l’offerta e poi farai sapere
c - chiami col cellulare il portatile del tuo manager
d - boh?

10. Vai a una gara di Coppa Italia e il pipe fa schifo...
a - vado a fare freeriding con gli altri prauss
b - mi faccio squalificare e vado a fare freeriding
c - torno a casa dalla mamma
d - devo fare la gara perché se no il mio
manager mi accoltella

11. Il divertimento è:
a - roba da sfigati
b - non ho tempo da perdere divertendomi.. il mio è un lavoro
c - andare in giro con gli amici aridere e scherzare in compagnia
d - cazzo fai... copi?

12. Hai cannato una gara, le prossime?
a - non le faccio perché Coppa Italia/del mondo/del nonno ha un livello troppo basso e il judging fa schifo.
b - ti alleni da paura e non le fai lo stesso (vedi sopra)
c - le fai, senza paura
d - dici: “le gare sono per gli sfigati!”


Se hai risposto a tutte le domande, beh, sei un vero prauss, sei pronto a tutto per soddisfare il tuo zponzor e il tuo manager con una favolosa immagine falsa di quello che stai facendo e di quello che sei. Bravo! Hai vinto un mappamondo, e tiratela di meno.

As appeared on Freezer Magazine 14 - 1997

Fuck All Racism

Arugambay summer 1997
by Emi Mazzoni

Se pensate che scriveremo il solito articolo di tre coglioni che se ne vanno in giro per il mondo a surfare secret spot , senza nessuno in acqua, con onde della madonna, e con nessuno che ti rompe i coglioni, avete sbagliato bazza. Matt, Jack e Leroy erano tre nostalgici di merda e John Milius, non altro che un nazista reganiano che fino all’altro giorno girava film cazzuti come “Alba Rossa” dove dei cubani sotto forma di extraterrestri rapivano una scuola di americani, fierissimi di esserlo, e li sodomizzavano tutti, in nome di Fidel e del Che.
Mi dispiace deludervi ma noi non siamo affatto dei soul surfers, non surfiamo per avvicinarci a Dio, perché è uno stile di vita o cazzate del genere!
Non ci facciamo il viaggio mentale tipo endless summer, big wednesday o nel miglior dei casi point break. Siamo solo dei disadattati sociali che hanno capito che per andare a letto tranquilli è meglio stare nel terzo mondo che nella periferia di una città dimmerda.
Il significato di parole come frustrazione, alienazione, depressione e smarrimento, è ben presente nella nostra cabeza, e per questo agiamo di conseguenza.
Assieme ai Rom ai travelers ed ai terroristi (non stragisti), noi siamo l’unica risposta sana ad una società malata.
Quando parlo di terzo mondo parlo di gente semplice che pesca all’alba per mangiare al tramonto, ed evito l’errore culturale di pensare che siano felici e contenti in quanto estranei alle conseguenze del Dio denaro.
Una persona non è quello che è costretta ad essere, ma è ciò che diventa di fronte alle diverse occasioni.
Le mie occasioni sono diverse da quelle di un terzomondista. Lui non ha occasioni!
Non sceglie lui di vivere tutta la vita in una capanna di fango misto bambù, né di mangiare riso bianco tutti i fuckin’santi giorni.
Per quanto mi sforzi ad essere come lui, so che non basta un saron a rendermi diverso da uno in giacca e cravatta.
Il saron é un cilindro di cotone che misura 120cm x 180cm, ed è l’unico indumento che possiede! Ci si infila dentro e se ne va a pescare.

PS “Il dualismo sviluppo - sottosviluppo ha un andamento a forbice”, ricordatelo prima di dire delle cazzate!

As appeared on Freezer Magazine 15 - 1997

Venice Biennale

Venice Biennale: The Umberable Whitness Of Being
by FRANKLIN SIRMANS Flash Art Intrnl editor

Are we still so romantic to believe that this excursion is about art? Yes, we are, and we ought to be disappointed. All that water, though murky, glistens around us. We are stranded on an island... a wonderful series of island, full of the things that everyday life in the big cities can’t offer us: intricate beauty in a cramped city. We love it! Everybody is dressed well, having carefully selected their clothes, days, weeks, even months before. Venice is one of those few places where we can verify our importance to the world... The stories will be told in newspapers all around the world on the coming weekend when we take a breather before moving along-Documenta X, Skulptur Projekte, Lyon, Kwangju, Johannesburg, Istanbul—maybe we’re saving the best for last This year the Biennale di Venezia was organized by native son Germano Celant (he of the internationally expansionist Guggenheim) in the record time of just under six months. The main exhibition, “Future, Present, Past,” which Celant was responsible for, rests in the spacious Corderie. At the three-day press opening art world paparazzi regaled the streets and canals. Locals, if there is such a thing as a Venetian local, were more than scarce. Although this is more a function of it being Venice than the fact that the art world had vulture-like descended upon the heart of Italy’s secessionist Northern League movement. The exhibition, which runs to 9 November, features an intervention by an apparently famous Italian architect who must have been smoking something really good to come up with this all-time high space-ruining addition to a perfectly suitable exhibition floor in the form of an ugly tattered gray carpet that covers the floors of the exhibition from beginning to end. Germano, not unlike Julian (Basquiat: the movie) Schnabel, (who trodded the exhibition looking cool as a cucumber as the cameras followed his every move), is one of those oh so kind souls who’s manner is so consistently courting. Celant sports speckled black hair and dark eyes behind sporty sunglasses on an athletic frame. He strikes me as the kind of guy in the art world who has that j’en sais quoi quality that says, I am just as comfortable in front of Hugo Boss waving a check for 50 grand as I am at the bar with the guy who says, “this Buds for you.” In any event it was probably that kind of versatile savoir-faire that got this Biennale done anyway. The tone of the exhibition is that of total mix and match, an inharmonious visual ride. Not the cd with the fat single track that you can listen to over and over again but the rest of the songs are incoherent. As numbers go, the current state of the world is sorely misreflected. This show makes the Group of 7 look multicultural. Celant, an Italian in New York, has done the utterly super-duper obvious. Art world/market, this one’s for you baby! The artists selected include 19 Americans (only one non-white The tone of the exhibition is that of total mix and match, an inharmonious visual ride. Not the cd with the fat single track that you can listen to over and over again but the rest of the songs are incoherent. As numbers go, the current state of the world is sorely misreflected. This show makes the Group of 7 look multicultural. Celant, an Italian in New York, has done the utterly super-duper obvious. Art world/market, this one’s for you baby! The artists selected include 19 Americans (only one non-white (verify)) and 13 Italians. After that there are no surprises: 7 Germans (biggest government sponsored art market in the world), 4 Brits and 4 French fill out the Western European side (as most big internationals follow suit)... and there’s only one Chinese, one Japanese, one Australian, and no Africans, Canadians, or South Americans, (the World Cup now admits four African nations and five South American (verify))... The world order in the art world needs to catch up fast... Don’t get me wrong, there’s some good work here. Yet, I must say, the demographics have nothing to do with the fact that this show kind of sucks as a representation of recent visual art representing artists from the 60s to the 90s. The Grand March Upon entering we are greeted by one of the much-awaited new Jeff Koons works. Rumor has it that he’s saving the best stuff for the Guggenheim opening in Bilbao. Guggenheim, take the loss here. This literally flat Koons sculpture that’s supposed to be an elephant looks like the worst rip-off of Keith Haring I’ve ever seen. And I used to rip off Keith Haring on the ceiling of my bedroom. That was really bad. This is worse. The art of the last two years is overwhelmed by the whims of the curator. Two artists that rise above the cream in this crop are Pipilotti Rist and Sam Taylor-Wood. Both have individual rooms placed opposite each other at the center of the Corderie for their recent video works. Rist’s Ever is Over All is a music video projected onto two walls. A lush happy soundtrack accompanies images of a woman strolling down a city street swinging a replica of a long-stemmed flower which she then uses to smash the windows of parked cars. While a man looks on in passive disbelief a policewoman passes with a smile and they both keep on strolling in opposite directions. add While Rist’s story seems to exist outside any realm of real time, Taylor-Wood’s three wall video projection, Bad Trip, clearly deals with a concrete narrative based in contemporary tension: a couple arguing in a restaurant told in simultaneous cuts and mixes of imagery. Marina Abramovic’s isolated installation Balkan Baroque is almost an anomaly here. The artist sits amid a horrendous pile of bloodied animal bones while she chants and scrubs, symbolically cleaning the recent carnage of the ex-Yugolslavia. Yet, the presence of voices other than those that already run the regular circuit of the art market is glaringly absent. For an international show with such a long tradition that comes along every other year it seems that an opportunity to surprise, amuse, and reflect more widely on a rigorous form of intellectual creativity has been egregiously missed. Then again, our humble curator only had five months to bring all this together. What should make Venice worth the trip, aside from the scenery, is its long-standing commitment to national pavilions from all over the world. Here, we find a piece of the real world as most of these representations have some sort of governmental hand in who gets to be the face of a nation. And it sure is nice strolling from pavilion to pavilion, enjoying a glass of vino here and there, seeing art, and the real reason—seeing what everybody else is doing—talk about profiling. Power brokers gathering at the bar ___ of course was the most amusing attraction. Back to the art: Thus, the Australians have mounted an exhibition of Aboriginal artists. With all the recent discussion of the government’s past actions in the form of stealing Aboriginal babies, this is the biggest nod to politicaly correctness exhibited. The American pavilion, though a long time coming, has the work of Robert Colescott, the first black American to solely represent the pavilion. No surprise in the year that Bill Clinton aims to stake his claim on the reconciliation of the races in the United States, where the year has witnessed the release of Black Panther Geronimo Pratt, the reopening of the Birmingham bombing and Martin Luther King assassination cases. Interesting things happen elsewhere as well. The old Czechoslavkian pavilion has been divided in half to accommodate a Czech artist and a Slovak. And a Georgian artist is represented in downstairs space of the old Russian Pavilion. The Federal Republic of Yugoslavia has only a Montenegrin artist. It is distinctions such as these that elucidate the production of visual art around the world. Forces that seemed to be ignored or at least neutralized when given over to the system, which rests assured in its own past, present, and future. Franklin Sirmans


Venezia: L’Insostenibile Leggerezza da Bianchezza
di FRANKLIN SIRMANS Flash Art Intrnl editor

Siamo ancora così romantici da pensare che questa gita riguardi l’arte? Si, lo siamo, e dovremmo esserne delusi. Tutta quell’acqua, benché torbida, ci scintilla attorno. Siamo in un isola... una meravigliosa serie di isole, pieni di cose che la vita di ogni giorno in città non può offrirci: intricate bellezze in una città soffocante. La amiamo! Sono tutti ben vestiti, avendo attentamente selezionato i propri vestiti giorni, settimane, addirittura mesi in anticipo. Venezia è uno di quei pochi posti, dove si può verificare la propria importanza nel mondo... Le storie saranno raccontate dalle riviste in tutto il mondo la settimana successiva mentre noi staremo prendendo un respiro prima di spostarci verso: Documenta X, Skulptur Projekte, Lyon, Kwangju, Johannesburg, Istanbul- forse stiamo risparmiando il meglio per dopo. Quest’anno la Biennale di Venezia è stata organizzata da un figlio originario Germano Celant (è un espansionista internazionale del Guggenheim) in un tempo record di meno di sei mesi. la mostra centrale, “Futuro, Presente, Passato” della quale Celant era responsabile, è nelle spaziose Corderie. Durante i tre giorni d’apertura alla stampa, i paparazzi del mondo dell’arte regnavano tra strade e canali. I locals, se c’è qualcuno che possa essere definito local veneziano, scarseggiavano. D’altra parte è più vero che Venezia abbia questa funzione, del fatto che avvoltoi del mondo dell’arte sono scesi sul cuore del movimento secessionista LegaNord. L’esposizione, che durerà fino al 9 novembre, si avvale dell’intervento di un apparentemente famoso architetto italiano, che deve aver fumato qualcosa di veramente molto buono, per venir fuori con una stonata aggiunta rovina spazio. Una fetente moquette grigia che ha coperto un pavimento peraltro perfettamente adatto. Germano non diversamente da Julian Schnabel (quello che ha fatto: “Basquiat: il film”) se la trotterellava per l’esposizione lookkando cool, come un cetriolo, mentre le telecamere inquadravano ogni suo movimento. Il suo animo è caratterizzato da una consistente cortesia. Celant esibiva capelli neri brizzolati e occhi neri dietro ad sportivi occhiali da sole in un look atletico. Mi ha impressionato come uno di quei tipi nel mondo dell’arte che ha quel non so che... mi sento cosi a mio agio davanti a Hugo Boss che mi sventola un assegno da 50 pali come lo sono al bar con lui che mi dice “questa birra è per te”. La sua biennale è probabilmente quel versatile savoir-faire in ogni situazione. Il tono di questa biennale è quel completo combattuto mix un inarmonioso viaggio visivo. Non il cd con la grassa singola traccia che puoi ascoltare di continuo ma i restanti pezzi sono incoerenti. Stando ai numeri, l’attuale stato del mondo è qui soffertamente malrappresentato. Questa mostra fa apparire il G-7 multiculturale. Celant, un italiano a NY, ha dato vita al supersballoso totalmente ovvio. Mondomercato dell’arte questo è per te! La selezione artistica include 19 americani (soltanto uno non bianco (verificate)) e 13 italiani. Oltre a queste non ci sono altre sorprese: 7 tedeschi (quello tedesco è il più grande mercato dell’arte al mondo sostenuto dal governo), 4 inglesi e 4 francesi riempiono la zona Europa Ovest inoltre c’è solo un cinese, un giapponese un australiano e nessun africano, canadese o sud americano, (La coppa del mondo attualmente ammette 4 nazioni africane e 5 sudamericane (verificate)) La dinamica del mondo dell’arte ha bisogno di darsi una mossa al più presto... Non fraintendetemi, ci sono dei buoni lavori. A questo punto devo dire, che i fattori demografici non hanno nulla a che vedere con il fatto che questa mostra, come panorama dell’arte visuale contemporanea dagli anni 60 agli anni 90, era piuttosto scadente. La grande marcia All’ entrata ci da il benvenuto uno dei più attesi nuovi lavori di Jeff Koons. Voci dicono che abbia conservato qualcosa di meglio per l’apertura del Guggenheim a Bilbao. E il Guggenheim, qui ci perde. Questa scultura di Koons, letteralmente piatta, che si suppone dovesse essere un elefante, sembra il peggior plagio di Keith Haring che io abbia mai visto. Ed io ero solito plagiare i pezzi di Keith Haring sul soffitto della mia stanza. Il che era proprio brutto. Questo è peggio. L’arte degli ultimi anni è sovraffollata dai vari umori dei curatori. Due artisti che emergono al di sopra della crema, in questo mix, sono Pipillotti Rist e Sam Taylor Wood. Tutte e due hanno una sala individuale, una di fronte all’altra, per i loro recentissimi videos, al centro delle Corderie. “Ever is Over All” di Pipillotti Rist è un video proiettato su due pareti. L’inebriante e felice colonna sonora accompagna immagini di una donna che vagabonda per le strade di una città, volteggiando la copia di un fiore lungo e sottile che utilizza per distruggere i vetri delle macchine parcheggiate. Un uomo osserva con incredula indifferenza la donna poliziotto che passa sorridendo, gironzolando lentamente nella direzione opposta. E mentre la storia di Rist sembra esistere al di fuori di ogni possibile tempo reale, le tre pareti video-proiettate di Tailor Wood, “Bad Trip”, si rapporta chiaramente con una concreta narrativa basata su tensioni contemporanee: una coppia che litiga in un ristorante, raccontata in un simultaneo taglio e mix di immagini. L’istallazione isolata di Marina Abramovic, “Balkan Baroque” è quasi un’anomalia qui. L’artista siede in mezzo ad un’orrenda pila di sanguinolente ossa di animali, che lamentandosi spazzola, pulendo imbolicamente la recente carneficina in ex-Yugoslavia. Ancora, l’esclusione delle voci che non appartengono già al circuito del mercato dell’arte salta subito all’occhio. Per una mostra internazionale, con una lunga così lunga tradizione, ha un’opportunità per sorprendere, gratificare e riflettere più ampiamente e in forma rigorosa la creatività intellettuale che sembra essere stata egregiamente mancata. Ma ancora, il nostro modesto curatore ha avuto solo cinque mesi per mettere il tutto assieme. Cosa dovrebbe dare un senso al viaggio Veneziano, discostato dallo scenario, è il prolungato impegno, delle varie nazioni, attorno al padiglione nazionale. Qui troviamo un pezzo di mondo reale, la maggioranza di queste rappresentazioni ha una sorta di prolungamento governativo nel quale si rispecchia la faccia della nazione. Sicuramente a rendere questa una piacevole passegiata da un padiglione all’altro, apprezzando un bicchier di vino qui e là, guardando l’arte, è soprattutto osservare quello che tutti gli altri fanno—-parlando di profili. Potenti brokers si incontrano al bar sono naturalmente l’attrazione più eclatante. Tornando all’arte: Gli australiani, hanno proposto un’esposizione di artisti Aborigeni. Dopo tutte le recenti discussioni delle passate azioni illegali, sui bambini aborigeni, da parte del governo, questa è la maggior adesione ad una esposizione politicaly correct. Nonostante tutto il padiglione Americano, presenta il lavoro di Robert Colescott, il primo Americano di colore a rappresentare da solo il padiglione America. Nessuna sorpresa per l’anno in cui Bill Clinton si propone di affermare la sua benevolenza con la riconciliazione delle razze negli Stati Uniti, con la liberazione del attivista delle Pantere Nere Geronimo Pratt, la riapertura dei casi della bomba in Birmingham e dell’omicidio di Martin Luther King. Casi interessanti sono accaduti anche altrove. Il vecchio padiglione Cecoslovacco è stato diviso a metà, per accontentare sia Cechi che Slovacchi. Inoltre un artista Giordano era ospitato al piano inferiore del padiglione Russo. La repubblica federale Iugoslava ha un solo artista Montenegrino. Sono le distinzioni di questo tipo a delucidare la produzione d’arte visiva nel mondo. Forze che sembrano ignorate o addirittura neutralizzate quando sono consegnate al sistema, che rimane sicuro nel suo proprio passato, presente e futuro. Franklin Sirmans

As appeared on Freezer Magazine 15 - 1997

Scimmie

by Unknown via Mail

Mi piacciono le scimmie. Il negozio di animali all’angolo le vendeva per 100lire al pezzo. Strano prezzo, normalmente sono un paio di milioni. Ho deciso di fare il figo. Ne ho comprate 200. Mi piacciono le scimmie. Ho un’auto grande. Ho lasciato che una la guidasse. Il suo nome era Sigmund, era ritardata. In realtà nessuna di loro era molto brillante. Continuavano a tirarsi i pugni nei genitali. Io ridevo. Poi mi hanno tirato un pugno nelle palle. Ho smesso di ridere. Le ho scaricate nella mia stanza. Non si sono adattate molto bene al loro nuovo habitat, urlavano, si lanciavano a tutta velocità rimbalzando sul divano. Si schiantavano contro il muro. Sebbene fosse molto divertente all’inizio, lo spettacolo perse di novità dopo la terza ora. Due ore dopo ho capito perché costavano così poco.. erano morte tutte. Nessun motivo apparente. Tutte semplicemente si accasciavano, morte. Come quando compri un pesce rosso e ti muore due ore dopo. Dannate scimmie a buon mercato. Non sapevo cosa fare. C’erano 200 scimmie morte stese dappertutto, sul letto, sui vestiti, penzolavano dagli scaffali.. Sembrava che avessi 200 tappetini in pelle. Ho provato a buttarne una nel cesso, poi ho tirato la catena. Non ha funzionato, si è incastrata.
Ora avevo una scimmia morta bagnata e 199 scimmie morte asciutte. Ho provato a immaginarmi che fossero imbalsamate. Ha funzionato finché non hanno iniziato a decomporsi. Incominciavano a puzzare veramente. Mi scappava di pisciare ma c’era la scimmia morta nel cesso e non volevo chiamare l’idraulico. Mi sarei sentito imbarazzato. Ho cercato di rallentare la decomposizione congelandole. Sfortunatamente c’era posto per due sole scimmie alla volta, così dovevo cambiarle ogni 30 secondi. Ho anche dovuto mangiare tutto il cibo nel freezer per non farlo andare a male. Ho provato a bruciarle. Non pensavo che il mio letto fosse infiammabile. Ho dovuto spegnere l’incendio. Ora avevo una scimmia morta bagnata nel cesso, due morte congelate nel freezer e 197 scimmie bruciacchiate in decomposizione ammucchiate sul letto. L’odore non migliorava. Iniziavo ad agitarmi per l’impossibilità di usare il bagno e l’incapacità di disfarmi delle mie scimmie. Ho colpito ripetutamente una di loro. Mi sono sentito subito meglio. Ho provato a buttarle ma lo spazzino mi ha detto che la città non era autorizzata al trattamento di carcasse. Gli ho detto che ne avevo una bagnata. Non ha voluto prendere neanche quella. Non gli ho chiesto per quelle congelate. Sono finalmente giunto ad una soluzione: le ho date via come doni natalizi. I miei amici non sapevano cosa dire. Insistevano che il regalo era gradito ma mi rendevo conto che mentivano. Ingrati. Allora li ho presi a pugni nelle palle. Mi piacciono le scimmie.

As appeared on Freezer Magazine 15 - 1997

Dove nascono i cicloni

di Paolo Gobetti con la partecipazione di Silvano “duck forever” Negri

Accadeva tutto in un tranquillo fine Novembre, a Livigno, quando io e l’amico Duck Forever decidiamo di ripetere la divertentissima vacanza del ‘95 in Portogallo. Dove andare? Mica è facile, manca un giorno alla nostra prevista partenza, te lo ricordi Ghincio? E i surfisti? Mamma mia che sballo! Mi piacciono le onde ma quest’anno ho bisogno di caldo, America, Florida... Miami.
Dopo una notte infame (“sacre sindoni” che sudano nel letto... è la tensione della partenza), assonnati, ci buttiamo nel primo aereo per Miami. 25 gradi, umidità 70%, gente di colore, scarpe da tennis, ponti, seni prorompenti, skate... è proprio America! Anzi, siamo proprio a Miami!!
Ecco la pensioncina giusta in Ocean Drive, sul lungomare più famoso d’America. Donne e macchine da sballo, e quando dico da sballo dico da SBALLO!! “Ehi Duck, domani in spiaggia voglio proprio rifarmi gli occhi, guarda quella che figa!”. Ecco Duck mettere in pratica la sua tattica da fotografo scaricando addosso quei 36 scatti all’indifesa ma compiacente preda. Uffa, voglio proprio fare anch’io il fotografo
L’indomani bermuda sopra il ginocchio, canottierina da muratore palermitano, cappello, l’inseparabile macchina fotografica in spalla e una rosa rossa infilata nello zaino (sempre efficace per conquistare!). Ci appropinquiamo (?? ndr) verso la spiaggia di Miami Beach!! A pochi metri da noi una bellissima pista rollerblade, mentre da lontano due ragazzoni in bici, perfettamente depilati, a torso nudo e mano nella mano, ci sfrecciano a velocità sostenuta sotto il naso; belli, e quando dico belli intendo BELLI! Forse per un leggero senso di inferiorità, ma in quel momento mi sentivo una cozza. “Ehi Duck, se qui a Miami sono tutti così, mi sa che ci conviene continuare a farci le pippe”. Duck non si fa scalfire minimamente dalla situazione e mi trascina imperterrito nell’affollata spiaggia. Ovunque bei ragazzi, tanti, forse troppi, anzi, veramente troppi. Spudoratamente Duck, con un americano tutto suo, chiede al bagnino dove sono le ragazze. Con fare gentile, direi addirittura affettuoso, il bagnino ci spiega che a Miami in questo week-end c’è il famosissimo incontro annuale dei gay della Florida... come inizio non c’è male! Dopo lo sconforto iniziale ci buttiamo nella folla a scattare le foto ricordo. Ed ecco Mike regalarci un nuovo tipo di vaselina che, sostiene lui, è eccezionale: I-D Water Based Personal Lubricant. Da una sdraio lì accanto, depliant alla mano, un altro amico ci spiega come arrivare alla festa più divertente del week-end gay, “Paolo forse è meglio evitare, sai!”, “OK Duck”. Strano, ma allo stesso tempo molto divertente: io e Silvano eravamo perfettamente in simbiosi. Forse per un attimo l’ho anche amato. Scherzi a parte, passiamo oltre.. Ed ecco che dal cappello di Mandrake (la mitica agenda di Duck) esce l’indirizzo del suo carissimo amico Sato. Urca che personaggio!!! Sta Miami per lavoro: modelle, attori e tutto ciò che fa fashion. Ci infiliamo in una festa privata sotto suo invito e dopo tre bourbon gingerail riesco a superare l’imbarazzo. Le più belle donne d’America mi girano intorno come se nulla fosse!! Mi sono perso Duck! Aiuto. Aveva ragione mio nonno (gli hanno sparato in Australia) “impara l’inglese”... cazzo! Al quinto bourbon gingerail non ricordo più niente, ma per dovere di cronaca credo che fossero le 9.00 quando siamo rientrati. La vacanza prosegue così per altri tre giorni e con un cerchio alla testa perenne; paranoiati, decidiamo di cambiare vita...
Dopo un pomeriggio passato nella Jacuzzi e qualche litro di acqua naturale, ci incontriamo con un vecchio amico che ha lavorato a Livigno, un capellone cubano simpaticissimo, ora famosissimo piastrellista a Miami. Con lui finalmente una serata un po' sana, tra gente più normale, certamente più sincera e sicuramente più simpatica “a me sto fashion mi aveva rotto un po' le palle”; che puzza sotto il naso..
Come sempre la vacanza vola, ormai siamo agli sgoccioli. “Ehi Paolo, dobbiamo fare i regali di Natale”, “hai ragione Duck, infiliamoci dentro questo shop, guarda quanto è grande”. Il taxista sogghigna, locale per soli adulti aperto 24 ore su 24: “Florida”, il più grande sex-shop di Miami! Le risate... fra lingue di gomma, Babbi Natale che si masturbano, uccelli in lattice grandi quanto una proboscide di elefante, fighette a carica alte due dita che saltellano sul bancone, saponette falliche, intrugli afrodisiaci, bambole gonfiabili tanto gonfie da doverci mettere i pesi da sub. 210 dollari di regali dentro i sacchetti, l’occhio attento del commesso disponibilissimo a consigliarci questo e quest’altro accessorio, atto a migliorare la nostra vita sessuale o facilitare i nostri gran segoni (anche stavolta sembriamo una coppia felice). “Ehi Duck, non ti sopporto più”, “idem Paolo”.
L’indomani.. “guarda Miami dall’alto.. che strana vacanza, vero Paolo?”, “puoi dirlo forte, non ci ho capito un cazzo di Miami! Che ciclone!!”, “una cosa che non mi spiego Paolo, con un clima così mite per tutto l’anno, come mai tutti hanno il raffreddore?”, “sarà l’aria condizionata Duck”.

As appeared on Freezer Magazine 12 - 1997

guide: COME LIBERARSI

di Gigi Keller

lo scorso numero abbiamo parlato della seduzione femminile vista da un uomo, in questa parleremo dell'arte dello scarico: ovvero come liberarsi dall’inimico oppressor che dopo un periodo di amor vi sta levando il sangue goccia a goccia.

Dopo un primo periodo di occhiate d'intesa, giornate passate a fornicare, e grandi progetti per il futuro, viene il pericolosissimo periodo della noia... Voi vorreste snowboardare ma lei no, e vi obbliga a serate pseudoculturali, film pallosissimi, ritrovi con amici (suoi) dei quali ve ne frega meno di un cazzo, domeniche pomeriggio passate a guardare la TV... e ci sono due metri di powder e il sole. State già meditando il suicidio... se la vostra tipa non è una bettie (ah ahah) il futuro vi si prospetta grigio. Se lei è una bettie ma anche una snowbimba, preparatevi a musi interminabili solo perché non l’avete aspettata durante l’ultima discesa. Questo vi fa salire lo stress a 2000 e meditate l'omicidio. Il problema sta nel fatto che voi vi siete stufati della situazione e non vi attizzate più. Per servitù, poi, vi sentite anche obbligati a non mollarla di brutto (si sa: è sempre comodo un posto dove andare a sbattere il naso ogni tanto... naso?!?) e non sapete cosa fare.. Il tutto logicamente è camuffato da delle di lei sibilanti frasi condite da: “Puoi fare quello che vuoi”, “Nessuno ti obbliga” etc etc. La vostra ex-amata, che ora è diventata peggio del conte Vlad Das Vampiren, vi sta levando il sangue goccia a goccia. Le soluzioni che vi si prospettano sono molteplici: sviluppare l'arte della menzogna, fare buon viso a cattivo gioco (“egli tiene sei facce come il dado”) oppure, ancora, soluzione drammatica: il famigerato “scusa, dobbiamo parlare...”, che lascia intendere che:
A) Siete incinto
B) La volete mollare

Visto che la soluzione A) è assai improbabile, la B) è matematica. In questo caso è mui importante mantenere un comportamento rispettoso delle sue imprevedibili reazioni e lamentele. Cercate di mostrarvi sempre innocenti di fronte alla furia inquisitrice della vostra ex-amata. Dovrete assumervi la responsabilità dei maggiori eventi catastrofici degli ultimi 20 anni (dirottamenti inclusi). In questo modo placherete un pò la sua rabbia, e, colpita dal vostro “mea culpa”, vi lascerà andare convinta che non è colpa sua.. è importante, molto importante non rinfacciare niente del tipo: “ma tu mi non mi fai mai i soffoconi!!”.. questo è veramente pericoloso!
Se la tipa vi interessa ancora per qualche particolare fisico (tette e culo da schianto) potete giocare al dado (le sei facce). Questo simpatico giuoco consiste nel non farle capire che non ce la fate più e questo significa che la terrete buona con l'arte della menzogna e del "coccolone", ma con parsimonia, di modo da non saturarvi e non esplodere in botti d'ira che potrebbero farle capire che siete al limite: delle macchine da corsa spinte al massimo, Super Fly, TNT, etc etc. L'arte della menzogna la si usa per mimetizzare la vostra sfrenata attività privata che può anche (e spesso non è) non essere sessuale, di vita vissuta con gli amici che non vedevate da tempo (servi della gleba... ), concerti, cinema, serate di vostro interesse, e non le noiosissime serate a base di pane, TV e amor che ultimamente la vostra svuotata musa riesce a darvi. L'importante è non abusare per evitare delle figure storiche del tipo “ho visto l'ultimo film di Van Damme dove lui distrugg... intendevo dire che avrei voluto vederlo con te, mia cara, ma mi sono permesso di leggere la recensione sul giornale.. scusa tanto.” oppure “ieri sono andato con Topazio, Spruzzio e il Strazzo in giro e abbiamo visto la Toti con il suo cazzosissimo moroso, sembravano la pubblicità del bidone aspiratutto...” (pausa di panico) e lei “ma ieri non sei stato tutto il giorno in biblioteca a preparare l'esame di “Studio della teoria dei frullatori a catapulta 2?”. A questo punto siete nella merda, lasciatevelo dire, non potete fare altro che aggiungere: “Si, appunto, li ho visti mentre tornavo a casa” ...quando lei sa benissimo che abitate nello stesso palazzo della biblioteca... E' molto importante anche condire le balle con un pò di vera realtà, questo per:

A. Ricordare più facilmente la superballa

B. Schiacciare lì un: “è quello che ti avevo detto, più o meno” nel caso veniate visibilmente stanati e salvare la situazione.

C. Rendere la balla meno balla

D. Salvarvi il culo in caso di controlli incrociati con amici in comune.

Tutta quest'arte funziona anche nel caso di eccessiva gelosia? Purtroppo no, per la risposta chiedere a Torquemada oppure consultare libri sulla Inquisizione spagnola va benissimo.
A questo punto siete, però, in un vicolo cieco, e il vostro esaurimento nervoso compare sinistro all'orizzonte sotto forma di: inettitudine (voglia di niente), odierete lo squillo del telefono, nervi a fior di pelle, scarso appetito sessuale, scarso rendimento a scuola, non riuscite più a chiudere fs360 indy/nollie flip, scarsa vena creativa, due palle tante, noia, salivazione azzerata, colorito viola topo morto, alito fetente e cose così.
Checosacazzofare?
Il consiglio di un vero amico, che è poi quello che meno vi serve direbbe: "mollala e morta li". Auguri...

As appeared on Freezer Magazine 13 - 1997

1.02.1996

Time

sent by Beppe Demonte

Imagine there is a bank that credits your account each morning with $86,400.
It carries over no balance from day to day.
Every evening it deletes whatever part of the balance you failed to use during the day. What would you do? Draw out every cent, of course!!!! Each of us has such a bank. It's called TIME. Every morning, it credits you with 86,400 seconds. Every nights it writes off, as loss, whatever of this you have failed toinvest to good purpose. It carries over no balance. It allows no overdraft. Each day it opens a new account for you. Each night it burns the remains of the day. If you fail to use the day's deposit, the loss is yours. There's no going back. There's no drawing against the "tomorrow". You MUST live in the present on today's deposits. Invest it so as to get from it the utmost in health, happiness, andsuccess! The clock is ticking. Make the most of today. To realize the value of ONE YEAR, ask a student who failed a grade.To realize the value of ONE MONTH, ask a mother who gave birth to apre-mature baby.To realize the value of ONE WEEK, ask the editor of a weekly newspaper. To realize the value of ONE HOUR, ask the lovers who are waiting to meet. To realize the value of ONE MINUTE, ask a person who missed the train. To realize the value of ONE SECOND, ask a person who just avoided anaccident. To realize the value of ONE MILLISECOND, ask the person who won a silvermedal in the Olympics. Treasure every moment that you have! And treasure it more because you shared it with someone special, specialenough to spend your time.
And remember that time waits for NO ONE.
Yesterday is HISTORY,
Tomorrow is a MYSTERY,
Today is a GIFT,
that's why it's called the PRESENT!

It's National Friendship Week. Friends are a very rare jewel, indeed. They make you smile and encourage you to succeed. They lend an ear, they share a word of praise, and they always want to open their heart for us.

As appeared on Freezer Magazine 7 - 1996

Alex 1996 R.I.P.

by Redo

Erano anni che ti buttavi giù dalle montagne ed ogni volta al ritorno avevi qualche cosa da raccontare. Spesso qualche osso da aggiustare. L'ultima volta la caviglia. Ti ricordo in bilico su una stampella mentre riparavi la MTB e mi parlavi di un futuro viaggio in Vietnam. Eri così. Quest'anno erano gia' due volte che ci eri andato vicino. Gli amici ancora si chiedevano come potessi riderci sopra. Ti ho visto sparire dentro la valanga. Tirare giù dritto per sfuggirle. So cosa hai pensato: "arrivo in fondo, mi giro e mando a fanculo la valanga e quello stronzo di Redo". Ti ho visto sparire per sempre e con te i nostri sogni in comune. Era bello svergare con te, le parole erano inutili. Avevamo parlato spesso, ridendo, di come potesse essere il paradiso degli snowboarders. Un'immensa distesa di Powder. Quando sara' il mio turno gia' so come andra'. Mi aspetterai all'ingresso. Col 146 sottobraccio ed il tuo sorriso da schiaffi mi dirai: "Sei arrivato ancora secondo!". Svergati il paradiso mio caro piccolo bastardo.


As appeared on Freezer Magazine 9 - 1996

Editoria Snowboard

by Rokma

Nel giro di due anni l’editoria snowboard è passata da una situazione di monopolio senza scelta nè competizione ad avere per il prossimo anno sei pubblicazioni in italiano. Sembra che tutti stiano tentando di saltare sul carrozzone dello snowboard offrendo prodotti che vanno dall’improvvisato collage con foto capovolte alla celebrazione di irraggiungibili mete esotiche. La risultante confusione è notevole. Non tanto su che rivista comperare: Chi snowboarda capisce e ha già scelto. Quanto chi promove meglio l’immagine? quale testata circola ed è letta, quale rivista rende il mio investimento pubblicitario più proficuo. A complicare il tutto le fantasiose cifre di copie vendute. Ma il problema non è solo su questi punti. Quale Target? A chi parlano queste varie testate, e di cosa parlano? Agli sciatori che se le trovano allegate? In che modo proporsi alla gente nuova perche é questo che a tutti interessa, vero!? Istruendo chi studia per sfoggiare conoscenze tecniche alla domenica sulle piste? Riempiendo i neofiti di improbabili Slang e istruzioni per l’uso? ma per favore.. O forse il problema e che chi non fa, scrive, o chi non sa fare insegna! Dove è lo spirito dello snowboard, il lifestyle, il divertimento. Chi ha ai piedi le 15.000 tavole vendute? O volete continuare a comprare servizi importati preconfezionati. Ma un minimo di professionalità...
Questi pazzi freestyler sono veramente dei mentecatti? Perchè è questo che traspare dal panorama delle riviste in circolazione. Lo vogliamo veramente ridurre ad una stupida moda, che passa e va? Anche le statistiche dicono che il concetto di sport agonistico è in declino da parecchi anni sostituito da attivita ludiche. Non si accorgono i vostri sponsor quanti nuovi potenziali utenti una rivista piu intelligente potrebbe attirare verso questo diverso modo di vivere la montagna?

Think about it... PEACE and WISDOM! Freezer non ti pacca, garantito che spacca!


Wasting Time (BOARDING TIME)
dall’editoriale del #3: “mai come quest’anno il comportamento dei nostri governanti sarà importante per garantire finalmente la definitiva consacrazione dello snowboard in Italia”
dal #1:”prima di comprare una tavola trovate i soldi”.”Osservando un appassionato snowboarder mentre fa la fila... il primo paragone che ci viene in mente é quello di un orso appena uscito dal letargo... questo stile denominato thrash é quello di tutti gli snowboarder che vogliono in un certo senso far sembrare di essere lì per caso e di avere una tavola ai piedi per pura coincidenza . E ciò li diverte molto”
Troppe parole, poche foto. Chi lo legge? I figli degli sciatori. I fondini sono mitici...


Snowboring (SNOWBOARD)
dal #26: “afferriamo la tavola come se volessimo stringere la parte di noi di cui abbiamo più paura in preda ad un mistico esorcismo”
dal #29:”surfare diventa una via laica e blasfema alla meditazione”
Mettere su i belloni tipo Peter Bauli e Romano Reisino non rende. Grandi le didascalie... Si dice che per fare le foto saltano sul tappeto elastico e poi attaccano le foto su fondi montani. Sarà vero? I risultati delle diete? Due amiche anoressiche, e varie menomazioni. Perchè così tanti redazionali?

Boh Side (B-SIDE )
dal preview: “b-side é tutto ciò che fa trend sul pianeta snowboard” Il grande fratello che selezionerà e tradurrà... le riviste degli altri. Orwell docet!

Schneetischlerei (SNOWBOARDER )
Comprerà articoli da SNOWBOARDER tedesco in a full Angelo Berto style. Ma noi viviamo qui e non in Germania... per fortuna! (pizza uber alles).

Al Bar (ON BOARD)
dall’editoriale del #1: ”primo round vittoria ai punti, il K.O. definitivo arriverà presto”
dall’editoriale del #2: ”dai tweeter della moda escono invece le regole per sentirsi IN in disco, nei locali surf e in pista. L’heavy metal e l’hardcore sono indispensabili per surfare in allegria”
dal #1: ”mi sento un po’ picchiatello, sono freestyler?”
Avrebbero le possibilità economiche per fare grandi cose. Peccato che non sanno da dove iniziare. L’arguzia non si compra. Grunge il layout rustico. Chissà se per il 96 comprano un paio di forbici nuove. La sorpresa primaverile é che era allegato a Sciare solo su una parte del territorio.

Frosties (FREEZER)
dall’editoriale del #2: ”ma da dove arriva lo spermatozoo? la mia amica Susi dice che lo fanno le ostriche”
Troppo poche donne. Troppe parolacce. Dove sono i carvers? “le foto sono sfuocate”. Quando è che mettono una lente di ingrandimento allegata?

As appeared on Freezer Magazine 3 - 1996

1.01.1996

Griass Gott in Sudtirol

La redazione di Freezer sensibile alle difficolta linguistiche che i giovani snowboarders italiani incontrano viaggiando, indroduce questa:

Piccola guida per essere benvenuti in Sud Tirolo
by the Seizeralm Crew

Saufmer pollamol piffl - Oh! sei troppo bravo in snowboard.
Scheiss schiforer hoscht dor wea getun - Sei il mio idolo, mi rifai questa manovra.
Du bisch a dreckige funze - Sei bella come il sole.
Of dor olm do gibs koa sund - Quando snowboardi sull’alpe impari tutti i trix.
Du bisch a schlapp schwanz - Sei troppo un torello italiano.
Du bisch an orsch mit ohrn - Sembri un dio greco!
Gestern lei mohl und haint schun zua - Ieri volavi, ma oggi sei proprio il n.1.
Gea scheissen du arschloch - Sono orgoglioso di essere con te, amico.
Du saglsch zu viel - Ci sai veramente fare con le ragazze!
Gea mor net af di eier - Scusa potresti venire qui un attimo?
Soll i di wurzn - Hai bisogno di qualcosa?
Du schpitzfotzige gosse - Hai propio un profilo francese.
Gea mir net af di eier - Scusa puo ripetere che non ho capito!
Red koan scheiss - Giusto! hai proprio ragione.
Fetz ob - Scusa.. un informazione.

As appeared on Freezer Magazine 3 - 1996

guide: SNOW GROUPIES

di luigi keller

OVVERO COME CATTURARE IL GIOVANE SNOBBAUXER TANTO CARINO CHE AVETE ADDOCCHIATO OGGI... CHE FORSE NON E’ TANTO BRAVO MA E’ MOLTO CARINO E MI PIACEREBBE PROPRIO AVERCI UNA STORIA SENTIMENTALE COME CENERENTOLA MA NON SO PROPRIO COME E DA CHE PARTE PRENDERLO. OVVERO L’ARTE DELLA SEDUZIONE FEMMINILE VISTA, SMINUITA E RIDOTTA (COME IL BIGNAMI), CON GLI OCCHI DI UN MATURO UOMO DI ESPERIENZA.

Sebbene tutte sappiano come appiopparsi, o farsi oggetto di interesse, dallo snowbauxer di grido, vi sono alcune regolette che una ragazza perbene alle volte può non capire ragionando da tonna, e forse è meglio che un maturo uomo di esperienza vi spieghi, con il dovuto rispetto, come far cadere il povero e ignaro futuro servo della gleba, nella vostra tela di ragne assetate di vite umanoidi. (non sempre gli snobbauxers sono umani). Ricordatevi che tira più un pelo di f... che due metri di powder.

L’indossare particolari scollature, mostrare la mutanda o meglio anche qualche cm di carne, rende l’approccio molto più facile. La tetta spinta butta un casino, specialmente se si lascia intravedere che all’interno c’è qualcosa che si può toccare, quindi via i magliettoni stile thrasher e su con magliettine superaderenti e scollature mozzafiato. Il resto, vedi jeans, si può tagliare e/o rompere in classici punti strategici, come il sottoculo e/o la coscia. Anche un bell’ombelico, o panza nuda con un bel top che faccia l’effetto “vedo non vedo” provocherà sussurri, gridolini e anche qualche polluzione. Fare in modo che il povero e ignaro capisca che di lì a poco potrà nascere qualcosa. Il contatto risulta molto facile anche se voi lo intratterrete con discorsi del tipo: “ho visto lo switch method che hai fatto prima, me lo impareresti un pò?”. Ricordatevi che lo snobboarder è un narcisista, quindi esagerate pure pompandolo di aggettivi che lo possono già pericolosamente avvicinare allo status di semidio... egli sarà molto più vulnerabile adesso... ahr, ahr, ahr...
Vabbè, una volta approciato l’ignaro vittimo, viene la parte più difficile. Spesso il “lingua in bocca” risulta un pò poco per mantenere un rapporto duraturo, soprattutto se ci volete perdere un po’ più di tempo, o se l’ignaro vi interessa un pò di più.
Ah, dimenticavo.. se pensate che LUI debba diventare, o già sia, l’uomo della vostra vita... provate a immaginarvelo mentre caga e fa una puzza incredibile (NB: nessuno mangia sapone), oppure rutta a tavola a una cena di gala dove voi avete deciso di presentarlo al vostra blasonatissima famiglia, annega nel vomito, fa figure demmerda, fa stagediving e tutti si spostano, oppure in altre situazioni imbarazzanti. Vi passerà tutto in un baleno.
Vabbè, scherzavo...
Esso vi interessa a tal punto che decidete di passarci la notte, magari offrendogli del vostro meglio. è qui che sta la trappolazza.. Più intensa sarà la nottata, meno vi si scollerà di dosso il giorno dopo: se questo è quello che vi interessa continuate pure a leggere.
L’uomo è un animale molto semplice da essere capito, esso, al 98% dei casi, di fronte alla fessurina cede e diventa docile e ammaestrabile come un cane. In presenza di particolari attenzioni (sessuali, si intende) egli soccombe miseramente ad ogni vostro diktat e/o pensiero.
Volevamo arrivare proprio qui: il fatto di dargliela o no è pregiudicante per arrivare al nostro obiettivo? (Sta di fatto che prima gliela date, prima otterrete il risultato desiderato) Si e no: non e’ pregiudicante se non gli fate mancare niente, cioè se invece di dargliela gli date e/o fate qualcos’altro, avrete la situazione in mano (ooops) e lui avrà capito che la cosa può funzionare.
Il fatto di darsi senza ritegno è solo una nota di merito in più ma attenzione... non siete delle troie, solamente vi piace darvi, e questo fa una grande differenza!!
Datevi solo a chi vi interessa realmente, e non inventate quella stupida scusa che quando bevete la date via più facilmente perché non vi rendete conto! Ah ah ah! Beccate! Mi raccomando, evitate gli approcci violenti tipo mano nei pantaloni... questo è assai poco stiloso... la torta va mangiata con calma e così la vittima va prima bollita e poi bruciata...
questo logicamente in serata, non la settimana prossima, ok ?

RICORDATEVI il morbo che tutti, o quasi, assale e anche che le gravidanze non previste non sono poi molto comode quindi: a parte il Bruzzi che gira con una scorta di Olla o altri gommini simili, la maggior parte degli uomini girano SENZA condom. Se proprio proprio, anticipateli e con aria superiore, decisamente superiore, ma educata, dite loro: “ce l’ho io!.. azzo”. Se prendete la pillola, diteglielo solo dopo (un pizzico di bastarderia). Questo per rendervi conto che può essere leggermente imbarazzante andare a comperarli in farmacia... (par condicio e moral majority del cazzo).
RICORDATEVI anche che, la maggior parte degli uomini è sì maiale, ma non pornodivo, sappiate essere quindi comprensive e non fermatevi, continuate il petting senza preoccuparvi del vulcanico giovanotto o se lui è già esploso (bum!). Ad avvenuta esplosione, mi raccomando, evitare frasi del tipo “di già?”, oppure “che schifo!”, “ma io pensavo che tu” ...non c’è un cazzo da pensare e/o da pulirsi, avanti tutta per il raggiungimento del proprio piacere personale, senza pause e senza risolini stupidi che gli lascino intuire la vostra delusione, ma anzi, cercate di fargli capire che:
A: Non è successo niente
B: Volete esplodere anche voi.
C: Che vi è piaciuto molto.
D: Che esploderà ancora durante la serata.
E: Che ne volete ancora, ancora, ancora...

I preliminari sono molto importanti anche perché non è molto stiloso stantuffare e basta... può essere anche da questi che lui capisca la differenza e che chimicamente cominci ad interessarvi a voi. E qui c’è un grosso punto interrogativo: vi piace o no? Se si, tutta questa lezione di vita potrebbe esservi utile, se no o forse, andate tranquillamente a macerarvi nel dolore dell’amore perduto... Io parto dal presupposto che piaccia, come piace snowboardare, mangiare, ascoltare le cagate del Bruzzi, etc etc. Quindi, lasciarsi andare è bello.
Torniamo in carreggiata: gliela diamo o no? A questo punto mi dispiace dirlo ma: l’uomo è falso per natura (come la tonna se non meno) se non gliela date e lui vi dice che fa lo stesso, che aspetterà il momento, che etc etc... sta già pensandovi a male parole e il giorno dopo, invece di pensare alle vostre dolci carni tirando delle facciate in pipe da non poco, sarà lì a provare trickettini e trickettoni dal nervoso e non vi cagherà più di tanto... il porco. Abbiamo quindi capito un pò di questo strano animale. Una volta decisa a darla, ricordiamoci, e qui tiro fuori la mia parte femminile, che siamo lì per provare Piacere, con la P maiuscola, e tutto deve essere in un ottica decisamente egoista. Questo ci farà apparire appetibili e disinibite alla ricerca di emozioni e piaceri... e questo all’uomo piace un casino!!! Ma soprattutto a nessuno, a parte i necrofili, piace unirsi con un morto e poi visto che siamo lì, abbiamo deciso per il meglio... e allora via, non stiamo mica ammazzando nessuno... se non siamo qui per godercela era decisamente meglio restare in un pub a disgraziarci il fegato, magari solo a guardare l’Alberto Clement ubriaco, no?
La ricerca del piacere è un arte che si può raffinare... ahr, ahr. A questo punto preliminari+stantuffo+piacere, corrisponde nella maggior parte dei casi a rispetto eterno... soprattutto dalla parte di colui che ne ha giovato... ma non vantatevi della conquista, passereste da troia. La sottile differenza sta nel fatto che, come mi auguro, voi non l’abbiate fatto per essere accettata dal gruppo di praus di cui il giovane fa capo, perché sennò la cosa sarà visibile a tutti, specialmente a lui, che il giorno dopo non vi cagherà più di tanto e sarà lì sul funbox a tirare le facciate, non perché vi pensa ma perché è stanco. Inutile dire che se siete una strafiga potete evitare tutte queste cose per un pò, potrete anche fargliela aspettare un po’ di più, ma anche in questo caso (anche se vi chiamate Naomi) non vi garantisco il risultato.
L’uomo è un essere semplice e gli piacciono le cose semplici, quindi evitate disturbi psicologici o racconti del tipo: “quando avevo tredici anni mio cuggino me lo ha fatto vedere” o peggio. Se non siete sicure, non mettetevi in situazioni dalle quali sarà quasi impossibile uscirne, piuttosto sognatevelo toccandovi e quella sera tiratevi giù una storna di grappa.
Questo significa che il sesso puro può essere un’arma... ma a doppio taglio. Al ragazzo snobbauxer butta il sesso perché vede gli americani con le strafighe e si vuole immedesimare in loro, ma non sa di essersi cacciato nei guai. In ogni caso per me è una delle grandi gioie della vita.. capirete quando sarete più vecchi... Pagherete cara più avanti, miei giovani e prodi kamikaze, la nottata brava pregna di gemiti, umori, amori e, perché no, trasgressioni... grrrr.
In questo modo vi sarete procurate il vostro servo della gleba, il vostro Terminator personale e soprattutto avrete coronato il vostro sogno d’amor. Risulta però difficile essere credibili se la date a dx e a sx, in switch, etc. Lui lo sa e la prenderà come un’avventura e a voi resterà solo un numero sulla vostra agenda (forse).
Questo è per immedesimarmi nella mente dell’uomo comune perché io le ragazze easy le amo e le rispetto tutte, meno una. Purtroppo dovremo combattere contro i pregiudizi... in ogni caso voi avete deciso che lui è l’uomo del vostro periodo (lungo o breve, chissà) e ora sapete come accalappiarlo, circuirlo, sottometterlo, farne brandelli... eh sì, perché in un futuro di amori intensi e non, non potrete rompere-senza-essere-rotte.
Abituatevi all’idea che niente è eterno e immortale (solo io) ma vivete le vostre storie con energia e passione, lacrime e sangue, gioie e dolori, donne e motori, etc ma vivetele intensamente: vi farà più dure e pure.

Detta questa marea di cazzate stilo qui di sotto la classifica delle ragazze, tonne snowboarder più più, che ammiro e stiro e che amerei volentieri, ma anche se il mio status di single mi attizza, l’età mi castiga e non mi tira cchiù:
1. Federica, beato chi ti si... potrei scrivere un libro del perché mi attizzi.
2. Heidi
3. Maya Le altre non me le ricordo...

Punk and destroy e tante belle cose... GGK

Questo testo è stato approvato da una giovane madre disinibita che dopo averlo letto ha detto: “O le donne le conosci un casino... o hai un culo incredibile perché ci hai beccato tutto!”.
Bacimme le mani...

As appeared on Freezer Magazine 10 - 1996

Mangiasassi

di Felice De Sena

Questo mese Freezer regala ai suoi affezionati lettori una nuova rubrica: "Arricchiamo il nostro ristretto vocabolario". - alla pag. 1046 del vostro vocabolario "Il Trovatelli 1996", tra il sinonimo mangiasapone e mangiasego va inserito il termine mangiasassi:

mangiasassi
(comp. di mangia- e il pl. di sasso) agg.; e anche s. m. e f. inv. - (agg.) 1 Che, chi mangia abitualmente o smodatamente sassi. 2 (fig. cinematogr.) Umanoide sassiforme dotato di grande forza fisica e di limitata intelligenza, che si rammarica verso la fine del primo episodio della fortunata serie de “La Storia Infinita”, di non essere riuscito con le sue possenti mani a trattenere i suoi amici dalla furia distruttiva del Nulla: “Sembrerebbero mani grandi e forti le mie...”. 3 (fig. skate/snow. spreg.) Termine originario del Trevigiano, ora in uso en todo el mundo, é usato per indicare un persona o un animale che mostra grande stupidità, mente tarda e ottusità nel parlare, nel muoversi, nell’approccio con l’altro o con il proprio sesso, nel provare determinati tricks, in snow, in skate e sul surf. 4 (storic.) Verso la fine degli anni ’60, gli effetti derivanti dall’uso di allucinogeni combinati con eccitanti e dall’abuso di Cannabis e canapa indiana, diedero alla luce una razza umana diversa dalle precedenti, più polleggiata, meno intesita e particolarmente sensibile al richiamo della natura, soprattutto quella della montagna nel periodo invernale, dove cerca letargo nelle baite in quota
grazie all’abbondanza di alcolici e, caso strano, attirata nella stagione estiva verso spazi cementati transizionabili oltremodo adatti all’accoppiamento (es. Lignano in spiaggia ad Agosto). Purtroppo data la loro attitudine a cazzeggiare, sono spesso nei guai con la giustizia, con la mamma, con la scuola e con la o il parter che può essere solamente un mangiasassi proprio per la totale mancanza di serietà. 5 (sin.) Attenzione, però! Il mangiasassi é anche un’attitudine; si definisce (-) colui che solo e esclusivamente in quel momento può aver combinato o detto qualcosa di totalmente stupido, illogico e controproducente.

As appeared on Freezer Magazine 9 - 1996

guide: PRESERVATIVI

Abbiamo fatto girare il questionario
FOTTI IL VIRUS:
inchiesta sull’uso del preservativo by FREEZER mag
con domande rivolte a entrambi i sessi. Ecco le risposte più significative...

LO HAI MAI USATO?
- penso di no (tian,23,ge)
- Sì, purtroppo! (alex,24,sv)
- Lo indosso tutt’ora, giorno & notte (stefano,25,bz)

PERCHE’ LO USI?
- per scaramanzia (raffaella,20,sv)
- fa bene alla salute (davide,20,mi)
- perché é trendy (tian,23,ge)
- perché uso la pillola e Max dice di non avere malattie (alessandra,20,bg)
- perché non voglio far prolificare i nani (luca,18,tv)
- per abitudine, ormai ci ho fatto il callo (stefano,25,bz)
- per simpatia! (ulrico,25)
- per tenere lontano l’AIDS ed eventuali mocciosi (marco,22,mi)
- per fottere il virus! (omar,25,mi)

PENSI DI USARLO IN FUTURO? PERCHE’?
- magari! Vuol dire che ho beccato! (ulrico,25)
- fa parte della mia vita ormai...si é come termosaldato! (stefano,25,bz)
- sì, vuol dire che mi tirerà ancora (andrea,mi)

COSA LE DICI QUANDO LO INFILI A ROVESCIO?
- uée, porco dào che minchia ho fatto!! (tian,23,ge)
- aiha, dolore, attenta al pelo (massimo,21,bg)
- porco mondo, che gioco é questo! (luca,18,tv)
- ‘azzo! Di nuovo! (enrico,22,ge)

TI SEI MAI ADDORMENTATO DIMENTICANDOTI DI TOGLIERLO?
- non lo so, dormivo! (ulrico,25)
- quasi sempre (omar,25,mi)
- no, ma ci proverò (enrico,22,ge)

QUALE MARCA/GUSTO/COLORE/MISURA PREFERISCI?
(qui ci sono state risposte di ogni tipo: colore chiaro, gusto pulito; polenta e usei; quelli della Lego; basta che non sia bucato; quelli che mi regalano; mozzarella; phonola...)

QUALI PROBLEMI PUOI INCONTRARE NELL’USO, E COME PUOI EVITARLI O RISOLVERLI?
- le prime volte si ammosciava (una bilancina senza nome,mi)
- non capisco come mai alcuni preservativi possano essere stimolanti e ritardanti contemporaneamente, forse bisogna infilarlo prima dalla parte stimolante, poi quando é stimolato bene bisogna levarlo e reinfilarlo dalla parte ritardante (stefano,25,bz)
- dimenticandomi di metterlo (davide,20,mi)
- se é troppo secco si può rompere (nicola,20,tv)

TI E’MAI CAPITATO DI ROMPERLO, E HAI FATTO L’ONESTO O LO GNORRI? TE NE SEI ACCORTO SUBITO O PER PURO CASO?
- io? io gniente saccio! (ulrico,25)
- mi hanno beccato al supermercato con lo spillo in mano (andrea,22,tn)
- sì, ho fatto il consapevole dispiaciuto(massimo,21,bg)
- si una volta, con tua madre,scusami Claudio (stefano,25,bz)

TI E’ CAPITATO DI SFILARGLIELO SENZA VOLERLO NE’ACCORGERTENE? COME E’SUCCESSO?
-la prima volta che ho fatto un’orgia a 6: mentre uno l’avevo in gola, uno in figa, due in mano e uno in culo, non capivo un cazzo e a uno si é sfilato! (romina-nome falso,16,mi)

LO HAI (TE LO HA) MAI FATTO A BRANDELLI? COM’E’ SUCCESSO?
- no, però ho fatto un sacco di bombe d’acqua, collaudavo il punto di rottura (enrico,22,ge) -la mia ragazza sì, le si é impigliato nei denti e io gliel’ho fatto notare perché mi stava facendo male (beppe,19,mi)
- sì, sai...la luna, la spiaggia, le palme il profumo di sale.... (stefano,25,bz)
- stavo usando uno di quelli ultrasensibili, mi son detto “però che caldo che sento..”, meno male che sono uscito prima perché era tagliato a metà! (marco,25,ge)
- mi sono stressato perché non sentivo niente e l’ho strappato (alex,24,sv)

HAI MAI TENTATO DI AGGIUSTARLO, E COME?
- sì, con l’Attack...ma lo avevo ancora addosso!! (andrea,22,tb)
- sì, con la shoegoo (stefano,25,bz)
- no, ma ho tentato di lavarlo e riutilizzarlo (raffaella,20,sv)

IL PREZZO TI SEMBRA ADEGUATO? SE NO, RISPETTO ALLA POSSIBILITA’DI AVERE UN BAMBINO?
- a volte non l’ho usato perché non avevo i soldi per comprarlo (omar,25,mi)
- dovrebbe essere consegnato gratuitamente dalla USL (raffaella,20,sv)
- il prezzo deve essere stabilito in base al 740 (massimo,21,bg)

DOPO L’USO COME ELIMINI L’UNTO DEL LUBRIFICANTE DAL PISELLINO?
- pasta lavamani e paglietta per pentole unte (stefano,25,bz)
- con le dita, oppure mi struscio nel lenzuolo, specie se non é casa mia (massimo,21,bg)

LO USI ANCHE PER RAPPORTI ANALI E ORALI?
- tristemente sì (marco,25,ge)
- anche per tutti e due contemporaneamente (stefano,25,bz)
- anali, scivola meglio dentro (beppe,19,mi)

RACCONTA DELLA PRIMA VOLTA CHE L’HAI COMPERATO...
- non li ho mai comprati...li ho rubati alla mamma! (elena,19,bg)
- me l’ha regalato un mio amico, e per la curiosità di provarlo mi sono masturbato (omar,25,mi)
- sono entrato a testa bassa, diritto verso i preservativi. Ne ho preso una scatola a caso e ho messo i soldi sulla cassa e ho aspettato il resto; visto che non arrivava ho alzato gli occhi e ho visto il tipo con la tipa che mi guardavano male perché ero piccolino, troppo panico! Ma fuori ero troppo gasato (alex,24,sv)
- ho mandato mia mamma perché avevo vergogna (iris,22,mi)
- ho aspettato che tutti uscissero dalla farmacia, poi ho chiesto una scatola di caramelle per la gola e ho messo sul bancone gli “Hatù”, poi ho sussurrato “prendo anche questi...” (enrico,22,ge)
- furto! (massimo,21,bg)
- non l’ho mai comprato, li ho sempre fottuti al padre della mia ragazza, per questo gli sarò sempre grato; grazie papà! (marco,22,mi)
- me lo regalò un mio amico, che suo padre é maresciallo e li ruba gratis, sul lato, da arrotolati, stava scritto EI, che quando lo mettevi veniva la scritta Esercito Italiano in fluorescente, così vedevi dove andare (stefano,25,bz)
- ho assaltato la diligenza che li portava in paese (andrea,22,tn)
- in farmacia, dopo aver guardato attentamente i vari modelli, indecisa su due tipi, mi sono fatta consigliare dal farmacista ottantenne (romina-nome falso,16,mi)
- sono entrato in farmacia ma li avevano terminati tutti (tian,23,ge)

RACCONTA QUALCHE AVVENTURA CAPITATATI CHE ABBIA A CHE VEDERE COL PRESERVATIVO
- ogni volta che lo uso é un’avventura! (beppe,19,mi)
- vedere il pisellino nel buio della notte (solo ed esclusivamente quello!), grazie al contributo di un profilattico fosforescente (barbara,20,sv)
- una volta mi si é incastrato sotto la glande e non riuscivo né a srotolarlo né a levarlo, e il glande era sempre più gonfio e non ce la facevo più! (alex,24,sv)
- prima di un rapporto con una svedese, quando, arrivato il momento clou, sono andato a prenderlo dalla mia giacca, ma poi ho trovato lei con un preservativo svedese già in mano di misura grandissima! (omar,25,mi)
- stavo attraversando la strada e una macchina stava per investirmi. Per fortuna c’era un profilattico per terra e sono scivolato schivando la macchina. E’ proprio vero che un preservativo ti salva la vita!! (ulrico,25)
- mi trovavo con un mio amico nei pressi di via Marocco, quando all’improvviso ci apparve una signorina fasciata in un abito di lame, la quale ancheggiando esclamò: “ciao biondini, volete pucciare la vostra brioche nel mio cappuccino?”. Ai primi attimi di smarrimento si sostituì una calda sensazione di bisogno, quasi una smania di diffondere simpatia, senonché, alla seconda domanda raggelammo! Avevamo già scartato la brioche, e quindi fummo costretti a mangiarla noi, visto che lei, senza la confezione, si ritraeva. Così finì la serata, lasciandoci una consapevolezza... la plastica non ha un buon sapore, ma a volte il contenuto é peggio (massimo,21,bg)
- c’era una volta un preservativo che, fatto il suo dovere, non se ne voleva andare; effettivamente quella volta fui bastardo, infatti, dopo l’uso, lo annodai e lo buttai nel cesso; ma lui non voleva finire nelle fogne e si servì della bolla d’aria che aveva dentro (insieme a qualcos’altro) per risalire più volte in superficie, verso la vita... e contro la scarica del cesso. Ma per lui era finita, così lo bucai con uno spillo e finalmente raggiunse le fogne, senza saluti e senza perché... (marco,22,mi)
- fu la mamma a raccontarmela, dicendomi di stare lontano dalle donne perché ci inducono in tentazione. E aveva ragione! (luca,18,tv)


FOTTI IL VIRUS!
di giovanni bruzzichelli

C’era una volta una ragazza che doveva lavorare molto, ella si chiamava Cenerentola. Arrivò il giorno del grande ballo, e le sue sorellastre si stavano facendo “belle”, mentre lei non ci poteva andare. Poi però arrivò la fata, la fece bella, andò al party e ballò tutta la notte con il principe. Le sue sorelle, per invidia, bucarono i preservativi del principe, cenerentola e il principe si amarono per tutta la notte: lei rimase incinta, lui prese l’aids. (Davide, 20 anni, MI)

TEST-TEST-TEST
-Pronto ?
-Ciao Corma, sono Bruzzi
- Ah ciao (che palle!), la sai l’ultima ?
- Cosa, la zeta ? Ah!ah!ah!
- (Che idiota) Ma no stupidino, vogliamo fare un servizio sull’uso del preservativo, cosa ne dici ?
- ...ho un’idea!
- (eccolo!)
- Perchè non facciamo che qualcuno, per esempio io, si offre volontario per fare un test dei vari modelli ?
- Ooh, questa si che è una buona idea (finalmente una!)
- Sì, così magari, adesso che ho una scusa valida, la mia ragazza finalmente me la dà!
- OK, poi noi ti paghiamo gli ovetti per gli zabaioni. Ma... e se lei non vuole ?
- Va beh, non è un problema: il test lo faccio volentieri anche da solo...

TESTO DEL TEST
Premetto che i vari modelli che io e la mia splendida ragazza abbiamo avuto il piacere di provare, sono stati, nella maggioranza dei casi, regalati da amici, nemici (quelli bucati), passanti, ecc. e quindi, spesso, ne abbiamo potuto testare uno solo, mentre preservativi di altre marche sono stati più che verificati.
Inoltre quelli regalati non sempre si trovavano in buone condizioni... insomma, abbiamo già due gemelli per casa! Comunque, cosa importante, non se n’è rotto nessuno.
Un buon prodotto è Hatù Personal Extrasottile, ha un medio spessore e una discreta sensibilità e resistenza, se usato in canali non troppo stretti...
Dei Settebello Hatù non ne parlo neanche, tanto li conoscono tutti, passo invece ai Primex Natural, che hanno una forma anatomica esagerata, nel senso che in cima sono mooolto più larghi che nella base, quindi se non sei uno che si ritrova una capp...un glande così, non ti aderisce bene e rischi di perderlo o romperlo; sono senza pretese gli Incontro Classic, un pò spessi, che appena li scarti sono troppo viscidi per farti faticare a infilarli, poi però il lubrificante si asciuga subito...proprio quando sarebbe servito!
Ma che importa, quando sai che costano 6500£ la scatola da 12?! La L.I.L.A. distribuisce, per prevenzione e soprattutto per sensibilizzazione, dei preservativi, i Do it, all’interno di fabulose bustine di gomma che possono contenere fino a 2 pezzi.
Discreta sensibilità e buona resistenza, anche un pò più lunghi della media.
Akuel Blues: ce l’ha regalato Geppo perchè aveva la bustina rotta ( ah bè grazie, amico!) e forse è a causa di questo che lei si è lamentata “mi sembra di avere dentro la guarnizione di una caffettiera!”.
Comunque sono anatomici e più grandi dei soliti.
Ed ecco il classico dei classici: il preservativo al gusto di fragola (2003)! “Strrapp! Bleah! Che puzza!”, questo è più o meno quello che dici una volta aperto, poi capisci che servono per farti fare i suffolotti, ma ormai la tipa sarà nauseata e non ne vorrà più sapere. “E va bene, usiamoli almeno per scopare”, ma anche qui niente da fare: oltre a puzzare sono anche superasciutti!!
Comunque, se alla fine ci riesci, stai tranquillo che dopo un pò che lo usi l’odore di fragola se ne va...per lasciare il posto all’odore di merluzzo!!
Del secondo preservativo alla fragola, che ci ha regalato il Sales, è meglio non parlarne...l’ho perso! (durante l’uso intendo, e per di più non l’ho più ritrovato...nà voraggine!!)
Hatù Personal Ritardante è una figata!
A me non è durato molto, ma solo perchè l’ho usato dopo un lungo periodo di astinenza (10 minuti. Sì perchè in realtà tutto il test è durato un paio d’ore!!);
E dopo Geppo, mai più preservativi neanche dal Palmiotto!
Ci ha regalato un esemplare acquistato in Spagna, Harmony; ci ha dato il finale con sorpresa: eravamo convintissimi che avesse ceduto, mi stavo già facendo i progetti per il mio futuro con i miei pargoli, poi l’ho tirato fuori...fiuuu, tutto ok!
Quando ce l’ha dato ha detto “con questi ho castigato una spagnola!”!!
Gli Olla, che solo per il nome devono essere considerati i preservativi del vero skate-snowboarder, sono davvero precari! Essendo un pò larghi, mancano di aderenza, e dopo l’uso te li ritrovi tutti tirati indietro, ti resta praticamente il solo serbatoio! Beh, almeno costano poco...
Di preservativi colorati abbiamo testato i Primex, caratteristiche simili ai precedenti, ma mi sembravano meno larghi in cima. Importante: per vederne il colore lo devi tirare fuori...e la solita domanda: ma allora a che servono?
Blu: sembra che te l’abbiano calpestato!
Rosso: fa impressione!
Verde: vedi il rosso.
Rosa: teneri & simpatici;
Il primo stimolante che abbiamo provato per la verità non mi ha stimolato molto, in compenso lei...neanche! E’ troppo frigida! (ma non sarà forse colpa mia?!) comunque, per la cronaca, si trattava di un Hatù Personal Stimolante.
Il Durex Supersottile è ottimo, sottile, ben aderente e incolore, anche se il mio è diventato rosaceo...il Marchese colpisce ancora!! Il buon Ken, l’uomo-immagine della Valmalenco, mi ha procurato un Fire Love Romantic, che è un pò corto, ma offre una buona sensibilità; e sempre dall’uomo-immagine ecco arrivarmi un Hatù Jeans: stranamente un pò corto anch’esso, eppure Ken, a sentire la Romina Masolini che ne è rimasta traumatizzata, dovrebbe avere sotto qualcosa di più... Poi è poco stabile e poco sottile, però quando apri la bustina che sembra fatta di Jeans, ti senti troppo un macho!!
E questo psicologicamente aiuta!!
Non so che marca sia, sulla bustina c’era scritto Silhuette, comunque se ve ne capita uno così, sappiate che non è niente di speciale, e che il serbatoio mi è sembrato un pò piccolo.
Ed eccoci arrivati al Foundation Super Co.!
Come tutti sanno bene, questi preservativi li regalava Steve Rocco insieme ai jeans Foundation, e come tutti sanno ancora meglio, di Steve c’è poco di cui fidarsi!
Ma io, per la causa, ma soprattutto perchè in quel momento non ne avevamo altri, l’ho testato ugualmente, a rischio della paternità! Beh, faceva schifo!
Era veramente tra i peggiori preservativi mai realizzati, corto e spesso 2 dita!
E tutto il tempo con il pensiero fisso “ora lo tiro fuori e lo trovo bucato, ora lo tiro fuori e lo...”.
Passiamo ad un altro và! Ma possibile che ogni volta che ne provo uno incolore, c’è sempre di mezzo la bilancina mestruata che lo fa diventare rosa? Sto parlando, dopo i Durex Supersottile, dei Control Sento, che restano comunque tra i migliori, ma che hanno un difetto, costano un casino se li compri in farmacia, però costano meno della metà se vai al supermercato. Io ovviamente li ho presi in farmacia!
Grazie a Corma abbiamo provato i Trojan: che delusione!
Promettevano bene, dalla confezione (da 3 pezzi) e soprattutto dal nome, invece si sono rivelati spessi e poco lubrificati. Unica nota positiva: sono gialli.
Marca sconosciuta, gusto Menta: Inutili! Infatti sulla confezione c’è un’etichetta che avverte di non usarli come anticoncezionali o per prevenire malattie...ma allora perchè cazzo li avete fatti??
In pratica li puoi usare solo per rapporti orompinali con una partner fissa, esattamente il tipo di caso in cui non lo metterai mai!
Ma noi, sempre per la causa, abbiamo provato anche questo, scoprendo che non hanno neanche il gusto di menta, ma solo l’odore! Un altro ottimo preservativo è l’Akuel Nulla, che è abbastanza sottile, incolore (stavolta niente pezzi di frutta!), e poi, strano da dirsi...morbido, è un vero piacere infilarlo.
Dal Tatinco arrivano anche i preservativi dalle strane forme.
Quello a forma di coniglietto è uno schifo!
Non solo non è assolutamente lubrificato, ma addirittura lo ricoprono di una strana polverina che gli conferisce l’attrito più totale! Però noi siamo andati avanti, sempre per la causa ecc. ecc., ma era proprio indecente, neanche fosse stato ricavato dal copertone di un tir!
Per quanto riguarda quello a forma di porcospino, affanculo la causa e tutto il resto, io mi sono rotto di fare la cavia!
Infine, concludiamo con un preservativo danese, un Cli-Max: lo producono in 3 misure, noi abbiamo provato la medium.
Sono anatomici e stimolanti, persino lei se n’è accorta! (Non più frigidair, è guarita!!) In verità ci sarebbe anche un modello fosforescente, ma per questo dovrete aspettare la prossima puntata.
Comunque ricordate che un preservativo non è determinante, ma lo è quello che c’è dentro!! almeno così dicono...

As appeared on Freezer Magazine 11 - 1996

Basta

di rokma & gros

Basta con queste storie da sfigati. Potremmo aprire con “ci avete rotto il cazzo”, ma non é nel nostro stile quindi non lo usiamo. Mi sto riferendo al fatto che nel duemila c’è ancora gente che si accanisce contro gli sciatori, i carvers, i rollerbladers... solo per il fatto di usare il tale attrezzo. Quando uno è sfigato, cioé un poverino, povero di spirito e di larghezza di vedute lo è sia che usi i rigidi o i rollerblades o che abbia ai piedi una tavola da freestyle... e proprio a voi sto parlando cari amici della tavoletta tutta matta. Ditemi, è più fesso un freestyler che se la mena o un carver che si diverte una cifra ad andare giù a palla? E il discorso non è limitato a questo. Vale anche la storia dei metallari che si arrabbiavano con i paninari allora, e adesso i rappusi che si accaniscono su East Coast / West Coast. Quelli che la chiamano Aereosol Art e quelli Grafiti.. Andiamo oltre, è una storia di contenuti, di come vivi, come decidi, di chi rispetti. E lo stesso tra new school e old shool.. vai a vedere bene dentro e scoprirai che chi lo vive e lo sente veramente, rispetta altre cose... la capacità, la bravura, lo stile, la voglia di divertirsi.. con tutti.. e sto parlando a te che ti vuoi dare un atteggiamento per impressionare chi ti sta attorno.. a te che ti dai un tono sparlando di altri che nemmeno conosci... sei prevedibile! Tanto si è capito che chi parla o sparla di altri é colui che non fa, in realta un cazzo, e non ha nessuna esperienza sua da passare, da raccontare... colui che é entrato nella tv e non ci è uscito più... allora andate veramente a spaccare tutti gli sci che trovate alla baita, andate a prendere le mazzate dagli sciatori cresciuti a pane e speck.. andate a ollare le rampette dei rollerbladers.. tatuatevi gangster sulla fronte.. chiudetevi nel vostro gruppetto di spandimerda e credetevi i più fighi.. magari dopo un po’ ci credete.. ma levatevi di qui.. tanto 6 se 6 e quel che 6 si vede! Old school rips, new school rips harder, no school rips the hardest! Peace!

QUIT
by rokma & gros

Stop the nonsense, cut the bullshit, just ‘cos he rides a freestyle board doesn’t mean he’s cool. Tell me who’s cooler, a freestyler with an attitude problem or a carver having lots of fun. Who deserves more respect a 40 - ft. Long - Big - Old - Twisted - Method - Air or a Switch - Mute - 720 - one - ft. - High? It’s the same old story, like in the hip hop scene EastCoaster vs. WestCoaster, or everywhere OldSchool vs. NewSchool. Let’s go deeper, it’s a matter of what you have inside, how you’re living, how you choose, who you respect. Everybody know by now. He talks a lot and talks shit, he probably does nothing the all day, he got no personal experience to offer, he drowned into the tv screen and never came back... It’s time you really start to destroy all the skies you find, it’s time you get you ass kicked by those big skiers grown on speck and dark bread... have a gangster tattoo on your forehead.. close yourselves in your small gang world convinced you’re the coolest.. but get the hell out of here.. By now, you’re what you’re and it shows! Peace!

As appeared on Freezer Magazine 7 - 1996

guide: ERRORI

di Giovanni Bruzzichelli

sopratitolo:
LE GUIDE DI FREEZER PER SOPRAVVIVERE MEGLIO ALL’INSEGNA DI... PEACE, LOVE, FLOWERS, MAGIC KNORR, CIUPA-CIUPA, MAXIBON, CLITORIS, TARANTINO... PARTE/1

titolo:
ERRORI DA EVITARE E CONSIGLI UTILI PER QUANDO VI DOVETE RIVESTIRE IN FRETTA PERCHE’ I GENITORI DI LEI SONO TORNATI A CASA PRIMA DEL PREVISTO DOPO CHE AVEVANO DETTO CHE SAREBBERO RIMASTI FUORI TUTTA LA SERA E QUESTO PROPRIO MENTRE STAVATE STANTUFFANDO ALLEGRAMENTE E ANZI AVEVATE QUASI RAGGIUNTO INSIEME CHE NON SUCCEDE QUASI MAI IL PUNTO DI NON RITORNO FINE DEL TITOLO

intro:
Per prima cosa NON mantenete la calma! Vi sembra il momento? Non mettetevi a pensare come-mai-sono-qui-ma-non-dovevano-restare-fuori-tutta-la-sera-? Vi distrae e basta, mentre invece dovrete concentrarvi e ripensare attentamente a questo articolo che vi sarete precedentemente studiati.

pezzo vero e proprio:
Evita di infilarti le mutande, mettitele in tasca; stesso discorso per le calze purchè sia estate o l’abbigliamento ti permetta di nascondere le caviglie nude (pantaloni lunghi o scarpe alte). Tieni i nodi delle scarpe allentati, così da potertele infilare al volo (guadagnando fino a 20 sec.!). I capelli arruffati si sistemano facilmente con una passata di mani, l’importante è non dimenticarsene. Non tenete il volume della musica troppo alto, potreste non sentire l’auto che parcheggia o le porte che si aprono. Se è sera e quando arrivano vedono dalle finestre fuori una sola stanza con la luce accesa, per esempio quella della camera da letto, e poi entrati in casa vi trovano in salotto... meglio quindi tenere più luci accese! Per coprire gli odori (umori, liquidi, gomma bruciata...) potete preventivamente accendere una stecca di incenso, così facendo avrete anche un argomento di conversazione in più di cui parlare nel caso di un loro rientro improvviso. Una cosa poco furba è quella di andare a stantuffare sotto le coperte, perchè così avrete in più anche il letto da rifare, cosa tra le più pericolose perchè una buona mamma nota subito un letto rifatto di corsa! Comunque se non potete farne a meno, potete essere voi, se già rivestiti, ad uscire dalla stanza spostando in questo modo l’attenzione altrove. L’ideale è cercare di svestirsi il meno possibile, anche se in effetti “farlo” con la gonna alzata e i pantaloni calati è un po’ squallido! Se lei prevede di impiegarci troppo a rivestirsi, può sempre correre a chiudersi in bagno, tecnica diffusa questa ma con un paio di grossi difetti: il primo è che i genitori più svegli arrivano ugualmente a intuire qualcosa, il secondo è che così facendo tu ti ritrovi da solo a rimettere ordine in giro e ad affrontare i suoi. Comunque in ogni caso fare molta attenzione ai rumori che “loro” possono sentire: passi concitati, porte che sbattono, ecc. perchè se percepiscono la fretta che vi ha preso e poi quando vi vedono vi trovano calmi e tranquilli con un visettino angelico... potete considerarvi già fregati! A proposito, il rossore del viso e il fiatone si possono attenuare molto con qualche respiro profondo: inspira iniziando prima con la pancia e poi con il torace, ed espira prima col torace e poi con la pancia. Quando ve li troverete di fronte l’ideale è fargli credere che stavate facendo qualcosa di innocente, tipo guardare la TV, cucinare, ecc. Sconsiglio vivamente di fingere di leggere riviste, non c’è niante di più falso!! Aiuta molto se lei li aggredisce con domande di ogni tipo, purchè non sembrino campate per aria o la tecnica vi si rivolterà contro! Anche di fronte a loro non smettere di lanciare occhiate in giro alla ricerca di particolari che potrebbero esserti sfuggiti: un classico è la cartina strappata del preservativo. In questo caso non esitare ad appoggiarci sopra il piede o la mano.
Ma soprattutto non fare come Felice, che dopo un recupero perfetto appariva al padre di lei impeccabile, se non fosse stato per il profilattico usato che gli pendeva dalla tasca!!! E questo insegna l’ultima lezione: il preservativo è molto meglio tenerselo addosso!


IN CASO DI SGAMO (!!!)
RISCHI SVARIATE PENITENZE, SOLITAMENTE PESANTINE, TRA CUI ESSERE:
- diffidato dal presentarsi ancora a casa loro
- diffidato dal rivedere ancora la figlia
- inseguito per la casa
- inseguito per la casa facendo da bersaglio a oggetti contundenti
- picchiato selvaggiamente
- atteso sotto casa tua dal padre e/o dal fratello maggiore di lei
- denunciato se lei è troppo giovane (occhio Palmiro!)
- costretto a sposarla
- invitato a cena (possibilità un pò meno probabile delle altre)

As appeared on Freezer Magazine 9 - 1996

1.01.1995

Italy: Sarzana surf cam


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Italy: Varazze surf cam

Surf here at your own risk. Ic sunt leones
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Italy: Viareggio

Piazza Mazzini by APT Versilia, click to see BIG foto!
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Italy: Castiglione della Pescaia

vista sud
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Liguria: Surf forecast

30 hours

42 hours

54 hours

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Europe: Weather Animation


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